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Treviglio, il Comune gestirà lo stadio Zanconti per due anni. Tura (Pd): “Ora il conto lo pagano i cittadini”

Via libera alla gestione comunale dello stadio Zanconti dopo la procedura che non ha portato all’affidamento. In aula il confronto tra maggioranza e opposizione

Treviglio. Sarà il Comune a gestire direttamente lo stadio comunale Mario Zanconti per i prossimi due anni. Il Consiglio comunale di Treviglio ha approvato la relazione illustrativa prevista dall’articolo 14 del decreto legislativo 201/2022, dando il via libera alla gestione in economia dell’impianto dall’1 settembre 2026 al 31 agosto 2028, dopo che l’unica proposta presentata nell’ambito della procedura pubblica per individuare un gestore è stata giudicata inidonea.

Presentando la delibera, il sindaco ha ricordato che il provvedimento rientra nel percorso di ricognizione dei servizi pubblici locali già avviato dall’amministrazione. “È il Consiglio comunale che deve orientare le scelte rispetto alla gestione di un servizio pubblico locale e, nella fattispecie, dello stadio comunale Zanconti”, ha spiegato.

La gestione diretta comprenderà la pianificazione dell’impianto, la concessione degli spazi sportivi, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la pulizia, la custodia e la guardiania. Per gli interventi tecnici il Comune procederà con appalti di servizi, mentre pulizia, custodia e guardiania saranno affidate insieme anche al centro sportivo Mazza “in una logica di unione dei due impianti e di efficientamento della gestione per i prossimi due anni”.

Il sindaco ha ricordato che il tentativo di affidare la gestione attraverso una procedura a evidenza pubblica “non si è concluso positivamente”, rendendo necessario garantire la continuità del servizio. “Abbiamo incontrato anche nei giorni scorsi le società – dice Imeri – e siamo assolutamente operativi rispetto ad alcuni interventi da realizzare e ad alcune proposte delle società”.

Dall’opposizione la capogruppo dem Matilde Tura ha ripercorso le criticità già evidenziate al momento della pubblicazione del bando. “Avevamo sottolineato come i criteri e le modalità previste all’interno del bando risultavano totalmente inadeguate rispetto alle realtà sportive trevigliesi”, ha affermato, ricordando che l’unica proposta presentata era frutto dell’accordo tra più società sportive cittadine. “Noi dovremmo capire per quali motivi l’unica proposta sia stata respinta e se l’amministrazione comunale abbia fatto a sua volta dei passi in avanti per arrivare alla finalizzazione di una proposta adeguata”, ha aggiunto. Secondo la consigliera, oggi il Comune si trova a chiedere nuove risorse pubbliche per una gestione che, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto essere affidata all’esterno.

Nella replica il sindaco ha respinto le critiche, sostenendo che l’ipotesi di una gestione senza costi per il Comune non fosse realistica.

“Chi dice che gli impianti sarebbero costati a zero, o mente o non sa come funzionano i nostri impianti sportivi”, ha dichiarato, ricordando che era stato pubblicamente indicato un fabbisogno di almeno 100mila euro di contributo comunale per garantire la gestione dell’impianto. “Gli impianti sportivi costano”, ha ribadito il primo cittadino spiegando che il disequilibrio economico deriva dalla scelta dell’amministrazione di applicare tariffe calmierate alle società sportive.

Imeri ha quindi precisato che la valutazione dell’unica proposta presentata è stata effettuata dagli uffici competenti. “Ci sono dei responsabili del procedimento e sono loro a giudicare le proposte”, ha detto, sottolineando che nel frattempo è stata trovata un’intesa con tutte le società sportive del territorio per l’assegnazione degli spazi in vista della prossima stagione.

Sul piano economico, il sindaco ha ricordato che la recente variazione di bilancio ha previsto “68mila euro di entrata e 51mila euro di uscita”, risorse necessarie per garantire i servizi di pulizia, custodia e guardiania. Ha inoltre ribadito che la gestione in economia rappresenta una soluzione temporanea. “L’auspicio è che ci possa essere un gestore, perché rimango convinto che sia fondamentale anche per le società poter avere la gestione diretta degli impianti”, ha detto, evidenziando che la scelta di limitare la gestione diretta a due anni è stata presa per lasciare alla prossima amministrazione la decisione sul futuro modello gestionale.

Contrario anche il consigliere Erik Molteni (Pd) che ha ribadito come, a suo giudizio, lo stadio Zanconti e il centro sportivo Mazza dovrebbero essere gestiti separatamente. Secondo il consigliere, infatti, il bando avrebbe dovuto essere costruito sulla base di dati economici più dettagliati e la gestione unitaria delle due strutture resta una scelta reputata dallo stesso “non performante”. Da qui il voto contrario del gruppo.

A latere della seduta consiliare Tura è tornata sulla vicenda, definendo “fallito” il bando per la gestione dello stadio. Secondo l’esponente di opposizione, la procedura era “completamente inadeguata rispetto al contesto delle realtà sportive trevigliesi” e il fatto che l’unica proposta presentata, sottoscritta da tre storiche società sportive cittadine, sia stata dichiarata inidonea rappresenta “non solo un fallimento amministrativo ma anche una incapacità e non volontà di ascoltare e valorizzare le realtà associative trevigliesi”.

Tura ha inoltre evidenziato che il piano economico della gestione diretta prevede entrate per 43mila euro e uscite per 70.200 euro, con un saldo negativo di circa 54mila euro nell’arco del biennio, chiedendosi “cosa sia mancato in un bando fallito, dove a rimetterci siamo tutti”. Infine ha sostenuto che “lo sport trevigliese merita trasparenza, dialogo e una gestione capace di valorizzare le società del territorio, non scelte ‘lavamani’ che si ripercuotono sulle casse comunali”.