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A Lovere il teatro diventa palestra di consapevolezza: tre giorni di laboratori con Gabriele Vacis

Promosso da Olive a pArte con la compagnia PoEM, il “Lovere Awareness Campus” ha coinvolto 28 appassionati già attivi nel mondo del teatro e un pubblico di 200 persone da tutto il Nord Italia, per una tre giorni dedicata all’educazione attraverso le pratiche teatrali

Stare insieme in uno stesso luogo e in uno stesso momento — ascoltarsi, guardarsi, prestare attenzione — è una capacità che va allenata; soprattutto oggi, in una quotidianità sempre più assorbita dalla frenesia e dagli schermi. Nasce da questa prospettiva il “Lovere Awareness Campus“, proposta intensiva di tre giorni dedicata al tema dell’educazione attraverso le pratiche teatrali. Oltre ai 28 partecipanti al campus vero e proprio – appassionati o già attivi nel mondo del teatro -, la proposta ha richiamato sul lago d’Iseo un pubblico di 200 persone di ogni età da tutto il Nord Italia.

L’iniziativa, svoltasi il 17,18 e 19 luglio a Lovere, è stata promosso dall’Associazione Culturale Olive a pArte ETS insieme alla compagnia PoEM – Potenziali Evocati Multimediali, e sostenuta da Fondazione della Comunità Bergamasca. Ospite d’onore Gabriele Vacis, regista e pedagogo teatrale tra i più importanti della scena italiana, con Roberto Tarasco.

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Il percorso di tre giorni ha avuto come punto di riferimento la pratica della Schiera, o Respiro comune, un metodo proposto da Gabriele Vacis e sviluppato dalla pedagogia teatrale contemporanea che favorisce attenzione, ascolto, consapevolezza corporea e capacità di relazione attraverso il movimento e l’azione collettiva. “Il progetto nasce perché conosciamo Gabriele Vacis, uno dei più importanti registi e formatori teatrali in Italia: gli abbiamo chiesto di tornare a Lovere portando una proposta di grande qualità – spiega Tiberio Ghitti, attore, regista e formatore teatrale, vicepresidente di Olive a pArte –. Volevamo aprire questa possibilità a chi fa teatro per professione, ma anche a chi lo utilizza come motore di formazione e strumento per lavorare nel sociale. Il grande punto di incontro tra noi e PoEM è il teatro come pratica: non solo spettacolo dal vivo, ma strumento che può fare del bene. Oggi, in una società piena di schermi e di intelligenza artificiale, il teatro non può essere sostituito, perché è fatto di corpi, di persone che si incontrano in un dato luogo e in un dato momento”.

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I laboratori su iscrizione, presso la Sala della Comunità e il Teatro Crystal, hanno richiamato partecipanti dal profilo professionale variegato: insegnanti, infermieri, attori, professionisti che ogni giorno lavorano a contatto con le persone. “Fare teatro non significa solo imparare la dizione o muoversi come il personaggio che si interpreta – spiega Ghitti – Significa prima di tutto allenare uno sguardo verso gli altri, stare in ascolto del gruppo, affinare le potenzialità proprie e altrui, saper convivere insieme come si fa sul palco. Sono abilità preziose per chi svolge una professione a contatto con le persone. Il titolo della tre giorni parla di consapevolezza: per arrivarci serve una sensazione generale di serenità del corpo, una presenza nel qui e ora. È un’esigenza attuale, in risposta alla frenesia e alla tecnologia così pervasiva nelle nostre giornate: è qualcosa che vediamo bene nelle nuove generazioni, che hanno una fortissima voglia di mettersi in relazione in modo diverso, di mettersi in gioco”. Nata a Lovere nel 2013, Olive a pArte diffonde la cultura del teatro su più fronti: accanto alle produzioni teatrali attraverso una propria compagnia, grande attenzione è dedicata alla formazione nelle scuole, a corsi aperti a tutti dai tre anni in su, a progetti con enti del territorio che nel tempo hanno portato anche al coinvolgimento di persone fragili, con disabilità, detenute.

Oltre ai laboratori, il “Lovere Awareness Campus” ha previsto due serate aperte al pubblico: il 17 luglio, al Parco delle Piscine di Lovere, con la lettura in riva al lago “L’amore per l’educazione“,  ispirata al libro “Cuore” di Edmondo De Amicis; sabato 18 luglio, a Palazzo Bazzini, con “La nostra bellezza quotidiana“, meditazione sociale per raccontare le comunità educanti in Italia. “Abbiamo registrato una buonissima partecipazione agli eventi del week end – conclude Ghitti. Abbiamo accolto un pubblico variegato, arrivato dal territorio ma anche da fuori provincia. Siamo contenti che persone dalla diversa familiarità con il  teatro abbiano potuto apprezzare, insieme, la proposta di un professionista come Vacis e conoscere maggiormente questo mondo”.

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“Il “Lovere Awareness Campus” ha portato nelle piazze e nei giardini di Lovere un maestro del panorama culturale italiano e richiamato attori, scuole, educatori, professionisti di vario profilo e famiglie per approfondire i benefici del teatro – commenta Osvaldo Ranica, presidente di Fondazione della Comunità Bergamasca – “In scena” occasioni per vivere la pratica teatrale come una vera palestra di umanità e relazioni: esperienze che allenano l’ascolto, l’attenzione e la responsabilità reciproca. Un percorso che investe sulla capacità di un territorio di educare e rafforzare la comunità”.