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Da Londra a Covo, la sfida di Umberto ed Emilia: “Abbiamo portato qui i sapori del mondo”

Dopo dieci anni in Inghilterra il ritorno in Italia e un nuovo progetto imprenditoriale nella Bassa: nasce Sapore, gastronomia e caffetteria con radici campane

Covo. Dieci anni in Inghilterra, dove ha lavorato tra gastronomia e manutenzione, poi il ritorno in Italia per realizzare un progetto personale. Da questa scelta nasce Sapore, la nuova realtà di Covo aperta da Umberto Falcone ed Emilia Ioachimciuc, che unisce gastronomia, caffetteria, degustazioni e catering.

Umberto, 35 anni, originario di Sparanise, in provincia di Caserta, ed Emilia, 33 anni, di origine rumena, hanno deciso di lasciare la vita costruita all’estero per tornare in Italia e investire in un’attività legata alla cucina e alla tradizione. Un percorso iniziato a dicembre con la gastronomia e proseguito il 4 luglio con l’inaugurazione della caffetteria degustazione nel locale adiacente, un tempo occupato da un bar.

“Abbiamo iniziato con la gastronomia e quello che proponevamo è piaciuto. Quando si è liberato il locale a fianco abbiamo deciso di fare un ulteriore investimento e creare uno spazio dove dalla gastronomia si passa al tavolo, con caffetteria, degustazioni ed eventi”.

Un progetto che nasce anche dall’esperienza maturata da Falcone in Inghilterra, dove ha vissuto per dieci anni. “Il primo locale è una gastronomia che prende ispirazione dal modello del delicatessen inglese: un luogo dove puoi entrare, acquistare prodotti, mangiare e prendere un caffè. È una filosofia che ho conosciuto e che ho voluto portare qui”.

Prima di aprire Sapore, Falcone aveva già maturato esperienza nel settore. “Quando sono arrivato in Inghilterra, ho iniziato a lavorare in una piccola gastronomia. Poi sono diventato manager nella manutenzione di un’agenzia immobiliare, ma non ho mai lasciato la gastronomia: dal lunedì al venerdì lavoravo nella manutenzione, il sabato e la domenica in cucina”.

Un’esperienza che gli ha permesso di conoscere realtà e tradizioni diverse. “A Londra abbiamo conosciuto cucine da tutto il mondo. Nel nostro menù ci sono influenze internazionali, come la cucina austriaca con le schnitzel, alcuni piatti rumeni grazie alle origini di mia moglie, ma a prevalere sono soprattutto i sapori campani e napoletani, con prodotti come la mozzarella di bufala”.

La scelta di aprire a Covo non è stata casuale. “Mia moglie è di Romano di Lombardia, io sono campano. Abbiamo valutato diverse possibilità e abbiamo pensato che al Nord la cucina partenopea e campana potesse trovare spazio. Sei mesi prima abbiamo fatto un’indagine di mercato: c’erano due opportunità, una a Romano e una a Covo. A Romano non era possibile installare una canna fumaria, mentre a Covo abbiamo trovato un ex panificio che aveva già una canna fumaria nuova. Era il posto giusto”.

Il locale è stato trasformato in un punto dove convivono produzione e accoglienza: una cucina professionale nella parte posteriore e un banco espositivo davanti, con prodotti di gastronomia, rosticceria, pane, primi e secondi piatti.

La risposta del paese, racconta Falcone, è stata positiva fin dall’inizio. “Non siamo del posto, ma la comunità ha risposto subito. Abbiamo visto tanta partecipazione, tanto che dopo soli tre mesi abbiamo aperto anche la seconda attività. Le persone hanno visto l’impegno che mettiamo ogni giorno: lavoriamo anche venti ore al giorno”.

Una sfida partita da una realtà di provincia, scelta anche per le opportunità che può offrire. “Vengo da un piccolo paese della Campania e conosco bene queste realtà. Partire da un paese può essere un trampolino: nelle grandi città la concorrenza è maggiore e i costi sono più elevati. Da qui invece possiamo raggiungere un territorio più ampio, anche grazie al catering, che ci ha portato a lavorare fino a Torino”.

Nel progetto non manca il legame con la tradizione bergamasca. “Facciamo i casoncelli e collaboriamo con realtà locali. Covo è conosciuta per i suoi ravioli, ma per proporre quelli certificati serve un percorso di registrazione che stiamo completando. È un obiettivo che vogliamo raggiungere”.

Tra le difficoltà incontrate c’è stata soprattutto la burocrazia. “È stata massacrante. In Inghilterra aprire un’attività è molto più semplice. Ho cercato di anticipare i tempi, informandomi e costruendo una lista di passaggi da seguire. Bisogna conoscere le procedure e muoversi in anticipo”.

Dietro Sapore c’è anche un patrimonio familiare fatto di ricette tramandate nel tempo. “Il nostro slogan è ‘Sapori antichi, emozioni nuove’. Abbiamo ricette di mia madre e ricette della nonna di mia moglie. Siamo partiti da quelle basi e abbiamo aggiunto qualcosa di nostro, con l’obiettivo di unire tradizione e innovazione”.

Il messaggio di Falcone a chi vuole intraprendere una nuova strada è semplice: “Se non provi non puoi sapere se il progetto è sbagliato. Quando a 24 anni sono andato in Inghilterra ho fatto lo stesso: bisogna credere sempre in se stessi, essere determinati e non fermarsi mai al primo ostacolo”.

Oggi Sapore punta a diventare un punto di riferimento per Covo, non solo come gastronomia ma anche come luogo di incontro. “Non è un bar, è una caffetteria dove fermarsi, lavorare, incontrarsi e passare del tempo. Stiamo costruendo piano piano il nostro progetto”.