La lettera
“Pamela è una vittima e merita rispetto: basta illazioni in tv”
La presa di posizione dell’associazione Scarpetta Rossa
Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell’associazione Scarpetta Rossa APS, dopo la messa in onda di alcuni servizi televisivi sul caso Pamela Genini.
Gentilissima Redazione,
ci permettiamo di scrivervi, in considerazione della nostra vicinanza alla famiglia Genini e dell’attenzione che avete sempre dimostrato nei confronti di questo caso, per esporre alcune riflessioni sulla vittimizzazione secondaria – o, più correttamente in questo caso, “terziaria” – che Pamela sta subendo nell’ambito di alcuni programmi televisivi.
Premesso che gli investigatori, come è noto, hanno vagliato ogni possibile pista alternativa senza trovare il minimo riscontro, compresa quella di natura economica, ci chiediamo per quale ragione vengano riproposte mediaticamente ipotesi già escluse da chi è istituzionalmente preposto alle indagini.
Alla luce dei tredici anni di impegno della nostra associazione a sostegno delle donne vittime di violenza, riteniamo doveroso evidenziare quello che consideriamo un caso emblematico di vittimizzazione secondaria.
Ci chiediamo quale utilità possa avere divulgare l’entità dell’eredità lasciata da Pamela, formulare supposizioni e indagare mediaticamente il suo stile di vita. Ci chiediamo, inoltre, a cosa serva alimentare illazioni su presunti collegamenti tra la vittima e il suo assassino (Gianluca Soncin, ndr) in relazione ad attività illecite.
La risposta che ci diamo è sempre la stessa: non serve a nulla. Tali ricostruzioni non hanno alcuna valenza investigativa e sembrano avere come unico effetto quello di alimentare la morbosità di una parte del pubblico.
Questo si chiama vittimizzazione secondaria: un processo attraverso il quale si finisce per mettere in discussione o screditare l’immagine della vittima, perseguendo finalità estranee all’accertamento della verità.
È sempre antipatico ricordare l’ovvio, ma c’è una giovane donna che è stata barbaramente uccisa, alla quale è stata sottratta una parte del corpo mentre avrebbe dovuto riposare in pace. Ci sono familiari e persone che continuano a piangerla ogni giorno. Pamela e i suoi cari meritano soltanto una cosa: rispetto.


