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Agricoltura e attività venatoria, Confai Bergamo: un binomio per la valorizzazione del territorio rurale
Timon Reinhard (Unsplash)

Cattaneo (presidente): “La convivenza nelle campagne richiede attenzione al lavoro degli agricoltori e rispetto delle regole”

“La prossimità della stagione venatoria offre l’occasione per richiamare l’attenzione su un principio semplice, ma importante: i terreni coltivati sono luoghi di lavoro e come tali devono essere rispettati”: con queste parole il presidente di Confai Bergamo, Pietro Cattaneo, interviene sul rapporto tra agricoltura, attività venatoria e frequentazione delle aree rurali.
L’associazione si riferisce in particolare ad alcune situazioni che possono verificarsi durante le attività di addestramento e allenamento dei cani da caccia, quando l’accesso ai terreni coltivati è vietato dalla segnaletica presente. L’attraversamento delle colture, anche per brevi tratti, può infatti provocare danni alle produzioni e compromettere il lavoro svolto dagli agricoltori nel corso dell’intera stagione.
“Non si tratta di mettere in discussione l’attività venatoria, né tantomeno di generalizzare comportamenti isolati e occasionali – osserva Cattaneo -. La maggior parte delle persone che frequentano le campagne conosce e rispetta le regole. È però importante che anche nelle attività di addestramento dei cani venga prestata la necessaria attenzione alle colture presenti, evitando di attraversare i terreni nei quali l’accesso è espressamente vietato.”
Secondo Confai Bergamo, agricoltura e attività venatoria possono concorrere, insieme ad altre forme di frequentazione delle aree rurali, alla valorizzazione del territorio e alla conservazione degli ecosistemi e delle specie autoctone. In questo senso, l’associazione apprezza anche le raccomandazioni che le stesse realtà associative del mondo venatorio e cinofilo rivolgono frequentemente ai propri associati, sottolineandone il ruolo di sentinelle del territorio rurale e di interlocutori importanti per una corretta gestione degli ambienti naturali.
“Un campo coltivato non è un’area di libero passaggio – conclude Pietro Cattaneo -. Rispettare la segnaletica, evitare di attraversare le colture e mantenere i cani sotto controllo sono comportamenti semplici che consentono di prevenire danni e incomprensioni. La tutela del territorio rurale passa anche attraverso questa attenzione quotidiana e attraverso il rispetto reciproco tra tutti coloro che vivono e lavorano nelle campagne.”