Raspadori: “Lavoriamo per imparare il calcio di Sarri. So di poter fare la differenza da esterno alto”
Il numero 18 tra i più acclamati del pomeriggio di Clusone, ha giocato il primo tempo da ala sinistra: “Giocando dentro al campo posso esprimere le mie caratteristiche nel migliore dei modi. L’unico modo per riuscire a portare un cambiamento è il lavoro quotidiano”
Clusone. Tante corse sulla fascia sinistra e una maglia regalata a fine partita a chi gli ha dedicato uno striscione. Giacomo Raspadori ha vissuto così il suo primo pomeriggio atalantino in Val Seriana, lanciato da Sarri sulla corsia mancina d’attacco del suo 4-3-3. Il numero 18 nerazzurro, tra i più acclamati dai tifosi, sta vivendo come tutti i compagni un periodo di cambiamento importante. Lui che nella sua storia è abituato alle novità e a saper essere “elastico”.
Maurizio Sarri due giorni fa nella sua conferenza di presentazione ha speso parole importanti nel definire il classe 2000 un giocatore “inseguito a lungo e che ha sempre apprezzato”: “Lo ringrazio per le belle parole, spese sia privatamente che pubblicamente, perché non è scontato” afferma dopo la sgambata contro l’Under 23.
“Sto facendo l’esterno mancino, che è un ruolo che so benissimo di poter fare. Con le richieste che ha il mister, stando dentro al campo posso esprimere le mie qualità. Lui sa cosa è meglio per la squadra e per quello che ha in testa: stiamo lavorando sui suoi concetti, abbiamo tanto entusiasmo di imparare”.
Il cambiamento di certo non è scontato: “Ho imparato tante cose nella mia carriera, tra queste che… c’è sempre da imparare, ed è una cosa molto bella, nello sport e nella vita. Il segreto sta nel lavoro: non c’è un modo preciso per cambiare il chip per apprendere un modo diverso di giocare a calcio. Ci sono modi diversi, ognuno a modo suo porta risultati. Io so solo che ho raggiunto tutto attraverso il lavoro quotidiano, sudando la maglia. Servirà tempo, ma faremo tutto quello che è nella nostra possibilità per arrivare il prima possibile a raggiungere l’obiettivo. Gettiamo le basi per quello che verrà, sappiamo di essere capaci di captare tutto quello che viene chiesto, sapendo anche che non c’è tanto tempo”.
Dal punto di vista personale, l’obiettivo è “fare una stagione con continuità, perché tutto quel che riguarda la nazionale passa attraverso il club. Ho grande ambizione, non mi piace parlare pubblicamente di cosa ho dentro, so che ho tanto da tirar fuori e sono convinto che potremo toglierci grandi soddisfazioni. Io guardo al futuro prima che al passato. Vogliamo essere presto la nostra miglior versione”.



