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L’e-Brt: il tempo delle prove, non dei pregiudizi. L’unica corsia preferenziale è il futuro

L’e-Brt è una nuova infrastruttura che non è soltanto un investimento nella mobilità, ma un segnale della capacità di Bergamo di progettare e realizzare opere strategiche guardando al futuro

Una novità affascina e spaventa allo stesso tempo. A Bergamo no. Solleva critiche preventive.

Prendiamo la e-Brt. Io non so se funzionerà o non funzionerà. Non sono un tecnico, non sono un ingegnere. Però sono curioso. E stanco. Stanco delle critiche sollevate prima che questa nuova linea entri in funzione, stroncata da valutazioni di pseudo ingegneri, improvvisati influencer, tecnici dell’ultima ora.
Io faccio il cronista e sono andato a vedere di persona.

I fatti: qualcosa va limato e sistemato. Come quegli abiti sul manichino che ora bisogna indossare: ci sono un po’ di spilli per correggere i difetti e perché tutto cada a pennello. Per esempio: primo, la sincronizzazione dei semafori; secondo: il divieto di svolta a sinistra che obbligherà l’automobilista ad utilizzare le rotonde; tre: la prova del nove alla rotatoria d’ingresso a Dalmine. Non sono critiche: sono note che da cronista segno. Così come annoto che su trenta auto in coda tutte hanno un solo passeggero. E allora sotto il sole cocente di quest’estate – nella quale si prende atto che il cambiamento climatico è già avvenuto e più nessuno può smentirlo – galleggiano alcune riflessioni.

Questa nuova linea completamente elettrica inquinerà di meno, quindi inciderà sulle temperature folli che stiamo subendo. L’e-Brt permetterà una riduzione di 780 tonnellate di Anidride carbonica all’anno a seguito dell’utilizzo di autobus elettrici e del calo della circolazione di automobili oltre a un’ulteriore riduzione di 183 tonnellate di CO₂ grazie all’installazione di pannelli solari per la produzione di energia elettrica nei depositi.

È un sistema che ci chiede di cambiare mentalità, non corsia, ma idea di muoversi. Trenta persone in coda con le auto sono meno di un quarto delle 128 persone (38 a sedere e 90 in piedi) che possono viaggiare su ogni autobus.
L’e-Brt è una novità per Bergamo, ma da Parigi a Nantes così come altre città europee c’è da anni e funziona. Perché non dovrebbe funzionare da noi?

Più che un’epifania è una nuova mentalità di spostarsi. Da Albino o da Nembro uno studente può prendere la T1 scendere in stazione e prendere l’e-Brt per raggiungere Dalmine. Senza auto. Quindi meno costi di carburante, assicurazione, usura del mezzo proprio per un beneficio pubblico.

Con l’attivazione della T2 verso la Val Brembana si potranno collegare più paesi con linee ecologiche che dovrebbero decongestionare il traffico urbano di Bergamo. Con lo stesso biglietto si potrà prendere un bus cittadino e raggiungere un’altra meta, come per esempio Città Alta. Più che una linea nuova è una rivoluzione mentale. Un invito a cambiare le nostre abitudini. Quando l’illuminato sindaco Costantino Simoncini bandì le auto da piazza Vecchia sollevò critiche, oggi sarebbe impensabile parcheggiare un’auto nel cuore di Città Alta.

Il Parking Fara è stato al centro di feroci giudizi nel corso degli anni. Io stesso soffrivo nel vedere sventrata una parte del colle sotto il parco della Rocca. Oggi abbiamo tre piazze di Città Alta liberate dalle auto – Piazza Mascheroni, Piazza Cittadella e Piazza Angelini – ed un parcheggio (a pagamento, è vero) che garantisce – a turisti e non – di accedere con l’auto dentro le Mura.

Noi bergamaschi non siamo abituati ad essere orgogliosi di quello che facciamo. Ma l’e-Brt rappresenta un primato: è il primo sistema di questo tipo realizzato in Lombardia e la prima grande opera di Brt in Italia finanziata interamente da risorse del PNRR. Una nuova infrastruttura che non è soltanto un investimento nella mobilità, ma un segnale della capacità di Bergamo di progettare e realizzare opere strategiche guardando al futuro. E portato a termine nei tempi previsti.

C’è poi un’iniziativa di Atb dedicata ai dipendenti delle aziende che si trovano lungo l’asse dell’e-Brt: sottoscrivendo una convenzione tra l’Azienda di trasporti bergamasca e la propria impresa i dipendenti potranno viaggiare gratis per un mese, non solo sull’e-Brt, ma su tutta la rete urbana.

Doveroso ricordare che in queste ultime settimane siamo stati tutti messi alla prova con le code in via Moroni, via San Giorgio e via Paleocapa. Ma, appunto, si stava predisponendo una viabilità nuova. Qualcosa da affinare ci sarà ancora anche nelle prossime settimane.

Ma prima di criticare, non converrebbe dare una possibilità a questa linea? In fondo cambia anche noi stessi. Dell’e-Brt finora ci siamo spaventati, proviamo a farci affascinare.