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Siccità, Regione Lombardia trova l’intesa sull’acqua: garantita l’irrigazione fino al 24 luglio

Coldiretti Bergamo richiama la necessità di nuovi investimenti. Il Consorzio di Bonifica: “Situazione delicata, ma oggi abbiamo armi in più”

Un accordo per guadagnare tempo nella corsa contro la siccità. Fino al 24 luglio sarà garantita nuova disponibilità d’acqua per l’agricoltura grazie all’intesa raggiunta con gli operatori idroelettrici.

È nella giornata di giovedì 16 luglio che è arrivata l’intesa al tavolo convocato a Palazzo Lombardia per affrontare la situazione della risorsa idrica. L’obiettivo è rallentare la discesa dei livelli dei laghi e assicurare la prosecuzione delle irrigazioni nei campi.

L’accordo prevede circa 5 milioni di metri cubi d’acqua al giorno sul bacino dell’Adda, dalla Valtellina fino al Lago di Como, e un milione di metri cubi al giorno per l’Oglio.

“L’intesa raggiunta – spiega Massimo Sertori, assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica – è di particolare rilevanza perché garantisce circa 5 milioni di metri cubi al giorno sul bacino dell’Adda, quindi dalla Valtellina fino al Lago di Como, e 1 milione di metri cubi al giorno per quanto riguarda l’Oglio. Ciò rallenterà la discesa dei nostri laghi e permetterà di proseguire con un’erogazione che ci consente di bagnare ancora i campi”.

Un ulteriore sostegno arriverà anche per il bacino del Chiese. La Provincia autonoma di Trento metterà infatti a disposizione, attraverso la società HDE che gestisce gli invasi in Trentino a monte del Lago d’Idro, 9 milioni di metri cubi d’acqua.

“Di uguale importanza – continua Sertori – è l’accordo raggiunto con la Provincia autonoma di Trento, che formalizzeremo nella prossima riunione di Giunta con una delibera che vede la società Hde, che gestisce gli invasi in Trentino a monte del Lago d’Idro, rendere disponibili nel nostro lago 9 milioni di metri cubi di acqua, consentendoci di avere un po’ più di respiro anche sul bacino del Chiese”.

La situazione delle riserve idriche resta comunque delicata, anche se lontana dai livelli di emergenza del 2022. I dati raccolti da Arpa Lombardia e aggiornati al 12 luglio indicano un deficit idrico regionale del 43,4%, contro il 60% registrato nello stesso periodo di quattro anni fa. Nel dettaglio, il Ticino registra un deficit del 53,3%, l’Adda del 45,3%, il Brembo del 46,7%, il Serio del 31,9%, l’Oglio del 47,3%, il Chiese del 44,9% e il Mincio del 22,5%. Valori sensibilmente inferiori rispetto a quelli del 2022, quando l’Adda aveva raggiunto il 70% di deficit, il Brembo l’86,3%, il Serio e l’Oglio l’80% e il Chiese addirittura il 93%.

Al tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica hanno partecipato gli assessori Massimo Sertori e Alessandro Beduschi, insieme alle associazioni di categoria, agli enti regolatori dei grandi laghi e ai consorzi di bonifica. Sul territorio bergamasco la situazione resta sotto osservazione. Franco Gatti, presidente del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca, sottolinea come la gestione dell’acqua resti complessa nonostante gli interventi realizzati negli ultimi anni.

“La situazione è delicata perché, mancando completamente le riserve di neve, siamo costretti a vivere alla giornata, dipendendo esclusivamente dalle piogge che avvengono in montagna. Nonostante questo, rispetto alla crisi del 2022, oggi abbiamo armi in più: abbiamo completato trasformazioni infrastrutturali cruciali nelle zone più critiche dell’alta pianura, convertendo l’irrigazione da scorrimento a pioggia. Inoltre, stiamo soccorrendo il bacino del Brembo attingendo acqua dalla Cava Moschetta, un bacino di 40 ettari che abbiamo recuperato e che alimenta il sistema delle rogge Trevigliesi. Se non avessimo realizzato questi interventi strutturali – aggiunge – oggi non saremmo in grado di garantire l’acqua necessaria per le coltivazioni, ma grazie a queste opere, nonostante le difficoltà, la situazione è gestibile e stiamo riuscendo a sostenere le produzioni di primo raccolto”.

Positivo anche il giudizio di Erminia Comencini, direttrice di Coldiretti Bergamo, che richiama però l’attenzione sulle criticità strutturali del territorio bergamasco.

“Accogliamo con favore l’intesa raggiunta, poiché il tavolo permanente sulla crisi idrica è uno strumento programmatico fondamentale per monitorare le risorse. Tuttavia, l’impatto sul nostro territorio è solo parziale: i nostri fiumi, il Brembo e il Serio, sono torrentizi e privi di bacini di accumulo, motivo per cui il nostro coinvolgimento resta limitato rispetto alle reali necessità. Ribadiamo quindi la necessità di rispettare la priorità di utilizzo umano dell’acqua rispetto a quello agricolo e industriale, come previsto dalla legge. Per far fronte a questa carenza strutturale – dice – la pianificazione deve concentrarsi sul sostegno concreto ai progetti che presentiamo: l’acqua a Bergamo va garantita attraverso il riammodernamento dei pozzi e l’adozione di impianti sempre più efficienti, ed è indispensabile che il Piano Nazionale dell’Irrigazione e la programmazione regionale supportino con decisione questi investimenti”.

“Siamo partiti 3 mesi fa con un deficit importante di risorsa idrica – ricorda l’assessore Sertori – e il Tavolo ha deciso di attuare una gestione parsimoniosa, considerando anche le previsioni a disposizione. A consuntivo possiamo dire che è stata una strategia vincente anche perché, nonostante la scarsità di acqua, siamo riusciti ad arrivare alla conclusione del primo raccolto per la stragrande maggioranza delle colture e ciò è un elemento sicuramente importante”.

Tra le criticità l’assessore evidenzia quelle relative alla Lomellina “che però prende acqua non solo dal Lago Maggiore, ma anche dal Canale Cavour che parte dal Piemonte e con una serie di problematiche che stiamo cercando di affrontare insieme alla Regione Piemonte, con cui c’è una stretta collaborazione”.

L’emergenza impone anche una riflessione sul futuro e sulla necessità di investire in nuove infrastrutture per affrontare periodi di scarsità idrica sempre più frequenti.

“Il pragmatismo non può che guidare le nostre scelte – conclude Sertori – perché l’acqua è poca e gli interessi diversi. Abbiamo necessità di gestire la contingenza attuale utilizzando al meglio la poca risorsa idrica disponibile. Dobbiamo però pensare anche a soluzioni da adottare nel medio e lungo periodo, per adattarci a condizioni di scarsità idrica che saranno sempre più frequenti. Noi spingiamo anche per infrastrutture fuori dalla Regione, penso a quella sul Po contro il problema del cuneo salino. Non è sul nostro territorio, ma darebbe benefici a molti territori, anche lombardi, perché l’acqua non conosce i confini”.

Per l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi il lavoro del tavolo ha consentito di salvaguardare il primo raccolto e il reddito delle aziende agricole.

“Il Tavolo – commenta l’assessore Beduschi – si è svolto in un momento critico, abbiamo una situazione di stress importante del sistema idrico regionale, ma abbiamo avuto la certezza di poter garantire il minimo indispensabile per portare alla fine il primo raccolto. Ovvero quello che, in agricoltura, è fondamentale per garantire il reddito e per salvare un’intera stagione. Ciò è dovuto all’efficienza di questo Tavolo che, agendo in prevenzione, e con reciproci sforzi di tutti i fruitori della risorsa idrica, dagli idroelettrici, all’agricoltura, all’uso civile, abbiamo ottenuto di poter garantire a questa Regione di essere la più importante a livello di settore primario in Italia”.

“La nostra forza – conclude Beduschi – sta nell’ascolto del territorio e nel costante monitoraggio che ci consente di gestire al meglio la risorsa idrica e il suo utilizzo e di essere un modello a livello nazionale”.