Le idee di Sarri: “Porto una filosofia nuova, voglio una squadra che sposi il mio pensiero”
Le prime parole nerazzurre del tecnico: “Ho scelto di venire qui tra tante opportunità che avevo, per me è chiudere un cerchio. Apprezzo la filosofia del lavoro che c’è. Mercato? Vedremo quando rientreranno i giocatori dal Mondiale. Giuntoli sa il mio pensiero”. E sui singoli: “Sto provando Samardzic e Zalewski da mezzali, Raspadori lo vedo esterno. Ederson? Ha chiesto di poter rientrare in anticipo dalle ferie”. E apre all’ipotesi 4-2-3-1
Zingonia. Maurizio Sarri espone per la prima volta le proprie idee da allenatore dell’Atalanta. Giovedì 16 luglio nella sala stampa del centro Bortolotti il tecnico ha rilasciato le sue prime dichiarazioni a tinte nerazzurre, dopo una settimana di allenamenti in campo e ad un mese dall’annuncio ufficiale arrivato lo scorso 15 giugno – anche se l’accordo risale a diversi giorni prima.
Tra i temi toccati da Sarri, tante questioni legate soprattutto ai singoli: il cambiamento dalla difesa a tre a quattro, i casi dei singoli giocatori, la filosofia e gli obiettivi personali e di squadra. Il tutto alla presenza della proprietà con Antonio, Luca Percassi e Stephen Pagliuca, presenti in prima fila e ringraziati dal tecnico toscano, introdotto da Cristiano Giuntoli: “È timido, andateci piano…”.
Le prime parole di Maurizio Sarri in nerazzurro
Una nuova filosofia – “Porto una filosofia completamente differente, vedremo cosa tenere e cosa no del passato. La mia è un’idea che sento dentro, non potrei fare altro. L’importante è vedere un’Atalanta con caratteristiche di mentalità importanti, perché ho sempre visto partite che presupponevano la presenza di tanto lavoro dietro. L’obiettivo è rendere il gruppo una squadra che sposi il nuovo modo di pensare, non sarà semplice. Io a Empoli dopo 9 partite ero ultimo, poi siamo arrivati in finale playoff, poi promossi e poi salvati in A. Lo stesso a Napoli”
La scelta di Bergamo – “Mi hanno cercato tante società in estate, alcune anche pronte a vincere subito, ma io ho scelto l’Atalanta. Il sogno è portare la squadra a vincere qualcosa. Le vittorie spesso son sopravvalutate, perché il viaggio a volte è più bello della meta. Se sono qui è per la determinazione con cui sono stato cercato e per quanta stima c’è, che dura da lontano, perché mi ha sempre colpito molto il clima dentro lo stadio, il fatto che sia una società basata sul lavoro”
Mercato – “Il direttore conosce benissimo il mio pensiero quindi non ho bisogno di dirgli le cose, sa benissimo i giocatori che mi piace allenare, coglieremo le opportunità. Io non metto in discussione le scelte di mercato dell’Atalanta, perché sono di altissimo livello da anni. Aspettiamo che rientrino i giocatori dal Mondiale e poi vedremo cosa manca”
Le richieste della società – “Lavorare, che è una delle poche cose che so fare nella vita. Spero di non far finire alla società la pazienza che ha per sopportarmi…”
Le strutture – “Centro sportivo di ottimo livello, struttura funzionale. C’è grande disponibilità da parte di tutti ed è il motivo per cui ho scelto subito di venire qui”

Adattare le posizioni – “Stiamo provando Zalewski e Samardzic come mezzali. Raspadori è un giocatore forte, l’ho inseguito per anni e ora lo posso allenare. Ma non dimentichiamoci Scamacca e Krstovic, che sono centravanti di valore, l’anno scorso insieme han giocato poco e han fatto più di 20 gol insieme, per ora lo stiamo usando da esterno”
Gaetano – “Una scelta condivisa, il direttore lo ha seguito molto. De Roon regista? Vedremo. Io spero che la stagione sia lunga, faticosa e piena di partite, quindi di aver bisogno di tutti”
Le alternative al 4-3-3 – “Il 4-2-3-1 è un pensiero che abbiamo”
Scamacca – “Lo considero un attaccante forte che ha fatto meno delle sue potenzialità e non credo di pensarlo solo io. La grande sfida è portarlo al top. Ha un programma molto personalizzato per evitare infortuni”.
Scalvini – “In questo momento sta provando centralmente in entrambe le posizioni”
Ederson – “Sono scelte societarie, sicuramente sarà un pilastro, l’unica mia paura erano i retropensieri che potesse avere. Sta chiedendo di poter rientrare prima dal permesso per le vacanze”
Kolasinac – “Sarà un giocatore importante come gli altri, Bernasconi, Ahanor… Vedremo poi dove specializzarlo, se da centrale o da esterno. In tutti gli anni all’Arsenal ha sempre giocato a quattro”
Under 23 e Primavera – “Vediamo numericamente come saremo messi, ma ho la sensazione che tra questi ragazzi del 2007, 2008 e 2009 ci siano 4 giocatori che giocheranno sicuramente in Serie A”
La qualità del campo di Bergamo – “Dei terreni di gioco si parla poco per superficialità, ma io non mi farei operare da un chirurgo con un bisturi scadente. Rimasi fortemente colpito, ma era un periodo in cui c’era solo quello di così bello. Fu una constatazione”
L’ultimo anno alla Lazio – “Esperienza formativa, avrei preferito viverla qualche anno fa, o anche non viverla, ma mi ha lasciato qualcosa di positivo”
L’infanzia a Bergamo – “Ho pochi ricordi, se non qualche flash. Ho vissuto qui un paio d’anni e sono nato a Napoli. Poi mi sono trovato ad allenare Atalanta e Napoli. Qui chiudo un cerchio”






