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Sopralluogo dentro il cantiere di via Pitentino: completata la ‘lanterna’ che ospiterà le sale espositive, inaugurazione nella primavera 2028. Per bistrot panoramico e caffetteria un operatore interessato

Bergamo. Il rumore del cantiere cala per un’ora. È la finestra in cui la trentina di operai impegnati nella costruzione della nuova sede della Gamec cerca un po’ di sollievo dall’ondata di calore concedendosi la pausa pranzo. Il silenzio, insolito, permette di osservare meglio ciò che sta prendendo forma: le grandi travi d’acciaio disegnano già il profilo delle future sale espositive, i muri conservano ancora la storia del vecchio palazzetto. La grande “piazza” interna, per ora, è una promessa sospesa tra cemento e impalcature.

All’angolo tra via Battisti e via Pitentino, dentro il perimetro che per decenni ha ospitato il palasport della città, il progetto della nuova Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo smette lentamente di essere un rendering e inizia ad assumere un volto reale. Un intervento da 18 milioni di euro che, prima di vedere finalmente la sua Itaca, ha dovuto affrontare un percorso a ostacoli: prima le criticità per la presenza del Morla e la ricerca dell’equilibrio economico-finanziario, poi le inadempienze dell’impresa Manelli, la risoluzione del contratto e il cambio di appaltatore, con il salvataggio in extremis del finanziamento Pnrr.

Un intervento che non mira a fare tabula rasa del passato dell’edificio, ma a trasformarlo conservando tracce della sua storia. “Teniamo quanto è possibile tenere”, spiega l’architetta Alessandra Segantini, progettista della nuova sede e titolare dello studio C + S insieme a Carlo Cappai. Un concetto comprensibile camminando nel cantiere: alcuni elementi dello scheletro originario restano visibili, integrati nel nuovo progetto. “La struttura portante del palazzetto rappresentava un’interferenza che abbiamo scelto di conservare come traccia del suo passato”, precisa.

Una decisione dettata anche dalla presenza della roggia Morla, elemento che fin dal principio ha condizionato ogni scelta progettuale. “Per rispettare i vincoli imposti dal torrente, una nuova costruzione avrebbe richiesto un arretramento dell’edificio – ricorda l’assessore alla Rigenerazione Urbana Francesco Valesini -. Una demolizione completa avrebbe quindi significato perdere la struttura esistente senza poterla ricostruire nelle stesse condizioni”.

Prima di essere travolta dalla crisi finanziaria, la Manelli era riuscita a completare le principali opere preliminari: le demolizioni, il consolidamento della galleria del Morla e delle strutture in calcestruzzo dell’ex palazzetto, le opere di fondazione e l’avvio dei due vani scala laterali. Lo scorso aprile, poco più di tre mesi fa, il passaggio di consegne alla nuova impresa esecutrice, la Edilco di Martinengo, è avvenuto con qualche difficoltà. “Sono stati rilevati alcuni problemi di modesta entità già formalizzati negli atti, ma il cantiere è proseguito in continuità”, spiega il direttore dei lavori, l’architetto Remo Capitanio.

Oggi il cantiere è una macchina che procede su più fronti contemporaneamente. Le opere di carpenteria metallica sono state completate e lasciano timidamente intuire la dimensione degli ambienti che accoglieranno le opere. Le travi reticolari costituiscono l’ossatura della “lanterna”, l’elemento architettonico sospeso e realizzato a sbalzo all’interno della hall centrale dell’ex impianto: verrà agganciato alla copertura, che sarà posata entro i primi di settembre. Al centro sorgerà lo scalone principale, affiancato dai due vani scala laterali già visibili, che avranno anche una funzione portante nel sistema di sospensione.

cantiere nuova gamecIl sopralluogo in cantiere venerdì 31 luglio

Nel frattempo proseguono gli interventi di impermeabilizzazione del piano interrato, dove troverà posto il futuro auditorium da settanta posti. A ottobre partirà la fase impiantistica interna, mentre da gennaio inizierà il montaggio dei blocchi della facciata, realizzati in Pietra di Apricena, un materiale durevole che proviene dalla provincia di Trani, in Puglia sopra il Gargano.

cantiere nuova gamecI primi blocchi arrivati in cantiere

Camminando tra le strutture in costruzione, si cerca di percepire come il progetto non voglia creare un edificio chiuso ma come un nuovo spazio urbano. “Abbiamo immaginato la nuova Gamec come una piazza che esplode all’interno del museo”, racconta Segantini. L’ingresso sarà uno spazio ibrido, pensato per accogliere attività diverse. L’idea è quella di superare il concetto tradizionale di museo: “Non una semplice ‘scatola bianca’ dove appendere opere, ma uno spazio attraversabile, aperto, capace di dialogare con la città”.

Una trasformazione che riguarda anche il rapporto con la città. “Il museo esce dai suoi confini per diventare un luogo partecipato dalla comunità – spiega Simona Bonaldi, presidente di Gamec -. La sfida è trasformare una galleria d’arte contemporanea in un luogo vissuto, non soltanto visitato”.

Il termine dei lavori dell’edificio è fissato a luglio 2027, mentre il cantiere per la nuova piazza esterna si aprirà nel secondo semestre dello stesso anno. L’inaugurazione del museo è prevista nella primavera del 2028. “È una data realistica – afferma Bonaldi -. Stiamo già lavorando alla programmazione: nell’arte contemporanea servono almeno due anni per progettare le mostre”.

La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, parla di un’opera che sta progressivamente rivelando il suo impatto sulla città. “Sta prendendo forma e mostra sempre di più la sua bellezza – dichiara -. Si capisce chiaramente come sia un intervento capace di offrire alla città una sede all’altezza dell’attività culturale che il museo intende sviluppare. Non è un’opera che appartiene a un’amministrazione, ma all’intera comunità: rappresenta un salto di qualità nel posizionamento culturale della città a livello nazionale”. Sul rispetto dei tempi, Carnevali rivendica le scelte compiute dall’amministrazione: “Ci è voluto coraggio nelle decisioni assunte per dare a questo intervento tempistiche certe e per accompagnare il cantiere lungo un percorso chiaro”.

Il direttore della Gamec, Lorenzo Giusti, attraversa gli spazi ancora grezzi indicando pareti che oggi sono soltanto cemento e che tra meno di due anni ospiteranno i capolavori della collezione. La nuova sede rappresenterà un salto di qualità anche nell’offerta educativa grazie alle due aule didattiche, una per pianomentre l’allestimento delle collezioni permanenti sarà completamente ripensato.

“Ogni piano sarà suddiviso in due sezioni, per un totale di quattro spazi dedicati alle collezioni – spiega Giusti -. L’obiettivo è costruire 12 nuclei tematici esposti in modo dinamico, così da rinnovare periodicamente il percorso e offrire ai visitatori un museo in continua evoluzione”.

Gli ambienti sono progettati per garantire standard internazionali di conservazione, con un controllo costante di temperatura e umidità, requisito indispensabile per ottenere in prestito opere dai principali musei del mondo.

cantiere nuova gamecIl direttore Giusti durante il sopralluogo

Parallelamente procede anche il percorso che definirà i servizi destinati ad animare il nuovo museo. Il bando pubblico per l’affidamento dei due spazi commerciali – il bistrot panoramico con terrazza al terzo piano e il locale al piano terra destinato a caffetteria e servizi – si è chiuso il 24 luglio. Tre i sopralluoghi effettuati con operatori interessati, una sola l’offerta presentata entro i termini: il contenuto sarà noto solamente dopo l’apertura della busta, prevista lunedì 3 agosto.

“La commissione valuterà la proposta considerando la qualità del progetto e la sua coerenza con l’identità culturale del museo – conclude Valesini -. Le attività commerciali dovranno dialogare con quelle museali e contribuire a rendere la Gamec un luogo vissuto durante tutto l’arco della giornata”.