Albino, bufera sul post del presidente del Consiglio comunale dopo la morte di Fakir: “Uno di meno”
Sinistra Italiana chiede le dimissioni di Davide Zanga per il commento pubblicato sulla sua pagina Facebook: Avs porta il caso in Parlamento. Lui respinge le accuse: “Non mi compiaccio della morte di un uomo, era una provocazione”
Albino. “Uno di meno”. È il commento postato sui social da Davide Zanga, presidente del Consiglio comunale di Albino, dopo la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio scorso a Bologna durante un intervento di polizia nel quartiere Pilastro.
Parole che hanno scatenato una bufera politica. Sinistra Italiana Bergamo ha lanciato una petizione online per chiedere le dimissioni immediate di Zanga dalla presidenza dell’assemblea cittadina. La raccolta firme, fa sapere il partito, ha superato le 120 adesioni nelle prime ore.
“Le parole di Zanga ribaltano i fondamenti stessi della democrazia costituzionale – recita il comunicato di Sinistra Italiana -. Nessuno dovrebbe essere ammazzato nelle mani di chi ha il dovere istituzionale di tutelare la sua vita. Girarsi dall’altra parte, esultare o giustificare la morte di un essere umano è un’operazione meschina e pericolosa. Le indegne esternazioni di Zanga certificano la sua totale inadeguatezza etica e politica al ruolo: pretendiamo le sue dimissioni immediate”.
Alla richiesta si unisce anche il Partito Democratico. “La tragedia umana di Bologna non può diventare il pretesto per affermazioni inaccettabili – dichiara il segretario del Pd di Albino Marco Campana -. Zanga sembra confondere la libertà di espressione con la pretesa di poter dire qualsiasi cosa, senza alcun senso di responsabilità. Ma chi ricopre un ruolo istituzionale ha il dovere di mantenere un linguaggio e un comportamento rispettosi”. “Esultare per la morte di un uomo è indegno, ancor più per chi ricopre un ruolo di garanzia istituzionale – aggiunge il segretario provinciale del Pd Gabriele Giudici -. Il sindaco deve prendere le distanze dalle sue parole”.
🔵#Bologna Un uomo è morto mentre gli agenti lo avevano ammanettato e bloccato a terra. In un video, Abderrahim Fakir, urlava “Aiuto, basta”, vicini gli operatori del 118. Aperta un’inchiesta dalla Procura. I familiari “Vogliamo la verità”. pic.twitter.com/cTltbmmlxe
— Rai Radio1 (@Radio1Rai) July 20, 2026
“Le dichiarazioni di Zanga – replica il sindaco Daniele Esposito – rappresentano un punto di vista personale espresso al di fuori dell’esercizio delle sue funzioni”. Anche Zanga, dal canto suo, respinge le accuse. “Era un post volutamente provocatorio – replica -. Non mi compiaccio della morte di un uomo: Fakir era in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno e, nel frattempo, secondo quanto riportato dalla stampa, era in delirio prendendo a cazzotti portoni e auto. Solo la polizia ha evitato che si scagliasse contro i cittadini presenti. Avvenimenti che accadono quotidianamente anche nelle nostre realtà”.
La vicenda è approdata anche in Parlamento. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione urgente al Governo, depositata dal senatore Tino Magni e rivolta ai ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, e della Giustizia, Carlo Nordio. Secondo Avs, esternazioni di questo tipo, soprattutto se pronunciate da rappresentanti delle istituzioni, contribuiscono ad alimentare un clima di odio e risultano lesive della dignità della persona. Nell’interrogazione Magni chiede al Governo se sia a conoscenza dei fatti, quale giudizio esprima su dichiarazioni come quelle attribuite a Zanga e quali iniziative intenda adottare, anche sul piano disciplinare e politico-istituzionale, nei confronti di amministratori pubblici che abbiano espresso “odio, scherno e disprezzo” verso una persona deceduta durante un controllo di polizia.


