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Alice, morta nella piscina dei Bagni Segesta: indagati i due titolari del lido, martedì l’autopsia

La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il gestore dei Bagni Segesta di Sestri Levante e la sorella, legale rappresentante dello stabilimento. Gli investigatori stanno inoltre verificando il funzionamento dell’impianto di aspirazione e tutte le misure di sicurezza presenti nella piscina, che è stata posta sotto sequestro

La Procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo il gestore dei Bagni Segesta di Sestri Levante e la sorella, legale rappresentante dello stabilimento balneare dove mercoledì pomeriggio è avvenuto il tragico incidente costato la vita ad Alice Ferrari, la bambina di 11 anni di Suisio, nell’Isola bergamasca, morta giovedì sera all’ospedale Gaslini di Genova.

Ai due titolari è stato notificato un avviso di garanzia, un atto dovuto che consente ai loro difensori di partecipare agli accertamenti tecnici disposti dalla Procura. Tra questi c’è l’autopsia sul corpo della bambina, che sarà eseguita martedì dalla medico legale Sara Lo Pinto. Al termine dell’esame sarà autorizzata la donazione degli organi, come richiesto dalla famiglia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Alice stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza con i genitori a Sestri Levante. Stava facendo il bagno nella piscina del lido quando i suoi lunghi capelli sono rimasti incastrati nel bocchettone di aspirazione sul fondo della vasca. La forza della pompa le ha impedito di riemergere.

A intervenire è stato il gestore dello stabilimento, che si è tuffato in acqua e ha tagliato i capelli della bambina per riuscire a liberarla. Una volta riportata in superficie, la piccola è stata rianimata a bordo piscina e poi trasportata d’urgenza all’ospedale.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Genova e affidata alla Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure, dovrà chiarire se tutte le norme di sicurezza fossero state rispettate. Dai primi accertamenti sarebbe emerso che non era esposto il cartello obbligatorio previsto dalla normativa regionale che vieta l’utilizzo della piscina ai minori di 12 anni se non accompagnati da un adulto. A quanto risulta Alice in quel momento si trovava sola, con i familiari che si stavano preparando a lasciare la zona.

Gli investigatori stanno inoltre verificando il funzionamento dell’impianto di aspirazione e tutte le misure di sicurezza presenti nella piscina, che è stata posta sotto sequestro. Sarà valutato anche se, per quel tipo di vasca, fosse necessaria la presenza di un assistente bagnanti e se vi siano eventuali responsabilità nella tragedia.