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Dieci sindaci e la Provincia di Bergamo: “La priorità è ridurre l’impatto acustico dell’aeroporto”

La presa di posizione dei primi cittadini di Azzano San Paolo, Bagnatica, Bergamo, Brusaporto, Grassobbio, Lallio, Orio al Serio, Seriate, Stezzano, Treviolo e dalla Provincia di Bergamo

Bergamo. A seguito dei risultati conclusivi dello Studio Epidemiologico  sullo stato di salute dei residenti nell’area circostante l’aeroporto di Bergamo presentati da Ats Bergamo dieci sindaci e la Provincia di Bergamo prendono posizione. Pubblichiamo il testo integrale della nota sottoscritta dai primi cittadini di Azzano San Paolo, Bagnatica, Bergamo, Brusaporto, Grassobbio, Lallio, Orio al Serio, Seriate, Stezzano, Treviolo e dalla Provincia di Bergamo


“I risultati finali dell’indagine epidemiologica condotta da ATS Bergamo sulla popolazione residente nei territori limitrofi all’Aeroporto “Il Caravaggio” consegnano un dato che non può essere sottovalutato: a distanza di dieci anni il rumore aeroportuale continua a rappresentare il principale fattore di impatto ambientale rilevato dallo studio, confermando una significativa correlazione con fenomeni di annoyance e di disturbo del sonno.

Si tratta dell’elemento più importante che emerge dall’indagine. Nonostante le misure di mitigazione adottate nel tempo, questo indicatore continua infatti a permanere, segno che gli interventi finora realizzati non sono stati sufficienti a risolvere una criticità che incide concretamente sulla qualità della vita di una parte significativa della popolazione residente.

Questo dato deve rappresentare una priorità. Il nostro ruolo istituzionale ci impone di perseguire un obiettivo preciso: ridurre in modo concreto e misurabile l’impatto acustico dell’attività aeroportuale, anche alla luce dello scenario recentemente presentato tramite il Masterplan di sviluppo areoportuale. Non basta prendere atto che il fenomeno esiste; occorre fare in modo che i prossimi monitoraggi registrino una reale diminuzione degli indicatori di annoyance e dei disturbi del sonno.

Per questo riteniamo indispensabile individuare ulteriori misure di mitigazione, condizionandole a un monitoraggio sanitario periodico e strutturato che consenta di verificarne nel tempo l’efficacia.

Solo in questo modo il prossimo aggiornamento epidemiologico potrà documentare un miglioramento reale della qualità della vita delle comunità che vivono attorno all’Aeroporto di Orio al Serio.

L’indagine evidenzia inoltre un elemento rassicurante: non emergono evidenze di patologie attribuibili all’inquinamento atmosferico correlato alla componente aeroportuale, confermando quanto già rilevato nella precedente indagine del 2015. È un dato positivo, che tuttavia non riduce la rilevanza della criticità acustica, oggi confermata come il principale tema sanitario sul quale concentrare gli sforzi futuri”.