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Ex Ilva, anche Dalmine e Lucchini interessate a partecipare alla cordata italiana

Le due aziende bergamasche figurerebbero tra i gruppi siderurgici che hanno dato disponibilità a partecipare all’operazione di rilancio, subordinandola però a precise condizioni industriali. Gozzi (Federacciai): “Disponibilità immediata per un confronto con il governo”

Ci potrebbero essere anche dei bergamaschi tra i protagonisti della cordata italiana di imprese chiamata a rilanciare l’ex Ilva di Taranto, quanto meno gli impianti non interessati dal blocco dell’area a caldo. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nell’elenco di imprenditori che avrebbero dato assenso a partecipare all’operazione, subordinando l’adesione alla sussistenza di alcune condizioni, figurerebbe anche la Dalmine Spa, di proprietà del gruppo Tenaris e che fa capo alla famiglia Rocca.

In lista alcuni dei maggiori gruppi italiani: Arvedi, Marcegaglia, Beltrame e le bresciane Feralpi e Duferco. Secondo il Corriere della Sera, potrebbe essere coinvolta anche un’altra impresa ‘bergamasca’: la Lucchini RS, azienda siderurgica e metalmeccanica con sede legale a Brescia ma il principale stabilimento a Lovere, sul lago d’Iseo.

Lunedì mattina, 10 agosto, si è svolto il Comitato di presidenza di Federacciai. “Il consiglio di presidenza – recita la nota emessa al termine della seduta – ha dato mandato al presidente Antonio Gozzi di trasmettere agli enti competenti, per conto di un gruppo di aziende che ha già manifestato il proprio interesse a partecipare all’iniziativa, e di quelle che potrebbero aggregarsi nei prossimi giorni, una manifestazione di interesse subordinata alla verifica di una serie di condizioni abilitanti, necessarie a consentire l’intervento industriale sulla vicenda ex Ilva”. “Abbiamo dato disponibilità immediata per un confronto con il governo”, ha sottolineato ieri il presidente Gozzi.