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Il gip dispone la custodia cautelare in carcere anche per il colpo in Friuli e per il quinto presunto membro della banda, ancora ricercato dopo la fuga durante il blitz di Orzinuovi

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla violenta rapina del 6 luglio all’agriturismo Ca’ Fenile di Alzano Lombardo. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo hanno eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip, nei confronti di quattro cittadini di origine albanese già detenuti, ritenuti responsabili anche della rapina in abitazione commessa nella notte tra il 14 e il 15 luglio a Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine. Secondo gli investigatori, i due episodi sarebbero riconducibili allo stesso gruppo criminale.

L’indagine, coordinata dalle Procure di Bergamo e Udine, ha permesso di ricostruire i movimenti della banda e di raccogliere gravi indizi a loro carico. La svolta è arrivata durante il blitz eseguito all’alba del 15 luglio in un appartamento di Orzinuovi, nel Bresciano, ritenuto una delle basi logistiche del gruppo. I militari, che stavano monitorando i sospettati senza sapere che quella stessa notte avevano appena messo a segno un’altra rapina, li hanno attesi al rientro da Lignano Sabbiadoro.

All’interno dell’abitazione hanno trovato mazzette di banconote da 50 e 100 euro parzialmente bruciate. Per il gip Roberto Palermo si tratterebbe del denaro sottratto poche ore prima nella villa friulana, dove un imprenditore era stato minacciato di morte, picchiato, derubato di circa 115 mila euro in contanti, di un Audemars Piguet e di altri due orologi di valore, prima di essere rinchiuso in una stanza per impedirgli di chiedere aiuto.

Nell’ordinanza, il gip sottolinea come gli elementi raccolti dagli investigatori risultino “chiari e convergenti”. Secondo la ricostruzione dei militari, il gruppo seguiva un modus operandi consolidato: utilizzava targhe rubate per spostarsi senza cambiare veicolo, radio ricetrasmittenti per comunicare durante i colpi e agiva con estrema violenza, minacciando di morte le vittime e sequestrandole all’interno delle abitazioni.

Un contributo determinante alle indagini è arrivato dalla testimonianza della figlia tredicenne del titolare dell’agriturismo Ca’ Fenile, Massimo Rizzi, aggredito nella propria abitazione durante la rapina del 6 luglio. In quell’occasione i malviventi si erano impossessati di circa 70 mila euro in contanti, compresi i risparmi di dieci anni di lavoro della famiglia, oltre a tre Rolex. La ragazza ha fornito una descrizione dettagliata del commando: cinque uomini vestiti di nero, ritenuti di probabile origine albanese, tra cui uno con carnagione mulatta e un altro riconoscibile per un cappellino con un ricamo bianco. Proprio quel dettaglio, incrociato con il meticoloso lavoro svolto sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza e sull’analisi delle auto utilizzate nei raid, ha consentito agli investigatori di risalire alla base del gruppo nel Bresciano.

Durante il blitz di Orzinuovi, alcuni dei sospettati hanno tentato di distruggere la refurtiva incendiando parte delle banconote, mentre uno di loro è riuscito a fuggire lanciandosi dal ballatoio dell’edificio. In carcere si trovano i fratelli Kreshnik Miftari, 28 anni, e Valter Miftari, 26, oltre ad Alfret Jakimi, 29 anni, ed Elvi Baci, 36, ai quali il nuovo provvedimento cautelare è stato notificato mentre erano già detenuti a Bergamo. Jakimi e Baci hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame.

A loro si aggiunge E.M., 37 anni, cittadino albanese pluripregiudicato, ritenuto dagli inquirenti coinvolto sia nella rapina di Lignano Sabbiadoro sia in quella di Alzano Lombardo. Per lui il gip ha disposto la custodia cautelare anche per quest’ultimo episodio. Secondo gli investigatori avrebbe inoltre gestito un’altra base logistica in via Corridoni, a Bergamo, dove sono stati sequestrati circa 10 mila euro in contanti, oggetti in oro, telefoni cellulari e un passaporto falso. Nei suoi confronti risultava già pendente anche un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Perugia per una precedente rapina.