Atalanta, prove (riuscite) di Sarrismo: tre gol allo Schalke, il primo dopo 32 passaggi
Scamacca, Samardzic e Krstovic segnano di fronte ai quasi 60mila di Gelsenkirchen: il gol del vantaggio del numero 9 arriva al termine di un’azione manovrata lunga 83 secondi in cui tutti i giocatori toccano la palla. Infortunio per Kamaldeen, da valutare nelle prossime ore. 90′ in campo per Scalvini
Primi, significativi cenni di Sarrismo nerazzurro nel test match di sabato pomeriggio in una Veltins-Arena di Gelsenkirchen piena con quasi 60mila tifosi, per niente scontato considerando che il calendario 8 agosto. Per l’Atalanta arriva una vittoria per 3-0 contro i padroni di casa dello Schalke 04, ma il risultato in queste partita è l’ultima cosa che interessa agli allenatori, in particolare a chi, come il tecnico toscano, sta lavorando sull’implementazione di una filosofia totalmente nuova. E i risultati iniziano a vedersi, visto che la rete del vantaggio arriva al termine di un’azione che porta tutta la squadra a toccare il pallone, per un totale di 32 passaggi in 83 secondi, avviata da Carnesecchi e conclusa da Scamacca.
Sono i primi segnali di un gioco che è ancora tutto da costruire passo per passo, anzi, passaggio per passaggio, perché sono anche frequenti i momenti in cui la giocata viene forzata senza averne bisogno, oppure i posizionamenti sbagliati dei centrocampisti che si fanno prendere alle spalle o aggredire con troppa facilità. Ma è l’inizio di una rivoluzione che richiederà tempo e pazienza. È il motivo per cui Sarri continua le rotazioni di diversi uomini che faranno parte del progetto tecnico, soprattutto in difesa, a maggior dopo la partenza di Djimsiti, con Scalvini che rappresenta la certezza: questa volta Sarri lo affianca a Kossounou facendolo traslocare sul centro-sinistra, con Bellanova e Ahanor larghi. Ederson (con la fascia di capitano al braccio) e Samardzic sono le mezzali ai lati di Gaetano, mentre il tridente è quello di gala con De Ketelaere, Scamacca e Raspadori.
Inizia in panchina l’acclamatissimo Kolasinac, cresciuto nello Schalke e abbracciato nel pre-gara dai suoi connazionali bosniaci Edin Dzeko e dall’allenatore Miron Muslic (che è in panchina con la maglia away del club addosso). L’ex attaccante di Roma e Inter non è a disposizione, al pari dell’altro grandissimo ex Robin Gosens, fermo per un problema alla coscia dopo una botta ricevuta nell’amichevole con l’Hessen Kassel.Ai box anche anche l’altro acquisto Wöber e pure Emil Højlund, fratello dell’ex nerazzurro Rasmus.
C’è tanta Dea nel primo tempo sin dall’avvio, visto che dopo pochi minuti di gioco un colpo di testa di Scalvini su corner di Samardzic si stampa sul palo. Lo Schalke è in campo con il canonico 3-5-2, con le due punte molto strette per non concedere il corridoio dal portiere al regista Gaetano, tanto che Carnesecchi sventaglia a vuoto in più di un’occasione, e prova a mandare le prime avvisaglie con Karaman di testa (alto di poco) e con Adamu, che col piattone mette largo dopo una palla persa di Ederson trasmessa improvvidamente da Scalvini, in una fase in cui il giropalla orobico è messo in difficoltà dal pressing alto dei Knappen.
Proprio in quel momento arriva quasi a sorpresa l’azione del vantaggio, iniziata da Carnesecchi che tocca palla a 28’08” e, dopo 32 passaggi con tutti i giocatori che effettuano almeno una trasmissione, arriva la verticalizzazione decisiva e da trequartista (non a caso suo ex ruolo) di Gaetano che verticalizza ai venti metri mettendo Scamacca in condizione di battere in rete a tu-per-tu con Karius a 29’31”.

Il raddoppio invece è quanto di più diverso ci sia: un vero e proprio coast-to-coast di Samardzic, che per poco non fa involontariamente autogol con il piede dopo una traversa interna colta di testa Karaman e poi riconquista sui 70 metri di campo il pallone da lui stesso spazzato soffiandolo a Vitali Becker per involarsi, evitare il rientro di El-Faouzi al limite dell’area opposta e con un gioco di suola mandare fuori giri pure Karius per poi batterlo.
Nella ripresa lo Schalke si fa vedere di più, mentre l’Atalanta inizia la girandola di cambi cambiando metà dei giocatori di movimento. Tra loro anche Kamaldeen Sulemana, che però deve alzare bandiera bianca dopo una decina di minuti per infortunio: una situazione che andrà inevitabilmente valutata nelle prossime ore, con il giocatore uscito camminando, ma dopo una torsione non bellissima a vedersi. I primi riscontri parlano di un trauma distorsivo al ginocchio sinistro che necessiterà di ulteriori accertamenti.
Sarri sperimenta De Roon in posizione di regista, mentre le occasioni sono soprattutto dello Schalke con Carnesecchi che ha il suo bel da farsi. L’ultima parola ce l’ha comunque l’Atalanta, visto che Krstovic a tre minuti dal termine gestisce bene un pallone dentro l’area con la suola per poi calciare di potenza in porta siglando il 3-0 finale. Da segnalare, tra le altre cose, i 90 minuti integrali giocati da Giorgio Scalvini, ultimissimo ad uscire: l’interesse del Newcastle sarà anche intenso, ma il messaggio arrivato dal tecnico nerazzurro sembra piuttosto chiaro.
Schalke 04-Atalanta 0-3
Marcatori: 30’ Scamacca, 39’ Samardzic, 87’ Krstovic
Schalke 04 (3-5-2): Karius; T. Becker (72’ Katic), Ayhan, Kurucay; Dina Ebimbe (46’ Ljubicic), Aouchiche, El-Faouzi, Tanaka (72’ Schallenberg), V. Becker (72’ Vozar); Karaman (62’ Sylla), Adamu (72’ Gomis). A disp. Müller, Leonard, Porath, Bachmann, Rözner. All. Muslic
Atalanta (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova (46’ Zappacosta), Kossounou (62’ Kolasinac), Scalvini (90’ Obric), Ahanor (46’ Bernasconi); Samardzic (46’ Pasalic), Gaetano (62’ De Roon), Ederson (62’ I. Sulemana); De Ketelaere (46’ Kamaldeen) (56’ Zalewski), Scamacca (46’ Krstovic), Raspadori (70’ Cassa). A disp: Sportiello, Vismara, Idele, Plaia. All. Sarri
Arbitro: Storks
Ammoniti: Zalewski (70’) per proteste, Scalvini (79’) per gioco falloso
Espulsi: –
Spettatori: 58.578




