Bergamaschi sopravvissuti al terremoto in Colombia: “Non dimenticheremo mai la disperazione negli occhi di chi ha perso tutto”
Il sisma che lunedì ha colpito la parte occidentale del Paese ha lasciato dietro di sé una scia di morte e distruzione
“La cosa che ci ha colpito di più è stata vedere le persone disperate, accampate nei parchi con materassi e coperte. Avevano perso tutto oppure non potevano più tornare nelle loro case. È un’immagine che difficilmente dimenticheremo”.
Gabriele G., bergamasco, era in viaggio tra Santa Rosa e Pereira insieme ai suoi amici Nicolas, Matteo, Ilaria ed Elisa, quando la terra ha iniziato a tremare. Lui e le persone che erano con lui si trovavano in auto e, almeno in quel momento, sono riusciti a mettersi al riparo. La scossa è stata violentissima, racconta, ma è stato soltanto dopo l’arrivo a Pereira che hanno capito davvero la portata di quello che era successo.
Davanti ai loro occhi c’era una città ferita: palazzi sventrati, edifici parzialmente crollati, persone riversate nelle strade. E soprattutto famiglie costrette a trascorrere la notte all’aperto, nei parchi e negli spazi pubblici, con quello che erano riuscite a portare con sé. Una scena che, nelle parole di Gabriele, rende meglio di qualsiasi numero la dimensione della tragedia.
“All’inizio non capivamo cosa stesse succedendo – racconta -. Poi abbiamo sentito le sirene degli edifici vicini e visto i pali dell’elettricità ondeggiare con grande forza. È stato in quel momento che ci siamo resi conto di quanto fossimo fortunati a essere già per strada e non in hotel. Poco dopo, infatti, proprio lì vicino è scoppiato anche un incendio”.
Il terremoto che lunedì ha colpito la Colombia occidentale ha lasciato dietro di sé una scia di morte e distruzione. La magnitudo è stata di 7,4 e, secondo gli ultimi bilanci diffusi dalle autorità, i morti sono almeno 224. I feriti hanno superato quota 600, mentre sono 165 gli edifici crollati. Migliaia di altre strutture hanno riportato danni: abitazioni, scuole, ospedali e infrastrutture essenziali. E il bilancio potrebbe non essere ancora definitivo.
I soccorritori stanno continuando a lavorare tra le macerie alla ricerca di eventuali superstiti. Non è ancora possibile stabilire quante persone possano essere rimaste intrappolate sotto gli edifici crollati, mentre ogni ora diventa decisiva per le operazioni di salvataggio.






