Il dibattito
|Piano di Sviluppo Aeroportuale, i sindaci: “La sostenibilità prima della crescita”. I nodi degli impatti acustici e ambientali
Le osservazioni di sindaci e associazioni sul masterplan presentato da Sacbo nel corso di due incontri di stampo tecnico: chiesta anche una proroga alla scadenza del dibattito fissata al 7 settembre per approfondire maggiormente alcuni aspetti
Una discussione improntata quasi esclusivamente, come prevedibile, sulla questione ambientale: l’atteso faccia a faccia tra Sacbo e il territorio andato in scena in due tranche giovedì 23 luglio (gli attori istituzionali al mattino, le associazioni al pomeriggio), nell’ambito dei tavoli tecnici del dibattito pubblico relativo al Piano di Sviluppo Aeroportuale 2029-2043, ha confermato una volta di più come i timori del territorio rientrino tutti nella logica della “sostenibilità”.
Il nuovo masterplan predisposto da Sacbo su sollecitazione di Enac prevede una crescita che oltre a essere infrastrutturale si traduce anche in numeri che da subito avevano fatto accendere un campanello d’allarme a chi convive più da vicino con lo scalo bergamasco, terzo in Italia dopo i giganti Fiumicino e Malpensa per passeggeri trasportati.
“Il dialogo è utile e necessario perché se da un lato vogliamo valorizzare il servizio che l’aeroporto offre al territorio e anche all’indotto che genera dall’altro è sempre necessario tutelare salute e qualità della vita delle persone” ha debuttato la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, che spingendo su rinnovo delle flotte e una stretta sui voli schedulati in orario notturno ha sollevato anche il tema della zonizzazione acustica, rivendicando “per la prima volta da decenni, una diminuzione consistente della popolazione esposta a un rumore superiore ai 60 decibel. L’aeroporto è un’opportunità ma proprio per questo dobbiamo accompagnarne lo sviluppo, che deve essere sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Per questo chiediamo che il Piano contenga impegni tangibili sulla riduzione dell’impatto acustico e ambientale, interventi di mitigazione e compensazione nei quartieri più impattati, nonché un costante monitoraggio della qualità dell’aria, degli effetti sulla salute e delle ricadute su mobilità, servizi e qualità della vita”.
Sempre rimanendo all’interno dell’amministrazione comunale cittadina, in chiusura del primo tavolo tecnico ha preso la parola anche l’assessora all’Ambiente Oriana Ruzzini, che ha sottolineato come sia il quartiere di Colognola in particolare a essere sottoposto a una pressione maggiore e permanga la necessità di rientrare nei limiti di impatto acustico. Utile, a suo dire, anche un maggiore coinvolgimento regionale, per una visione più ampia sugli effetti che lo scalo può produrre in termini di competitività, ricettività ed emissioni climalteranti.
Aveva già esplicitato la propria linea il sindaco di Seriate, Gabriele Cortesi, che in apertura del suo intervento ha lanciato una riflessione: “Questo dibattito pubblico si sta svolgendo perché imposto dalla legge o perché davvero si crede che il territorio possa contribuire a costruire un progetto migliore? La sensazione è che si sia partiti da un obiettivo di crescita dell’aeroporto e poi si cerchi come rendere il territorio compatibile. Credo che il metodo dovrebbe essere l’opposto: prima comprendere quale sia lo sviluppo che il territorio può sostenere e poi costruire il masterplan. Quale è realmente lo sviluppo sostenibile per un territorio che già oggi convive con una delle più importante infrastrutture aeroportuali del Paese”.
All’obiezione avanzata dal sindaco di Orio al Serio, Alessandro Colletta, circa la crescita del numero dei movimenti prevista entro il 2043 (134mila contro i 109mila del 2024), ricollegata al tema dell’impatto acustico al suolo che già oggi per alcune zone è al di sopra dei limiti, ha replicato Paolo De Forza, responsabile unità ambiente e territorio di Sacbo, spiegando come tale aumento sia “dell’1% su base annua” e come il numero dei passeggeri crescerà a ritmo più sostenuto (previsti 25 milioni nel 2043) per grazie all’utilizzo di aeromobili più capienti.
“È già previsto – ha aggiunto – il rispetto del piano di zonizzazione acustica, così come l’attenzione agli aspetti legati alle emissioni e agli obiettivi di neutralità climatica”.
Di stampo differente la discussione pomeridiana, dove a intervenire sono state le associazioni, con Legambiente e Fausto Amorino a fare idealmente da collante tra le due sedute nella sollecitazione sulle prescrizioni di quattro anni fa. “Abbiamo messo in campo azioni per il rientro nei limiti imposti dalla zonizzazione acustica – ha replicato De Forza – Tra il 2024 e il 2025 le curve di isolivello prodotte da Arpa si sono ridotte di circa la metà e la popolazione esposta del 30% circa. Siamo consapevoli che gli aspetti relativi ai voli notturni siano i più delicati”.
Dai rappresentanti del mondo del commercio (Luciano Patelli per Confcommercio e Antonio Terzi per Confesercenti) è arrivata la richiesta di introdurre strumenti di misurazione e valutazione degli impatti dell’aeroporto sul territorio, per calcolarne in modo più puntuale le ricadute anche in termini economici.
A livello produttivo è stata Confindustria Bergamo (rappresentata da Fabio Corgiat) a ricordare l’importanza rivestita dallo scalo per le 390 società manifatturiere bergamasche che controllano 1.240 unità all’estero in 98 Paesi: “L’aeroporto consente di movimentare merci in tempi rapidi in giro per il mondo e permette ai manager di raggiungere le unità produttive all’estero. Siamo favorevoli a un piano che consolidi la presenza internazionale dello scalo limitando la crescita dei voli”.
Si sono focalizzati sul piano sociale, infine, gli interventi delle organizzazioni sindacali, partendo dai dati del nuovo masterplan che prevede una crescita del numero degli occupati diretti dell’aeroporto, che passeranno dagli attuali 6.800 a una cifra compresa tra 10.500 e 12.500: “Sarebbe importante che l’aeroporto diventasse un luogo di innovazione sociale oltre che tecnologica – è stata la riflessione di Marco Toscano, segretario generale della Cgil di Bergamo – Temi concreti come spazi mensa, collegamenti del trasporto pubblico anche in orario notturno, servizi navetta o tariffe agevolate”.
Idee alle quali Francesco Corna, segretario della Cisl Bergamo, ha aggiunto anche un asilo nido e spazi di aggregazione, Ferruccio Fedeli (Uil) ha messo sul piatto la necessità di una rete di servizi dedicati, mentre Stefano Bonomi (Cub trasporti) ha sollecitato sui temi dei buoni pasto e dei parcheggi.
Servizi che, ha ricordato De Forza, verranno definiti in modo così puntuale solamente in una fase successiva, mentre Laura Attaccabile di Enac ha assicurato che le tematiche sociali sonno parte integrante del Piano di Sviluppo: “La crescita di una infrastruttura come questa passa anche dalla valorizzazione delle persone che vi operano”.


