Logo

Temi del giorno:

Pedalando da Zanica a Bergamo: un viaggio lungo la ciclabile che chiede di essere ascoltata

Tra potenzialità e fragilità della mobilità sostenibile, in sella a una bici abbiamo testato il percorso di cinque chilometri che si chiude al parco Olmi

Bastano pochi colpi di pedale per lasciarsi alle spalle il centro di Zanica. Alle spalle il municipio, davanti una pista ciclabile che, almeno sulla carta, promette uno dei collegamenti più interessanti dell’hinterland bergamasco. Cinque chilometri, una mezz’ora di pedalata tranquilla, dalla piazza del paese fino al Parco Olmi del quartiere Malpensata a Bergamo. Una distanza breve, ma sufficiente per raccontare due facce della stessa infrastruttura: quella di un’opera moderna e utile e quella di una ciclabile che, in diversi punti, sembra essere stata dimenticata.

La partenza è incoraggiante. Il fondo è regolare, la pista è ampia, la segnaletica chiara. Il traffico della provinciale Provinciale 591 scorre poco distante, ma la sensazione è quella di uno spazio dedicato a chi sceglie la bicicletta. Il primo attraversamento semaforico si supera senza difficoltà e, pedalata dopo pedalata, si entra nel territorio di Azzano San Paolo.

cicabile zanica bergamo

Qui il rumore delle automobili lascia per un momento spazio allo scorrere del torrente Morla. La ciclabile lo accompagna con discrezione, protetta da una barriera in legno e circondata da una vegetazione che rende questo tratto uno dei più piacevoli dell’intero percorso. È facile immaginare famiglie, studenti e lavoratori che ogni giorno scelgono questa strada per evitare il traffico cittadino.

ciclabile zanica bergamo

Ma la tranquillità dura poco. All’altezza di via Portico compare il primo campanello d’allarme. La ciclabile si collega al nuovo asse che conduce verso l’aeroporto di Orio al Serio. L’intervento è recente e ben progettato, ma alcuni particolari lasciano perplessi. I birilli che dovrebbero separare biciclette e automobili appaiono fragili, facilmente rimovibili, quasi simbolici più che realmente protettivi. Poi arriva una sorpresa inattesa: la pista si interrompe. Per una trentina di metri il ciclista è costretto a rientrare sulla carreggiata, condividendo lo spazio con il traffico, prima di ritrovare il percorso dedicato.

ciclabile zanica bergamo

 

ciclabile zanica bergamo

La nuova rotatoria realizzata nell’area dell’ex Centro Servizi offre invece una parentesi positiva. Gli attraversamenti sono ben visibili, gli spazi ordinati e la sensazione è quella di un’infrastruttura pensata con attenzione. Pochi minuti più tardi, però, la realtà cambia ancora.

ciclabile zanica bergamo

Prima del cavalcavia dell’autostrada A4 c’è un tratto che colpisce immediatamente. Per circa quindici metri la pista scorre senza alcuna protezione dal traffico. È uno spazio breve, ma sufficiente a far comprendere quanto possa essere vulnerabile chi si muove in bicicletta. Le protezioni che un tempo erano presenti sono scomparse dopo alcuni incidenti e, da anni, nessuno le ha più ripristinate.

ciclabile zanica bergamo

Superato il cavalcavia, la ciclabile torna a seguire il Morla. È forse il tratto più bello dal punto di vista paesaggistico, ma anche quello che mostra con maggiore evidenza i segni dell’abbandono. Sul fondo si accumulano ghiaia, foglie e detriti che possono provocare forature o improvvise perdite di aderenza. Accanto, la barriera in legno appare spezzata in più punti. In alcuni tratti è semplicemente scomparsa, lasciando il canale scoperto a pochi centimetri dalla pista.

ciclabile zanica bergamo

La sensazione cambia completamente. Non si guarda più il paesaggio, ma il terreno davanti alla ruota. Poco oltre compare un piccolo ponte in legno. Lo si attraversa quasi trattenendo il respiro. Le assi mostrano profonde crepe, alcune si muovono sotto il peso delle biciclette, la struttura appare stanca. È uno di quei punti che obbligano a rallentare non per ammirare il panorama, ma per prudenza.

ciclabile zanica bergamo

Il tratto sotto la superstrada Statale 671 è forse il più difficile da raccontare. Vecchi cartelloni metallici divelti e coperti di ruggine sporgono verso la pista. Sul terreno si accumulano guano di piccione e carcasse di volatili. L’impressione è quella di uno spazio dimenticato, nonostante ogni giorno venga attraversato da decine di persone.

ciclabile zanica bergamo

Avvicinandosi alla città il traffico torna a farsi sentire. All’incrocio della Campagnola i lavori per la nuova rotatoria impongono attenzione, ma lasciano intravedere un miglioramento futuro.

ciclabile zanica bergamo

L’ultimo chilometro è anche il più deludente. Dopo il sottopasso della Statale 470 la ciclabile semplicemente finisce. Al suo posto compare una linea bianca dipinta sull’asfalto. La protezione lascia spazio alla convivenza con le automobili, proprio mentre il traffico aumenta.

ciclabile zanica bergamo

Le bike lanes accompagnano i ciclisti verso la Malpensata, ma spesso sono occupate da auto parcheggiate, furgoni in sosta o mezzi impegnati nel carico e scarico delle merci. Chi pedala è costretto a continui cambi di traiettoria, tornando di fatto sulla carreggiata.

ciclabile zanica bergamo

Quando finalmente si raggiunge il Parco Olmi, il viaggio si conclude con una riflessione inevitabile. Questa ciclabile non è un’incompiuta. Al contrario, è una buona infrastruttura che ha dimostrato negli anni di essere utile e molto utilizzata. Quello che manca è la cura quotidiana: manutenzione, pulizia, controlli e piccoli interventi che possono fare la differenza tra un semplice percorso ciclabile e una vera via sicura per chi sceglie la mobilità sostenibile.

In fondo, lungo questi cinque chilometri non si pedala soltanto da Zanica a Bergamo. Si attraversa un territorio che ha già scelto la bicicletta come mezzo di trasporto. Ora spetta alle istituzioni accompagnare questa scelta, restituendo a questa pista la sicurezza e la dignità che merita.