Logo

Temi del giorno:

Brembo e Serio in secca, l’occasione per prevenire pulendo l’alveo: “Ma servono autorizzazioni”
I lavori di rifacimento della traversa della roggia Morlana, tra Nembro e Pradalunga

Sassi, ghiaia e rami che normalmente restano sommersi ora affiorano. La siccità porta con sé anche il timore di grandi piogge e di piene, Reduzzi: “Dall’oggi al domani può cambiare tutto”

Il letto del Serio, in questi giorni, in molti tratti si vede quasi tutto. Sassi, ghiaia, rami accumulati che normalmente restano sommersi ora affiorano, a portata di mano. Sarebbe il momento ideale per intervenire, pulire e, dove necessario, ricalibrare l’alveo. Ma non sempre si può fare.

È uno dei paradossi dell’estate bergamasca, mentre la portata dei fiumi tocca i minimi storici. L’ultimo bollettino di Arpa, del 6 agosto, certifica un’ulteriore riduzione dell’8% delle scorte d’acqua rispetto a fine luglio. Le riserve di neve si sono esaurite già a metà giugno, e oggi la Lombardia dispone di 733 milioni di metri cubi d’acqua contro i 1.552 milioni considerati di riferimento per questo periodo: meno della metà.

“Il ragionamento è corretto, peccato che manchino le autorizzazioni”, spiega Mario Reduzzi, direttore del Consorzio di bonifica della Media pianura bergamasca e direttore di Anbi Lombardia. Gli interventi sull’alveo devono essere programmati per tempo da Regione e Autorità di bacino del Po, e il via libera non sempre arriva, anche quando la natura, per una volta, renderebbe tutto più semplice.

Non è però soltanto una questione burocratica, c’è anche la memoria di errori passati. “Anni fa qualcuno approfittava di queste situazioni, andando a creare più danni che benefici: spesso si asportava più materiale ghiaioso di quello consentito”, ricorda Reduzzi. Da allora l’approccio è cambiato: il fiume ha una propria dinamica e non può essere considerato un semplice canale da svuotare periodicamente.

Oggi, secondo il direttore, la logica dovrebbe evolvere ulteriormente: non una pulizia indiscriminata, ma interventi mirati dove la sicurezza idraulica lo richiede. Il problema riguarda soprattutto i materiali che Serio e Brembo trascinano e depositano durante le piene. “Con le moderne tecniche si possono effettuare lavori utili e calibrati – osserva -. Lungo il Serio, in alcuni punti, ci sono depositi importanti di ghiaia che potrebbero essere asportati per favorire il deflusso dell’acqua”. Non una pulizia generale, dunque, ma bisturi mirati nei punti critici.

Che la portata del fiume possa fare la differenza il Consorzio lo ha toccato con mano di recente: i lavori di rifacimento della traversa della roggia Morlana e della briglia di contenimento del Serio, tra Nembro e Pradalunga, si sono chiusi in anticipo proprio grazie alle acque basse. “Era più semplice lavorare dentro il fiume – sottolinea Reduzzi -. Nonostante ciò si è trattato di un intervento complesso, una vera opera d’arte”.

Mentre si discute di alvei e autorizzazioni, la crisi idrica si misura anche nei campi. Da sabato 8 agosto è scattata la razionalizzazione dell’acqua prelevata dal Brembo, sulla scia di quanto già avviene per il Serio dalla settimana precedente: almeno tremila agricoltori irrigano oggi con la metà dell’acqua abituale.

La stagione irrigua, però, volge ormai al termine. “Siamo nella fase finale, mancano una ventina di giorni – chiarisce Reduzzi -. L’obiettivo è garantire l’acqua anche a chi, con coraggio, ha deciso di fare un secondo raccolto”.

Per il direttore del Consorzio non è un’emergenza isolata, ma un copione che si ripete. “Non è il primo anno che affrontiamo questo scenario – ammette -. Anzi, ormai è una situazione che si ripresenta cronicamente”. Il 2022, ricorda, era stato un altro anno particolarmente critico. Oggi la situazione potrebbe essere persino più difficile, anche perché la stagione irrigua si è allungata.

Ed è qui che il paradosso si chiude: il problema di oggi è la mancanza d’acqua, ma tra poche settimane potrebbe essere l’esatto opposto. “La nostra prima preoccupazione è che appena finirà il caldo arriveranno le grandi piogge – conclude Reduzzi -. Dall’oggi al domani ci troveremo a cambiare rotta, e passare dalla mancanza di acqua a una quantità notevole da gestire, a correre per regimarla ed evitare danni”. Il fiume Serio, che oggi mostra il proprio letto, potrebbe quindi tornare rapidamente a riempirsi. E proprio questa alternanza sempre più difficile da prevedere rende prevenzione e manutenzione degli alvei ancora più urgenti.