Diffida al cittadino che aiutava durante gli incidenti: “Lo facevo dal 2012, ero autorizzato”. La Polizia Locale: “Nessun via libera”
Il caso nasce da una lettera del Comando dopo anni di interventi. Da una parte il racconto di un impegno civico portato avanti per oltre un decennio, dall’altra il richiamo alle norme sulla sicurezza stradale
Ponteranica. Una presenza, secondo il suo racconto, diventata quasi familiare per chi percorreva il Nodo di Pontesecco nei momenti più difficili: un incidente, le code, il traffico in tilt e lui sul posto a dare una mano. Quattordici anni di interventi sulla viabilità, poi una diffida che ferma tutto.
Emanuel Giupponi, membro del Comitato di Quartiere Ramera-Pontesecco e rappresentante di Patto per il Nord di Ponteranica, sostiene di aver svolto dal 2012 un’attività di supporto alla viabilità lungo la Strada Provinciale ex Strada Statale 470 “Valle Brembana”, soprattutto nella zona del Nodo di Pontesecco.
La vicenda nasce da una lettera recapitata il 28 luglio, con cui, secondo Giupponi, il Comando della Polizia Locale gli avrebbe chiesto di interrompere l’attività svolta durante gli incidenti stradali, nelle situazioni caratterizzate da code, veicoli bloccati ed eventuali necessità di soccorso.
Il cittadino sostiene di aver contribuito per anni alla gestione dei flussi di traffico con cartelli stradali, coni segnaletici e altra segnaletica temporanea, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorritori. Secondo Giupponi, quest’attività sarebbe stata comunicata e autorizzata verbalmente dalla stessa comandante della Polizia Locale Barbara Scarpellini, oggi firmataria della diffida.
Resta il nodo centrale della vicenda: secondo Giupponi, un’attività svolta per dodici anni e ritenuta utile alla viabilità; secondo il Comando, una pratica mai autorizzata e non compatibile con le competenze previste dalla normativa.
Giupponi dichiara di voler rispettare la decisione dell’Amministrazione comunale e di cessare l’attività “senza rimpianto”, riservandosi però di segnalare alla stampa eventuali ritardi negli interventi delle forze dell’ordine e in particolare della Polizia Locale.
Il Comando ha replicato precisando di voler “ristabilire la verità dei fatti” e tutelare l’immagine dell’istituzione. Secondo la comandante Scarpellini, la regolamentazione del traffico, la segnaletica temporanea e la gestione della circolazione durante gli incidenti sono funzioni riservate agli organi di Polizia Stradale e agli operatori di soccorso previsti dalla normativa.
La Polizia Locale nega quindi l’esistenza di qualsiasi autorizzazione verbale e sostiene che l’intervento autonomo di un privato cittadino sulla ex S.S. 470 possa creare rischi per l’operatore e per gli automobilisti. Respinge inoltre l’accusa di comunicazione offensiva, definendo la lettera un atto formale di diffida adottato per prevenire situazioni di pericolo.
Sullo sfondo resta il tema del lungo arco temporale trascorso tra l’inizio dell’attività raccontata da Giupponi e l’intervento formale del Comando: quattordici anni nei quali una situazione percepita da una parte come collaborazione sul territorio e dall’altra come pratica non autorizzata è rimasta senza un chiarimento definitivo. Perchè?


