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“Fondo strutturale per la prevenzione e ristori per i commercianti colpiti dalle spaccate”: la proposta di Fratelli d’Italia

L’ordine del giorno a prima firma Arrigo Tremaglia è sottoscritto da tutti i gruppi del centrodestra: nel mese di luglio già cinque esercizi colpiti in pochi giorni

Bergamo. Fratelli d’Italia ha depositato in Consiglio Comunale un ordine del giorno urgente, a prima firma del Consigliere Arrigo Tremaglia e sottoscritto da tutti i gruppi del centrodestra, sulla sicurezza delle attività commerciali e sul contrasto al fenomeno delle spaccate, che nel solo mese di luglio ha colpito cinque esercizi in pochi giorni tra centro e quartieri.

“I numeri parlano da soli, dichiara Arrigo Tremaglia, “il bando comunale 2026 per i contributi alla sicurezza dei negozi, con una dotazione di 60.000 euro, si è esaurito lasciando fuori 12 domande ammissibili su 34. Il principio di sostengo alla prevenzione è assolutamente condivisibile, bene quindi l’impegno annunciato dall’Amministrazione a coprirle con l’avanzo, ma è la prova che la misura è sottodimensionata rispetto al fabbisogno reale. E soprattutto c’è un vuoto: oggi a Bergamo non esiste alcuno strumento di ristoro per chi i danni li ha già subiti. Ci sono esercenti che hanno dichiarato di dover lavorare una settimana solo per ripagare una spaccata”.

L’ordine del giorno impegna il Sindaco e la Giunta a rendere strutturale il fondo per la sicurezza delle attività commerciali, con una dotazione annua a bilancio non inferiore a 100.000 euro, procedendo il prima possibile allo scorrimento integrale della graduatoria 2026; istituire una misura di ristoro per le attività colpite da spaccate, furti o atti vandalici, a copertura delle spese di ripristino non coperte da assicurazione; avviare un’interlocuzione con la Camera di Commercio di Bergamo per un bando congiunto sulla sicurezza delle imprese.

“Non chiediamo nulla di più di quello che avviene in moltissimi altri Comuni”, conclude Tremaglia. “Venezia rimborsa i danni da spaccata con un fondo da 200.000 euro, Firenze insieme alla sua Camera di Commercio ha messo in campo 264.000 euro con il bando ‘Negozi sicuri’, Trento copre fino al 90% delle spese di ripristino. Prevenzione e ristoro sono due facce della stessa politica: la prima riduce il rischio di nuovi episodi, il secondo evita che chi è stato colpito sia lasciato solo e rischi magari di chiudere o spostarsi, creando fenomeni di desertificazione di intere vie che andrebbero solo ad aumentarne ulteriormente l’insicurezza. Il commercio di vicinato è infatti un presidio di sicurezza e vivibilità dei quartieri: difenderlo è un dovere di tutti noi, spero che ci si trovi tutti d’accordo su questo”.