La ‘pagella’ di Openpolis ai parlamentari bergamaschi: Tremaglia non salta un voto (quasi), Dori il più attivo
Gli indicatori di Openparlamento fotografano oltre tre anni di legislatura: presenza in aula, peso istituzionale e attività legislativa. Frassini e Pirovano tra gli eletti più affidabili, Terzi di Sant’Agata guida per forza politica
Chi partecipa di più ai lavori parlamentari? Chi ha più peso istituzionale? E chi ha presentato più proposte di legge? Da quasi quattro anni i parlamentari bergamaschi sono entrati nel delicato universo romano e ai propri elettori possono a volte apparire lontani.
A restituire il lavoro svolto dall’inizio della XIX legislatura è la fotografia scattata dagli indicatori di OpenParlamento, la piattaforma della Fondazione Openpolis che dall’ottobre 2022 monitora l’attività di Camera e Senato attraverso due strumenti principali: gli indici di affidabilità, legati alla partecipazione alle votazioni, e l’indice di forza, che misura il peso politico-istituzionale attraverso “un sistema di ponderazione di istituzioni, organi e ruoli”, come lo definisce la stessa Openpolis.
È Devis Dori (Alleanza Verdi e Sinistra) a emergere per attività legislativa: 13 disegni di legge presentati come primo firmatario, il numero più alto tra i bergamaschi alla Camera, uno dei quali già trasformato in legge – quello sulle modifiche al codice penale, alla normativa sul cyberbullismo e alle misure rieducative per i minori. Il suo indice di affidabilità sfiora il 97% (96,8%), con una partecipazione alle votazioni del 93,8% e un margine ridotto tra assenze (3%) e missioni (3,2%). Sul fronte del peso istituzionale si ferma invece allo 0,28%, che lo colloca all’87° posto su 399 deputati.
Chi non manca mai un voto è invece Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia): partecipazione al 99,4%, appena lo 0,6% di assenze, un indice di affidabilità che tocca addirittura il 103%. Il rovescio della medaglia è però evidente altrove: nessun disegno di legge presentato come primo firmatario, e un indice di forza dello 0,12% (283° posto su 399). Anche Rebecca Frassini (Lega) viaggia su livelli di affidabilità elevati (97,7%, con partecipazione al 94,1% e assenze al 5,9%) e ha depositato tre proposte di legge come prima firmataria, ma il suo peso istituzionale resta contenuto: 0,11%, 352ª posizione su 399.
L'onorevole TremagliaIl quadro cambia con Stefano Benigni (Forza Italia), che pur con un’affidabilità più bassa – 77,8%, dovuta al 25% di assenze alle votazioni – registra il peso istituzionale più alto tra i deputati bergamaschi: 0,43%, 66° posto su 399. Il collega di partito Alessandro Sorte si attesta invece su un’affidabilità del 75,7% (partecipazione al 74,2%, assenze al 25,8%) e un indice di forza dello 0,13%, al 259° posto.
A parte va letto il caso di Alberto Di Rubba, bergamasco d’origine ma arrivato in Parlamento con la Lega solo il 26 marzo 2026 subentrando ad Alberto Stefani, eletto in Veneto. Il recente ingresso a Montecitorio, meno di cinque mesi fa, condiziona pesantemente i numeri: affidabilità al 21,5%, presenze solo al 23% su un totale di 2.240 votazioni considerate – contro le 18.732 su cui sono calcolati gli indici degli altri parlamentari.
A Palazzo Madama è invece Terzi di Sant’Agata (Fratelli d’Italia), ex ministro degli Esteri del governo Monti, a detenere il valore più alto dell’indice di forza tra tutti i parlamentari bergamaschi: 0,92%, 20° posto su 205 senatori. La sua affidabilità si attesta all’86,5%, con una partecipazione alle votazioni del 90,8%.
Giulio Terzi di Sant'AgataSul fronte legislativo, il primato spetta invece ad Antonio Misiani (Partito Democratico), con nove disegni di legge depositati come primo firmatario – anche se otto non hanno ancora avviato l’iter parlamentare. Il senatore dem ha un indice di forza dello 0,53%, il secondo più alto tra i bergamaschi in Senato (77° posto su 205), e un’affidabilità del 75,1%.
Antonio MisianiDaisy Pirovano (Lega) si distingue invece per costanza nei lavori d’aula: affidabilità al 94,1%, presenza alle votazioni al 95,9%, appena lo 0,2% di assenze. Tra i sei disegni di legge presentati come prima firmataria, uno è già diventato legge – l’istituzione di un fondo per i “viaggi della memoria” nei campi di concentramento. Il suo indice di forza è dello 0,20%, 146° posto su 205.
Il caso più singolare resta però quello di Roberto Calderoli (Lega), che al ruolo di senatore affianca quello di ministro per gli Affari regionali e le autonomie. Il suo indice di affidabilità – 31,1% – va letto alla luce del 68,8% di missioni legate all’attività di governo, più che a un disimpegno parlamentare. Ed è comunque lui il parlamentare bergamasco con il maggior numero di provvedimenti trasformati in legge: cinque su sette disegni presentati come primo firmatario, tra cui le modifiche allo statuto speciale del Trentino Alto-Adige, la promozione delle zone montane e la contestata riforma sull’autonomia differenziata.
Il ministro Calderoli a Pontida per il raduno della LegaI numeri di Openpolis restituiscono un quadro meno scontato della semplice divisione tra maggioranza e opposizione. Il ruolo di governo garantisce inevitabilmente una maggiore esposizione istituzionale, ma l’indice di forza dimostra che il peso parlamentare non dipende solo dall’appartenenza ai banchi della maggioranza: Dori, all’opposizione, registra un indice di forza superiore a diversi colleghi di maggioranza alla Camera, così come Misiani, che pur dai banchi del Pd presenta il valore più alto tra i senatori bergamaschi per iniziativa legislativa.
Ne emerge un mosaico di profili distinti più che una classifica: Tremaglia, Frassini, Dori e Pirovano spiccano per affidabilità; Dori e Misiani per attività legislativa; Terzi, Benigni e Misiani per peso istituzionale; Calderoli per numero di leggi approvate. Un quadro che non stabilisce chi sia “il migliore”, ma restituisce una misura comparabile – e concreta – del lavoro svolto a Roma dai rappresentanti bergamaschi.


