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A casa della ex con guanti e coltello: fermato dal nuovo compagno, ora finisce in carcere

I fatti risalgono allo scorso 14 luglio: l’uomo, già gravato da precedenti per stalking, si era procurato anche lesioni a una caviglia in un goffo tentativo di fuga da una finestra

L’ultimo atto persecutorio risale allo scorso 14 luglio quando si era introdotto furtivamente in casa della ex, presentandosi con guanti in lattice e un coltello a serramanico: solo la presenza nell’appartamento del nuovo compagno della donna, in quel caso, aveva evitato il degenerare della situazione e conseguenze potenzialmente molto più gravi.

Dopo un goffo tentativo di fuga da una finestra, durante il quale si era procurato lesioni a una caviglia, l’uomo, un italiano del 1978, era stato arrestato dai carabinieri: ora il gip ha deciso di convalidare l’arresto e di applicare la misura cautelare del carcere, per evitare la reiterazione del reato e anche un possibile aggravarsi dello stesso.

Il 48enne già a  febbraio aveva iniziato a mettere in atto una serie di comportamenti molesti, conditi da minacce nei confronti della donna che in un’occasione era stata anche raggiunta a bordo della sua auto, strattonandola e percuotendola. Un’escalation che ha portato fino all’intrusione tra le mura domestiche, tentativo interrotto dall’intervento provvidenziale del nuovo compagno della vittima, con cui era nata una breve colluttazione.

Immediata era scattata la denuncia dell’episodio ai carabinieri, dando seguito a una querela già sporta nel mese di giugno e facendo emergere già altri precedenti per stalking e maltrattamenti. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia l’uomo ha ammesso solamente di essersi introdotto nell’appartamento della donna, negando invece le restanti contestazioni: a suo dire coltello e guanti erano rimasti in suo possesso dopo lo svolgimento di alcuni lavori di potatura.

Una versione che non ha convinto affatto il gip, che nell’ordinanza di convalida ha evidenziato un peggioramento delle condotte moleste, passate dai messaggi di minaccia all’aggressione fisica fino all’introduzione nel domicilio della donna. Impossibile, con questi elementi tra le mani, scegliere di rimetterlo in libertà.