La misura
|Bergamo prova a sbloccare gli affitti per i giovani: nasce il Fondo Garanzia Under 35
Il Comune offre ai proprietari una garanzia fino a 5 mila euro contro morosità incolpevole e danni per aumentare gli alloggi a canone concordato sul mercato
Bergamo. Dopo aver sostenuto la domanda, ora il Comune prova a correggere il tiro intervenendo anche sull’offerta. È questo l’obiettivo del “Fondo Garanzia Under 35”, la nuova misura sperimentale approvata dalla Giunta che affiancherà il già esistente Fondo Abitare Under 35 con l’intento di convincere un numero sempre maggiore di proprietari a mettere sul mercato i propri appartamenti con contratti a canone concordato.
L’idea nasce da un numero che pesa più di ogni discorso. Nel 2025 le richieste di sostegno erano state 213, delle quali 94 accolte: solo 40 di queste si sono però tradotte in un contratto d’affitto firmato. Le altre 54 sono rimaste lettera morta per un motivo semplice quanto frustrante: mancava l’appartamento. “L’obiettivo era sostenere un centinaio di contratti di affitto, ma nel 2025 non siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste”, ammette l’assessora alla Casa Claudia Lenzini.
Il nodo, quindi, non è soltanto di portafoglio, ma di offerta. “Tanti giovani vogliono venire a vivere a Bergamo, ma incontrano difficoltà nel trovare un alloggio che risponda alle loro esigenze”, spiega Lenzini, descrivendo quella che viene orami comunemente chiamata “fascia grigia”: persone con un reddito, ma non abbastanza solido da aprire facilmente le porte del mercato immobiliare.
Da qui la mossa del Comune: ricostruire fiducia tra chi affitta e chi cerca casa, offrendo ai proprietari una rete di protezione contro i rischi che più spesso li spingono a lasciare gli appartamenti vuoti piuttosto che concordare un canone calmierato. Il Fondo Garanzia coprirà la morosità incolpevole dell’inquilino – fino a sei mensilità, in caso di perdita improvvisa del reddito – oltre a spese condominiali non pagate ed eventuali danni all’immobile, questi ultimi due fino a mille euro. In caso di morosità, sarà il proprietario a dover segnalare tempestivamente la situazione all’agenzia Abito Bergamo, incaricata della gestione del fondo, che dopo le verifiche del caso erogherà le somme dovute.
La garanzia avrà un valore massimo di 5 mila euro per ciascun contratto, sarà valida per tre anni e riguarderà le locazioni a canone concordato sottoscritte dal 1° gennaio 2026 con giovani beneficiari del Fondo Abitare. Per avviare la sperimentazione il Comune ha stanziato fino a 50 mila euro. L’avviso pubblico rivolto ai proprietari sarà pubblicato nelle prossime settimane sul sito istituzionale di Palazzo Frizzoni e resterà aperto fino ai primi di settembre.
A dare corpo ai dati è Silvia Manzecchi, dell’Agenzia Abito Bergamo, che ha ricostruito il quadro del Fondo Abitare. Un dato incoraggiante arriva però dal monitoraggio dei primi beneficiari: “Non ha evidenziato situazioni di morosità o criticità nei rapporti con i proprietari”, chiarisce Manzecchi.
La presentazione del Fondo in ComuneIl 2026 è partito con 61 richieste: 21 già finanziabili, 20 ammissibili ma ancora in attesa della firma di un contratto, 18 respinte per assenza dei requisiti e 7 sospese in attesa di documentazione. Numeri che confermano, ancora una volta, come il vero collo di bottiglia non sia l’accesso al contributo, ma la scarsità di case sul mercato.
Chi sono, in concreto, i richiedenti? Lavoratori giovani, età media 28 anni, per due terzi persone che vivono da sole. L’86,4% risiede già in provincia di Bergamo; solo nove arrivano da altre province italiane, in particolare dal Sud (due da Enna, poi Lecce, Napoli, Catania e Agrigento). Il 22,7% ha cittadinanza straniera, con Bangladesh e Pakistan in testa (tre domande ciascuno), seguiti da Marocco e Senegal (due).
“Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti possibili perché il Fondo Abitare Under 35 possa funzionare”, dichiara la sindaca Elena Carnevali, ricordando come il canone concordato porti già con sé vantaggi fiscali per i proprietari, dalla cedolare secca agevolata alle riduzioni sulle imposte. “Con questo fondo di garanzia vogliamo favorire ulteriormente l’incontro tra domanda e offerta”, prosegue.
Per Fausto Gritti, direttore di Fondazione Casa Amica, si tratta di una scelta che segna un cambio di passo nelle politiche abitative cittadine. “È coraggioso concentrarsi oggi sull’offerta e non solo sulla domanda”, osserva, sottolineando come i contratti attualmente in essere non mostrino criticità né da parte degli inquilini né dei proprietari – “la maggior parte dei giovani che si rivolgono a noi appartiene proprio alla fascia grigia della popolazione”.
Sullo sfondo resta un dato che racconta molto: secondo le ultime stime di Palazzo Frizzoni, a Bergamo ci sono oggi oltre 9 mila alloggi sfitti. Un patrimonio inutilizzato su cui l’amministrazione punta ora ad agire, nella speranza di trasformarne almeno una parte in nuove opportunità abitative per i giovani che scelgono di vivere e lavorare in città.


