Riforma elettorale, appello per il ballottaggio: tra i firmatari anche Gori, Colombelli e Cominelli
Una lettera aperta a tutti i Senatori e al Governo promossa dall’Associazione Libertà Eguale, casa dei riformisti italiani e dalla Fondazione Magna Carta. Tra i primi cento sottoscrittori, da Bergamo anche Giorgio Gori, Alberto Colombelli e Giovanni Cominelli
È stato promosso un appello per l’introduzione del ballottaggio nella riforma della legge elettorale, ora all’esame del Senato dopo l’approvazione alla Camera. Una lettera aperta a tutti i Senatori e al Governo promossa dall’Associazione Libertà Eguale, casa dei riformisti italiani e dalla Fondazione Magna Carta. Tra i primi cento sottoscrittori, da Bergamo anche Giorgio Gori, Alberto Colombelli e Giovanni Cominelli.
Questo il testo della lettera:
Appello per ballottaggio in sistema elettorale
Fondazione Magna Carta – Associazione Libertà Eguale sulla riforma elettorale
Roma, 30 luglio 2026
Lettera aperta a tutti i Senatori e al Governo
Noi, donne e uomini che hanno prestato il loro servizio nelle istituzioni e/o nell’impegno per la formazione delle nuove generazioni, condividiamo gli editoriali di Angelo Panebianco e di Stefano Folli pubblicati, rispettivamente sul Corriere della Sera e su La Repubblica del 18 luglio. Riteniamo utile introdurre il ballottaggio nazionale nella legge elettorale, adottando un sistema analogo a quello previsto nei comuni maggiori e a quello proposto in varie sedi istituzionali, in particolare nell’ambito dei maggiori tentativi riformatori bipartisan.
Un sistema semplice che consenta ai cittadini di scegliere una maggioranza di governo, evitando che si presentino al voto, in un unico turno elettorale, coalizioni troppo eterogenee, composte anche da formazioni estremiste di destra e di sinistra.
Un sistema che preveda il ballottaggio qualora nessuna coalizione abbia già ottenuto nel primo turno la maggioranza assoluta (dei seggi), con l’attribuzione di un premio nei limiti indicati dalla giurisprudenza costituzionale. Per evitare il rischio che una legge a turno unico consegni il paese all’instabilità e a zoppicanti maggioranze fortuite e opportunistiche sulla testa degli elettori.
Contrariamente a convinzioni spesso diffuse, gli andamenti elettorali e le previsioni demoscopiche indicano che il ballottaggio nazionale per le elezioni politiche non offrirebbe un vantaggio garantito a nessuna delle coalizioni e delle forze in campo. Per questa ragione chiediamo ai Senatori di tutti i gruppi e al Governo di presentare emendamenti che prevedano questa soluzione ottimale per il nostro sistema politico-istituzionale e comprensibile per i cittadini chiamati a scegliere in modo da consentire un approfondito dibattito parlamentare su questo tema cruciale.
Per aderire inviare una mail a: segreteria@magna-carta.it oppure a: libertaeguale1999@gmail.com
Qui in sintesi cosa cambierebbe con la proposta dei firmatari rispetto al testo attuale:
Sostituzione del “Proporzionale Puro” in caso di mancato quorum
Nel testo della Camera: Se nessuna coalizione raggiunge il 42% dei voti al primo turno (o se i risultati tra Camera e Senato sono difformi), il premio decade e si passa al proporzionale puro, lasciando la formazione del governo alle trattative parlamentari post-voto.
Con la proposta dell’appello: Se nessuna coalizione ottiene la maggioranza assoluta dei seggi al primo turno, non si torna al proporzionale. Si attiva invece un secondo turno (il ballottaggio) tra le prime due coalizioni per decidere a chi assegnare il premio.
Abolizione della soglia minima del 42% per il primo turno
Nel testo della Camera: il premio scatta solo ed esclusivamente con una forzatura matematica a quota 42%.
Con la proposta dell’appello: Il premio verrebbe assegnato al primo turno solo a chi ottiene la maggioranza assoluta dei seggi (quindi un consenso reale ed elevatissimo). In tutti gli altri casi si andrebbe al ballottaggio.
Allineamento automatico tra Camera e Senato
Nel testo della Camera: C’è il rischio del “doppio ramo” (una coalizione vince alla Camera ma non al Senato, azzerando il premio).
Con la proposta dell’appello: Il ballottaggio sarebbe nazionale e unico. Chi vince il secondo turno ottiene la maggioranza blindata in entrambi i rami del Parlamento, eliminando il rischio di un sistema “zoppo”.
Selezione preventiva e incentivo alla moderazione
Nel testo della Camera: Le coalizioni attuali tendono a imbarcare partiti agli estremi già al primo turno per tentare di raggiungere l’ambita quota 42%.
Con la proposta dell’appello: Sapendo che esiste un secondo turno, i partiti sarebbero incentivati a creare coalizioni più omogenee al primo turno. Per vincere il ballottaggio, le due coalizioni finaliste sarebbero poi costrette a moderare i toni per intercettare i voti degli elettori esclusi.


