L'intervista
|Medici di famiglia, boom di domande. Marinoni: “La professione torna ad attrarre i giovani”
Il presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo commenta i dati relativi al bando per l’accesso al corso di formazione specifica 2026-2029, che ha registrato 700 domande a fronte di 400 posti disponibili sul territorio lombardo. E il dato locale riflette il trend positivo che si riscontra a livello nazionale, dove sono state presentate 5.965 candidature per un totale di 2.651 posizioni
“Questo dato esprime un’importante controtendenza: la professione del medico di famiglia torna ad aumentare la sua attrattività tra i giovani”. Così il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, commenta il rinnovato interesse per la medicina generale tra i futuri professionisti della salute.
I numeri parlano chiaro: il bando per l’accesso al corso di formazione specifica 2026-2029 ha registrato 700 domande a fronte di 400 posti disponibili sul territorio lombardo. E il dato locale riflette il trend positivo che si riscontra a livello nazionale, dove sono state presentate 5.965 candidature per un totale di 2.651 posizioni.
Abbiamo intervistato il dottor Marinoni per saperne di più.
Come valuta questo dato?
È il segno di una netta controtendenza che indica un maggior interesse dei giovani verso la professione del medico di famiglia. Si tratta di un incremento significativo, anche se penso che vada comunque letto mantenendo una certa prudenza, perché nelle prossime settimane si svolgerà l’esame di ammissione alle scuole di specializzazione e in genere i neolaureati presentano domande a quelle di diversi indirizzi in modo da avere maggiori probabilità di essere presi. In base alle ammissioni, poi, decidono la direzione verso cui proseguire il proprio percorso. È sempre stato così, ma in passato le domande non arrivavano nemmeno a coprire i posti disponibili per la Medicina generale mentre oggi risultano superiori. Registriamo un numero importante che, assumendo uno sguardo più generale, fa il paio con l’incremento dei nuovi iscritti a Medicina e di conseguenza all’Ordine dei medici.
Potrebbe essere una sorta di “effetto cascata”?
Per certi versi sì, perché aumentando il numero dei neolaureati in Medicina, cresce anche quello di chi fa domanda anche per aree professionali considerate meno attrattive come Emergenza-Urgenza, Medicina generale e Chirurgia generale e cure primarie, che non lasciano spazio al lavoro in libera professione. Per quanto riguarda i numeri, i nuovi iscritti all’Ordine dei medici di Bergamo nel 2025 sono stati 171, mentre nel 2026, ad oggi, ammontano a 140: solo nel mese di luglio sono stati 84 e per giungere al dato finale di quest’anno mancano tutte le sessioni di laurea autunnali con cui le neoiscrizioni potrebbero superare quota 200. Si tratta del primo segnale di un incremento dei medici che entro 5 anni saturerà il mercato del lavoro, ribaltando gli scenari attuali. La conclamata carenza che, anche nella Bergamasca, vede ancora diversi paesi rimasti da tempo senza medici di base dovrebbe quindi esaurirsi entro il 2030 e se questo trend dovesse proseguire si potrebbe generare un surplus di camici bianchi. Su scala nazionale, i posti per l’iscrizione al primo anno di Medicina nel 1999 sono stati 6.932, nel 2018 9.779, nel 2019 11.568 e nel 2020 13.072, poi c’è stato un progressivo crescendo sino ad arrivare a 20.867 nel 2024 e 24.026 nel 2025. I neolaureati che vediamo oggi so quelli iscritti nel 2019 e nel 2020 quindi, tenendo presente che ormai il picco dei pensionamenti si sta superando, per il prossimo futuro si sta tratteggiando un sovrappiù. La previsione è che, continuando in questo modo, nel 2030-2031 avremo tantissimi medici con il rischio che si formino pletore eccessive. E va aggiunta una considerazione.
Quale?
La stragrande maggioranza dei neolaureati a Bergamo resta a esercitare la professione sul territorio bergamasco. Sono pochi quelli che vanno a lavorare all’estero: giusto per farsi un’idea, quest’anno, sinora, l’Ordine dei medici di Bergamo ha rilasciato 15 certificati di “Good Standing” (onorabilità professionale), ossia documenti che attestano il corretto comportamento professionale per chi si reca a lavorare in Paesi extra-Ue e in Regno Unito, e nel 2025 complessivamente sono stati 20. Le motivazioni sono molteplici, a cominciare dal fatto che per fare il medico bisogna parlare la lingua del posto. Nel caso in cui si abbia una buona conoscenza dell’inglese, per esempio, si potrebbe puntare sul Regno Unito che però ora come ora offre opportunità peggiori, o negli Stati Uniti che presentano mille ostacoli oppure in alcuni Paesi arabi, che però stanno attraversando non pochi problemi di sicurezza a causa delle tensioni internazionali e delle guerre in Medio Oriente. È più facile che emigri chi fa carriera da ricercatore, mentre in genere i medici trovano occupazione qui.
E come mai è aumentata l’attrattività della medicina di famiglia?
Le motivazioni sono diverse: al di là dell'”effetto cascata” dovuto al generale incremento delle iscrizioni a Medicina, fra gli aspetti che hanno inciso ci sono sicuramente i segnali di stabilità che sono stati dati a chi vuole dedicarsi a questa professione. Almeno per il momento, si è posto fine alle ipotesi di un passaggio dei medici di famiglia alla dipendenza dal Servizio Sanitario Nazionale: quello scenario, che fortunatamente è stato scongiurato, avrebbe scoraggiato i giovani a dedicarsi alla professione perché l’avrebbe snaturata rendendoli dei funzionari pubblici. Parallelamente, in molte regioni come Toscana, Emilia Romagna e Veneto, sono stati raggiunti accordi interessanti per la medicina di famiglia. A completare il quadro c’è lo spostamento di molti medici ospedalieri verso la Medicina generale. Questo dato indica che forse il mondo ospedaliero pubblico non risulta più così attrattivo e dovrebbe far riflettere. Per concludere, aggiungo un’ultima considerazione guardando al prossimo futuro.
Ci spieghi
Sono sempre convinto che essere medico di medicina generale sia il lavoro più bello del mondo. Di certo, si potrebbero apprezzare ancor di più le caratteristiche di questa professione se si compisse un taglio della burocrazia che incide molto sulla quotidianità, s’incentivasse ulteriormente la presenza di personale a supporto dei medici e si potesse contare su un sistema informatico che cominciasse a funzionare davvero.


