Il reportage
|Provato per voi: a bordo dell’e-Brt, il ‘tram su gomma’ che vuole battere l’auto
Tra corsie riservate e semafori intelligenti, ecco come il nuovo sistema di trasporto elettrico punta a vincere la sfida del traffico. Il nostro viaggio da Bergamo a Verdellino sulla prima corsa di prova
Bergamo. Alle 10,15 le porte si chiudono e il viaggio comincia. Dalla stazione di Bergamo al capolinea di Verdellino impieghiamo 45 minuti, sette in più rispetto ai tempi programmati perché non tutti i semafori sono ancora centralizzati. Ma è proprio lì, tra una corsia riservata e un incrocio “intelligente”, che si gioca la scommessa dell’e-Brt: trasformare un autobus in un sistema di trasporto capace di offrire regolarità e affidabilità paragonabili a quelle di una tramvia.
Martedì mattina, 28 luglio, abbiamo percorso l’intera linea a bordo di uno dei nuovi autobus elettrici da 18 metri che entreranno in servizio il prossimo 3 agosto. Silenzioso e con una capienza di 128 passeggeri, il mezzo è solo la parte più visibile di un’infrastruttura molto più complessa.
Dopo l’uscita dalla stazione, il bus imbocca le prime corsie riservate. È qui che emerge la filosofia del progetto. “Bergamo entra nel futuro, verso un servizio pubblico accessibile a tutti e con un carattere di modernità che dia competitività rispetto all’automobile grazie a frequenza e tempi di percorrenza”, spiega il direttore generale di Atb, Liliana Donato, durante il tragitto.
Le corsie dedicate rappresentano il pilastro dell’intero sistema. Il 73% del tracciato si sviluppa su percorsi preferenziali, mentre circa la metà è riconoscibile dalla caratteristica pavimentazione gialla. Dove lo spazio non consente una sede dedicata, entra in gioco la tecnologia: il bus comunica con gli impianti semaforici e ottiene la precedenza, creando una vera e propria ‘onda verde’ che limita le soste agli incroci e mantiene regolare la marcia.
Il dialogo è continuo. Lo stesso sistema informatico collega autobus, fermate, semafori e sala di controllo. Quando il mezzo si avvicina a una delle 49 intersezioni presenti lungo il percorso, invia un segnale all’impianto che modifica il ciclo semaforico per consentirne il passaggio. Entro agosto tutti gli impianti saranno centralizzati: durante la prova alcuni incroci erano ancora gestiti con il sistema tradizionale, motivo per cui il viaggio ha richiesto qualche minuto in più rispetto alle percorrenze previste.
Lasciandosi il capoluogo alle spalle, il tracciato si sposta verso Lallio. Qui compaiono alcuni degli interventi meno visibili ma che hanno accompagnato la realizzazione dell’opera: uno sgrigliatore per la pulizia della roggia, un ripartitore di portata sulla Colleonesca per migliorare la gestione delle acque, il nuovo parcheggio di interscambio da circa 90 posti auto nell’ex campo base del cantiere in via Gorizia, con colonnine di ricarica elettrica e stalli per biciclette e moto. Sul fronte ambientale, ai circa 120 alberi rimossi hanno fatto seguito 366 nuove piantumazioni.
Nel tratto di Dalmine cambia invece il volto della linea. Qui l’e-Brt abbandona per alcuni tratti la sede riservata e torna a condividere la carreggiata con il traffico ordinario. Anche in queste situazioni, spiegano i tecnici, il preferenziamento semaforico diventa decisivo per rispettare gli orari. Lungo il percorso sono stati installati semafori dedicati anche in corrispondenza di alcuni passi carrabili, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sia per gli autobus sia per i veicoli che si immettono sulla strada.
Un elemento destinato a incidere sulle abitudini degli automobilisti è rappresentato dalle 54 telecamere installate lungo il tracciato per vigilare sulle corsie riservate. Sono già operative ma, almeno in questa fase iniziale, non avranno funzione sanzionatoria automatica. “Stiamo coordinando il tavolo delle polizie locali – spiega ancora Donato -. La pattuglia presente sul posto potrà comunque intervenire e sanzionare eventuali infrazioni”.
Lungo la Provinciale 525 è in vigore l’obbligo di svolta a destra, con l’attraversamento della carreggiata vietato dalla doppia linea bianca continua disegnata sull’asfalto. “Si tratta di una prescrizione imposta dagli enti proprietari della strada – precisa Donato -. Una scelta progettuale di buon senso”.
Per chi percorre la Provinciale e deve raggiungere un’attività commerciale sul lato opposto, così come per i residenti che si immettono dalle strade secondarie o dalle proprietà private, non sarà più possibile svoltare direttamente a sinistra: sarà necessario proseguire fino alla rotatoria più vicina e invertire il senso di marcia.
La doppia linea continua disegnata sull'asfaltoUna novità destinata a richiedere un periodo di adattamento. In questi giorni, con la segnaletica orizzontale già tracciata, non è raro vedere automobilisti che continuano a effettuare la svolta vietata. Con l’entrata in servizio dell’e-Brt il rischio è duplice: chi attende di svoltare illegalmente rischia di rallentare pesantemente il traffico, inducendo i veicoli che lo seguono a invadere la corsia riservata per superarlo, esponendosi di conseguenza alle sanzioni quando il sistema di controllo automatico entrerà pienamente a regime.
Dietro le quinte dell’e-Brt, tutto passa da una piccola stanza collegata alla centrale operativa di Atb: un operatore monitora la piattaforma che gestisce la semaforizzazione e può intervenire in tempo reale in caso di anomalie per garantire la regolarità del servizio.
Dal 3 agosto il servizio partirà con una frequenza di 15 minuti, che scenderà a 10 dal 31 agosto nelle ore di punta e a 7 minuti e mezzo dal 14 settembre nel tratto tra Bergamo e Dalmine. Con l’attivazione dell’orario scolastico, anche nelle fasce di morbida le corse saranno garantite ogni 10 minuti.
Il vero banco di prova sarà proprio la riapertura delle scuole. Oltre alla frequenza delle corse, sulle strade cittadine aumenterà anche il traffico. “Qualcosa che accade ogni anno”, osserva Donato, ricordando come l’e-Brt “attenda come una manna dal cielo la riapertura dei fornici del sottopasso di via San Bernardino”.
Quello che appare ormai chiaro, anche alla luce del dibattito che ha accompagnato il progetto negli ultimi mesi, è che le criticità che dovessero manifestarsi nella fase di avvio saranno affrontate attraverso la gestione del sistema, senza modifiche strutturali all’impianto dell’opera. Corsie riservate e priorità semaforica sono gli elementi su cui si fonda il modello di esercizio dell’e-Brt: intervenire su uno di questi significherebbe mettere in discussione il funzionamento stesso dell’infrastruttura prima ancora di poterne valutare gli effetti.







