De Roon saluta Djimsiti: “Amico per la vita, l’Europa League condivisa con me e Toloi mi ha toccato tanto”
Il capitano nerazzurro affida ai social un messaggio per l’ormai ex compagno di avventura: “Dai primi sei mesi con Reja fino ai viaggi in giro per tutta l’Europa”
In attesa che anche l’Atalanta ufficializzi il saluto di Berat Djimsiti ai colori nerazzurri – una volta che tutta la documentazione sarà depositata, visto che l’Al-Diriyah ha giocato d’anticipo rispetto ai tempi – nella mattinata di martedì 11 agosto è stato il capitano Marten de Roon a dedicare un toccante post all’amico, prima che compagno di squadra, con cui ha condiviso un decennio di campo e di esperienze fuori. L’olandese è il recordman assoluto di presenze con la maglia della Dea: il secondo straniero è proprio Djimsiti, che ha vestito la maglia nerazzurra in 334 occasioni. I due hanno condiviso il campo per 292 volte, primato reciproco.
“Come si trovano le parole giuste per descrivere tutto ciò che abbiamo vissuto insieme negli ultimi dieci anni? Dai nostri primi sei mesi con Reja fino a oggi, dieci anni dopo. Le delusioni e le vittorie straordinarie. La storia che abbiamo scritto. Abbiamo portato l’Atalanta in giro per tutta Europa, affrontando i club più grandi e i giocatori più forti del mondo. La Champions League, l’Europa League, le finali di Coppa Italia… Praticamente tutto ciò che un calciatore possa desiderare. E noi siamo sempre stati insieme”.
“All’inizio facevamo parte di un grande gruppo che ha scritto la storia, un gruppo che con il passare degli anni è diventato sempre più piccolo. Io e te ci assomigliavamo sotto tanti aspetti, sia dentro sia fuori dal campo. Ne parlavamo spesso: quei giocatori che magari non erano sempre sotto i riflettori, ma che in campo erano fondamentali per tutti gli altri. E questo senza aver ancora parlato della persona che sei fuori dal campo. La tua mentalità. L’esempio che hai sempre dato. Il tuo non arrenderti mai e il tuo esserci sempre per gli altri”.
De Roon cita poi la notte di Dublino, in cui insieme a Djimsiti e a Toloi ha sollevato al cielo l’Europa League: Berat, da capitano, l’aveva ricevuta dalle mani del presidente Uefa Ceferin, poi l’ha voluta alzare condividendo il momento con gli altri due leader di quel gruppo. “Forse il momento in cui si è visto più chiaramente che persona sei è stato dopo la vittoria dell’Europa League. In un momento in cui avresti potuto attirare tutta l’attenzione su di te e goderti il tuo momento di gloria, hai pensato a Rafa e a me: due ragazzi con cui avevi vissuto e condiviso così tanto, ma che in quel momento stavano attraversando un periodo difficile”.
“Quel gesto ti descrive meglio di qualsiasi parola. Mi ha toccato profondamente. Proprio come mi tocca profondamente il fatto che ora tu te ne vada. Il nostro percorso insieme sta lentamente arrivando alla fine. Gli sguardi che ci scambiavamo in campo e nello spogliatoio… Ci capivamo. Spesso non avevamo bisogno di parole. Le nostre famiglie si conoscono bene. Ho visto crescere i tuoi figli e tu hai visto crescere i miei. Sono ricordi e legami che vanno ben oltre il calcio. Sono sicuro che le nostre strade si incroceranno di nuovo. Non ho alcun dubbio. Sei una leggenda di questo club. Ma soprattutto, per me sei un amico e una persona che ha avuto un’importanza enorme. Grazie di tutto”.





