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Cimitero Monumentale, al via il restauro da 300 mila euro: 520 nuovi cinerari e il recupero del Famedio

Sei mesi di cantiere per un progetto che prevede anche l’impermeabilizzazione della copertura, il restauro della recinzione storica di via Gastoldi e una nuova rampa per migliorare l’accessibilità

Bergamo. Sei mesi di cantiere, 300 mila euro di investimento e un obiettivo dichiarato: restituire dignità a uno dei luoghi simbolo della città. Il Comune ha approvato il progetto esecutivo per la manutenzione straordinaria del Cimitero Monumentale, inserito nel Programma triennale dei lavori pubblici. Al centro degli interventi, il Famedio e le aree che lo circondano, tra infiltrazioni d’acqua da risolvere, spazi da riorganizzare ed elementi storici da salvare.

Il cantiere partirà dall’area dell’ex Monastero di Santa Grata e delle Clarisse, dove i vecchi loculi ormai degradati lasceranno il posto a circa 520 nuovi cinerari. Moduli da 40×40 centimetri, con struttura prefabbricata in alluminio rivestita di lapidi in marmo e borchie in bronzo fuso. Qui interverranno anche il rifacimento degli intonaci a calce, la ritinteggiatura di pareti e soffitti e la pulizia della pavimentazione originale a losanghe, mentre una rampa reversibile in metallo, con fondo antisdrucciolevole e corrimano, supererà le attuali barriere architettoniche.

“Il Cimitero Monumentale è un luogo di grande valore per Bergamo, non solo dal punto di vista storico e architettonico, ma anche per il significato profondo che riveste per la nostra comunità – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota -. L’intervento mira a coniugare la necessità di garantire spazi più funzionali, accessibili e sicuri con la tutela degli elementi di pregio che caratterizzano questo complesso”.

È la copertura del Famedio, però, il fronte più delicato: le infiltrazioni meteoriche hanno provocato negli anni fenomeni di degrado negli ambienti sottostanti. I lavori prevedono la rimozione della pavimentazione galleggiante e della vecchia guaina, sostituita da una nuova impermeabilizzazione bituminosa, oltre alla revisione del sistema di smaltimento delle acque piovane. La pavimentazione verrà poi riposizionata recuperando gli elementi ancora utilizzabili e integrandoli con nuove piastre identiche per foggia e finitura. Anche i lucernari della copertura saranno sottoposti a manutenzione per il ripristino della tenuta all’acqua, senza alterarne il disegno originario.

“I cimiteri sono luoghi di memoria, di raccoglimento e di identità collettiva – riflette l’assessore ai Servizi Cimiteriali Giacomo Angeloni -. Prendersene cura significa garantire dignità alle persone che li frequentano ogni giorno e rispetto per la storia della nostra comunità. Con questo intervento investiamo non solo nella manutenzione di un patrimonio monumentale di straordinario valore, ma anche nella qualità dei servizi cimiteriali, rispondendo a esigenze concrete che riguardano migliaia di famiglie bergamasche”.

Il progetto si chiude con un recupero più defilato ma non meno significativo: un tratto della recinzione metallica storica lungo via Gastoldi, vicino all’ex cimitero di San Maurizio. La struttura sarà smontata e portata in laboratorio, dove un restauratore specializzato in metalli si occuperà della pulizia, del raddrizzamento delle parti danneggiate e del recupero dei motivi decorativi mancanti — crociere e stelle. Prevista anche una nuova rete interna in acciaio inox, un trattamento antiruggine e la verniciatura finale.

recinzione via gastoldiLa recinzione lungo via Gastoldi

Trattandosi di un bene culturale tutelato ai sensi del D.Lgs. 42/2004, l’intervento è stato condotto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, che ha autorizzato il progetto. Un passaggio che Rota definisce necessario per “preservare l’identità del cimitero monumentale accompagnandolo verso una nuova fase di valorizzazione e cura”. Il Cimitero Monumentale, progettato tra Otto e Novecento da Ernesto Pirovano ed Ernesto Bazzaro, resta così al centro di un intervento che prova a tenere insieme conservazione e futuro.