Logo

Temi del giorno:

“Fare il fieno in città”: a Bergamo l’erba dei parchi diventa fieno per i cavalli

Affidato per tre anni a un’impresa agricola di Villa d’Almè il servizio di fienagione su otto aree comunali: oltre 47 mila metri quadrati già sfalciati. Ruzzini: “Così si crea un collegamento diretto tra manutenzione urbana e attività agricola”

Bergamo. Quest’anno l’erba dei prati cittadini non finirà tra gli scarti del verde pubblico: diventerà fieno, e prenderà la strada di una stalla del territorio. È il cuore di “Fare il fieno in città”, il progetto con cui il Comune di Bergamo ha affidato a Danilo Salvi, imprenditore agricolo di Villa d’Almè, la fienagione di alcune aree verdi comunali gestite a sfalcio differenziato.

L’accordo dura tre anni, rinnovabili per altri tre, e funziona con una logica semplice: l’azienda taglia, raccoglie, imballa e trasporta il fieno a proprie spese, e in cambio se lo tiene. Palazzo Frizzoni risparmia sui costi ordinari di manutenzione, mentre quello che prima era uno scarto vegetale diventa una risorsa per l’agricoltura locale.

Il primo intervento è già cosa fatta: otto aree comunali, oltre 47mila metri quadrati falciati, quasi 4,7 ettari. Tra i luoghi coinvolti ci sono il Parco Carlo Leidi, il Parco Ovest di via Galli Guidani, la Greenway lungo il Morla, le aree esterne al cimitero, gli ex Orti San Tomaso, oltre a spazi verdi in via Industria, via Bramante e via Guglielmo David.

Il progetto nasce come sviluppo dello sfalcio differenziato, avviato in città nel 2023: tagli più radi rispetto ai prati ornamentali, per lasciare alle piante spontanee il tempo di fiorire e offrire rifugio a insetti impollinatori, uccelli e piccola fauna. Nel 2026 il piano coinvolge complessivamente 75 aree verdi, oltre 216mila metri quadrati, disegnato con agronomi e tecnici comunali, il gruppo scientifico Flora Alpina Bergamasca, il Museo Civico di Scienze Naturali e l’Orto Botanico.

fieno bergamo

“Fare il fieno in città è una naturale evoluzione dello sfalcio differenziato: dopo aver lasciato alla vegetazione il tempo necessario per svilupparsi, nelle aree individuate l’erba viene raccolta e trasformata in una risorsa – spiega l’assessora alla Transizione ecologica, Ambiente e Verde, Oriana Ruzzini -. Il bando è stato costruito per favorire le piccole imprese agricole locali e l’imprenditoria giovanile, creando un collegamento diretto tra la manutenzione urbana e l’attività agricola”.

Non è un dettaglio da poco che l’azienda aggiudicataria alleva cavalli: il fieno raccolto nei parchi cittadini finirà direttamente nelle mangiatoie, chiudendo un piccolo cerchio di economia circolare tra città e campagna.

Il calendario dei tagli segue il ritmo delle stagioni più che quello del decoro urbano: due o tre sfalci l’anno, a seconda delle aree, il primo dopo la seconda decade di luglio, il secondo tra il 15 e il 30 ottobre, un eventuale terzo tra il 15 e il 30 novembre. L’erba tagliata viene lasciata essiccare sul posto, raccolta in andane, pressata in rotoballe e portata al deposito dell’azienda nel giro di pochi giorni.

Le regole del gioco restano però rigide: niente fertilizzanti chimici né diserbanti, e massima attenzione alla fauna, con tagli sospesi nei periodi di nidificazione e di massima fioritura. Nelle aree a maggior valore naturalistico, il Comune si riserva anche di lasciare porzioni di prato intonse, piccoli rifugi di biodiversità nel cuore della città.