In zona stadio
|Scolmatore del Tremana, il cantiere nella città sotterranea: una galleria di 427 metri per ridurre il rischio allagamenti
In viale Giulio Cesare gli operai si calano fino a tre metri sotto il piano stradale, tra tubazioni del gas, acquedotto e fibra ottica, per sigillare i grandi blocchi in calcestruzzo che formeranno il canale destinato a intercettare il Tremana all’altezza della Curva Nord. La strada riaprirà a settembre: “Un sacrificio che guarda al futuro”
Bergamo. Sotto l’asfalto di viale Giulio Cesare sta prendendo forma un’opera che, una volta completata, nessuno vedrà. Eppure sarà un’infrastruttura fondamentale per ridurre il rischio di allagamenti nella zona dello stadio e di Borgo Santa Caterina.
È lo scolmatore del Tremana: una galleria sotterranea artificiale che intercetterà il torrente all’altezza della Curva Nord per convogliarne parte delle acque fino al Morla, lungo viale Giulio Cesare. Entrerà in funzione durante le piene, alleggerendo la portata del corso d’acqua e riducendo il rischio idrogeologico.
Tra giganteschi manufatti in calcestruzzo, sottoservizi da spostare e operai al lavoro nel sottosuolo, siamo entrati nel cantiere per raccontare come nasce una delle opere pubbliche più complesse oggi in corso a Bergamo.
Da fine maggio e fino a metà settembre il viale resta chiuso al traffico proprio per consentire la realizzazione del primo tratto del canale da parte dell’impresa Carba Srl. “Siamo consapevoli dei disagi con cui i residenti si sono trovati a convivere – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota -. È un sacrificio che guarda al futuro: lo scolmatore garantirà una riduzione significativa del rischio di allagamenti durante gli eventi meteorologici più intensi”.
La galleria sarà lunga 427 metri e viene realizzata con grandi scatolari prefabbricati in calcestruzzo, posati con una pendenza dello 0,8% per consentire il naturale deflusso dell’acqua. Nel tratto più a valle gli elementi misurano 2 metri per 2, mentre dal distributore fino alla Curva Nord la sezione si riduce a 2 metri di larghezza per 1,5 di altezza.
Uno scatolare in cantiere. Foto Andrei Eduard Huiala
“La particolarità degli scatolari – spiega il direttore dei lavori, l’ingegnere Cesare Cremaschi – è il sistema con cui vengono collegati tra loro”. Ogni elemento si incastra con quello successivo: da un lato è presente una bandella che entra nell’elemento a valle, dall’altro una guarnizione che assicura la tenuta del giunto.
Una guaina in PVC, chiamata liner, viene sigillata in corrispondenza dei giunti. “Si tratta di un doppio sistema di tenuta che impedisce eventuali fuoriuscite d’acqua nel caso in cui la condotta entri in pressione – prosegue Cremaschi -. Perdite d’acqua potrebbero infatti erodere il terreno e compromettere la stabilità della strada”.
La sigillatura viene eseguita dai tecnici di Coprem, impresa specializzata incaricata di questa specifica attività. Il liner viene saldato a caldo con una tecnica simile a quella utilizzata per le guaine impermeabilizzanti dei terrazzi, così da creare una continuità perfetta tra un elemento e l’altro.
Ma nel sottosuolo di viale Giulio Cesare vive una vera città nascosta: una fitta rete di sottoservizi corre sotto l’asfalto. “In fase di progettazione si è cercato di individuarli tutti – osserva il Rup dell’opera, l’ingegnere Roberto Antonelli -, ma resta sempre un margine di incertezza: finché non si scava non si sa mai con precisione cosa si troverà”.
Nel sottosuolo convivono teleriscaldamento, telefonia, fognatura, acquedotto, tubazioni del gas, illuminazione pubblica e fibra ottica. Quando una di queste interferenze impedisce di posare uno scatolare prefabbricato, occorre prima spostare il sottoservizio e realizzare quel tratto di canale direttamente in cantiere.
Uno dei tratti più critici per i sottoservizi. Foto Andrei Eduard Huiala
“Per collegare la parte prefabbricata con quella realizzata in opera – spiega ancora Cremaschi – viene predisposto un elemento di raccordo con i cosiddetti ferri di ripresa, barre d’armatura che permettono di agganciare il getto eseguito successivamente e garantire la continuità strutturale dell’opera”.
Per eseguire le operazioni di sigillatura gli operai si calano nel sottosuolo, fino a tre metri sotto il piano stradale, all’interno di uno spazio confinato dove la quantità di ossigeno deve essere costantemente monitorata. “La sicurezza – spiega il coordinatore della sicurezza, l’architetto Antonio Gonella – è garantita da un treppiede dotato di verricello che, in caso di emergenza, consente di recuperare rapidamente l’operaio attraverso l’imbragatura”.
Prima di entrare nel condotto ogni addetto è dotato di un rilevatore di ossigeno. Se il dispositivo segnala valori inferiori ai limiti di sicurezza, scatta immediatamente l’allarme e gli operatori devono uscire. “Le procedure sono rigorose – aggiunge Gonella – e ogni giorno vengono verificati personale e attrezzature”.
Gli stessi pozzetti utilizzati oggi per accedere alla galleria durante le operazioni di sigillatura, collocati ogni 30 metri, serviranno in futuro anche per le attività di ispezione e manutenzione.
A metà luglio la posa degli scatolari ha raggiunto l’incrocio con via del Lazzaretto. Prima di proseguire è necessario attendere l’intervento di Uniacque, che dovrà spostare la condotta principale dell’acquedotto cittadino, del diametro di 450 millimetri. Nel frattempo l’impresa lavorerà all’altezza della Curva Nord, dove verrà realizzato il tratto di captazione del torrente Tremana, per poi proseguire verso via dei Celestini.
L’obiettivo del Comune è concludere il cantiere all’inizio della prossima primavera. “Prima dell’inizio delle scuole riapriremo il traffico su viale Giulio Cesare – assicura l’assessore Rota -. Il tratto tra via del Lazzaretto e la Curva Nord sarà realizzato per fasi, ma senza interrompere la circolazione: il traffico verso il centro resterà su viale Giulio Cesare, mentre quello verso la circonvallazione verrà deviato su via dei Celestini”.
Tra qualche mese, dunque, il cantiere scomparirà e in viale Giulio Cesare torneranno a viaggiare auto e biciclette. Sotto la carreggiata, però, resterà un’infrastruttura invisibile destinata a diventare un tassello fondamentale della difesa idraulica della città.
Video e montaggio di Andrei Eduard Huiala.





