Logo

Temi del giorno:

Molestie olfattive a Treviglio: l’informativa del Comune tra controlli, prescrizioni e nuove misure

L’amministrazione ha ripercorso tre anni di interventi, controlli e confronti con Provincia, Arpa e Ats. Molteni (Pd): “Tanti tavoli e prescrizioni, ma il problema resta”

Treviglio. Il caso delle molestie olfattive approda in consiglio comunale. L’amministrazione comunale trevigliese ha portato in aula un’informativa per ricostruire il percorso seguito dal 2023 a oggi, tra segnalazioni dei cittadini, controlli degli enti competenti, tavoli tecnici, modifiche all’autorizzazione ambientale e nuove prescrizioni.

Davanti ai consiglieri comunali e a una trentina di cittadini presenti in aula, il sindaco Juri Imeri ha spiegato la scelta di affrontare il tema in consiglio comunale. “Ho voluto calendarizzare questa informativa perché ritengo opportuno e doveroso, oltre che trasparente, condividere ogni informazione utile su una vicenda che ha caratterizzato diverse giornate delle scorse settimane – ha detto -. La situazione ha raggiunto picchi insostenibili per i quali cittadini e imprese hanno avuto assolutamente ragione di lamentarsi e di arrabbiarsi. Noi siamo stati e siamo al fianco dei cittadini e delle imprese”.

Il primo cittadino ha poi chiarito l’obiettivo della relazione: “Abbiamo scelto il consiglio comunale per un’operazione di chiarezza utile a definire ruoli e responsabilità, ma non per scaricare il barile. Vogliamo raccontare cosa è stato fatto e rilanciare il dialogo con Legambiente, con il Comitato Tutela Ambiente, con i consiglieri e con i cittadini che attraverso segnalazioni puntuali stanno fornendo informazioni utili”.

Imeri ha quindi ribadito la complessità della vicenda: “Se ci fossero azioni rapide, immediate e sostenibili, anche dal punto di vista giuridico, per mitigare gli odori sarebbero già tutte sul tavolo. Il tema però è complesso e questo non giustifica in alcun modo i forti disagi provocati”.

A ricostruire nel dettaglio il percorso è stato l’assessore all’Ambiente Michele Bornaghi, che ha illustrato una relazione di undici pagine contenente le tappe principali della vicenda.

Nel maggio 2023 l’amministrazione comunale aveva incontrato i vertici dell’azienda per affrontare il tema degli odori. Da luglio dello stesso anno l’ufficio Ambiente aveva iniziato a trasmettere agli enti competenti le segnalazioni raccolte, chiedendo controlli straordinari. Sono poi seguiti sopralluoghi con polizia locale e Carabinieri forestali, fino alla modifica non sostanziale dell’Autorizzazione integrata ambientale conclusa dalla Provincia nel dicembre 2024.

Tra gli interventi previsti figuravano nuovi evaporatori multistadio, un depuratore per il trattamento dei reflui e un sistema di captazione e trattamento a carboni attivi per ridurre le emissioni odorigene. “Il Comune aveva chiesto tempi certi e brevi – ha spiegato Bornaghi -. Nonostante gli interventi realizzati, il problema è proseguito e sono continuate le attività di monitoraggio e le segnalazioni agli enti”.

Nel corso dei tavoli tecnici sono emerse alcune criticità legate al funzionamento del termocombustore e dello scrubber, oltre alla gestione dei portoni dello stabilimento. La polizia locale, attraverso il nucleo ambientale, aveva inoltre rilevato un’inottemperanza alle prescrizioni dell’Aia, con un procedimento concluso con oblazione.

L’assessore ha quindi illustrato gli ultimi passaggi, fino al tavolo tecnico del 20 luglio al quale hanno partecipato Provincia, Arpa, Ats, azienda, Comune di Treviglio, Comune di Casirate e Carabinieri forestali. In quella sede la Provincia ha disposto 25 nuove prescrizioni che riguardano, tra gli altri aspetti, il progetto del nuovo termocombustore, interventi sullo scrubber, il controllo dell’apertura dei portoni, la manutenzione degli impianti e la gestione delle aree esterne. “A oggi – ha riferito Bornaghi – Ats ha affermato che non vi sono evidenze oggettive di correlazione tra malesseri ed esposizione agli odori”.

Dopo la relazione della maggioranza è intervenuto il consigliere di opposizione Erik Molteni (Pd): “Condividiamo che il tema sia complesso e che debba essere risolto nell’interesse della città e dei cittadini. Ci sarebbe piaciuto però essere più coinvolti come opposizione. Ricordiamo che il problema lo abbiamo sollevato noi tre anni e mezzo fa con una serie di interpellanze”.

Molteni ha poi aggiunto: “Più volte abbiamo sentito parlare di incontri con gli enti interessati e di prescrizioni, ma a questi tavoli e a queste prescrizioni non sono seguiti fatti concreti. Il problema c’è ancora”. Il consigliere ha ricordato anche il numero crescente di segnalazioni: “A giugno si parlava già di 50 o 60 segnalazioni nei primi giorni del mese. Non è ammissibile una situazione del genere”.

Tra i punti sollevati dal consigliere di minoranza anche la necessità di chiarire la scadenza dell’Aia, il rapporto tra aumento della produzione e capacità dell’impianto e il funzionamento del futuro termocombustore. “Vorremmo capire se sarà possibile avere una linea dati che consenta di sapere se il termocombustore funziona sempre o a fasi alterne”. Il consigliere ha poi proposto un sistema di sentinelle condivise con Comune e comitato per raccogliere segnalazioni strutturate sul territorio.

“Ci sono cittadini che vivono questa situazione ogni giorno e non possono tenere aperte le finestre – ha aggiunto Molteni -. Non sono d’accordo quando si dice che non ci sono evidenze tra odori e malesseri: i conati di vomito sono un malessere. Ci sono anche attività commerciali che stanno risentendo pesantemente di quanto sta accadendo”.

L’intervento di Molteni è stato seguito dagli applausi arrivati dal fondo dell’aula, dove erano presenti una trentina di cittadini con il portavoce del comitato Carmelo Ilardo. “Insoddisfazione massima e amplificata – ha commentato al termine della seduta -. Confermiamo che i bla bla non ci appassionano. Proseguiamo con le prossime iniziative pubbliche e legali”.

Molestie olfattive consiglio comunale