la forma più frequente
Rizoartrosi: quando il dolore al pollice non va sottovalutato
Una patologia molto frequente che molto spesso viene sottovalutata o confusa con un semplice dolore articolare
Aprire un barattolo, girare la chiave nella serratura, impugnare una bottiglia o semplicemente stringere un oggetto possono diventare gesti dolorosi quando alla base del pollice si sviluppa una forma di artrosi chiamata Rizoartrosi. Si tratta di una patologia molto frequente, soprattutto dopo i 50 anni e nelle donne in menopausa, ma spesso viene sottovalutata o confusa con un semplice dolore articolare. La Rizoartrosi colpisce prevalentemente il genere femminile — si stima che interessi fino al 25-30% delle donne in menopausa. Non risparmia però gli uomini, né i soggetti più giovani che svolgono lavori manuali intensivi. Ne parliamo con il Dr. Roberto Maggi, ortopedico specializzato nelle patologie della mano di Habilita.

Molte persone convivono per mesi con un dolore al pollice senza dargli importanza. Come si manifesta la Rizoartrosi?
“La rizoartrosi si manifesta inizialmente con dolore alla base del pollice, soprattutto quando si afferrano oggetti o si compiono movimenti di forza. Con il passare del tempo possono comparire una riduzione della forza della mano, difficoltà ad aprire barattoli, girare una chiave o stringere un oggetto, oltre a gonfiore locale e, nei casi più avanzati, una progressiva deformità del pollice”.
Quali sono le cause?
“La Rizoartrosi è dovuta all’usura progressiva della cartilagine che riveste le superfici articolari. Tra i fattori che possono favorirne lo sviluppo vi sono l’età, la predisposizione genetica, il fatto di svolgere attività lavorative o sportive che richiedano un utilizzo intenso degli arti superiori, la presenza di traumi o fratture pregresse e una maggiore lassità dei legamenti articolari”.
È una delle forme di artrosi della mano più frequenti, spesso sottovalutata perché confusa con un generico “dolore al pollice”.
Come viene diagnosticata questa patologia?
“La diagnosi si basa sulla valutazione clinica dei sintomi e sull’esame della mano. Le radiografie possono essere utili per confermare la presenza dell’artrosi e valutarne il grado di evoluzione. In molti casi la visita specialistica è già sufficiente a orientare la diagnosi”.
Quali sono i trattamenti disponibili?
“Il trattamento viene sempre personalizzato in base allo stadio della malattia e alle esigenze del paziente. Nelle fasi iniziali è possibile ricorrere a tutori, fisioterapia, esercizi specifici, farmaci o infiltrazioni per controllare il dolore e mantenere la funzionalità dell’articolazione. Quando invece queste soluzioni non sono più sufficienti, si può prendere in considerazione il trattamento chirurgico“.
Quando è il caso di rivolgersi a uno specialista?
“È consigliabile rivolgersi allo specialista quando il dolore persiste, limita le normali attività quotidiane o si nota una progressiva perdita di forza e funzionalità del pollice. Una diagnosi precoce consente infatti di impostare il trattamento più appropriato e di rallentare l’evoluzione della patologia. Nei casi in cui sia necessario ricorrere all’intervento chirurgico, è possibile ottenere una significativa riduzione del dolore e un recupero della funzionalità della mano”.
Non è sempre possibile prevenire la rizoartrosi, soprattutto quando esiste una predisposizione genetica o quando il naturale processo di invecchiamento dell’articolazione gioca un ruolo importante. Tuttavia, è possibile adottare alcuni accorgimenti per ridurre il rischio di sovraccaricare l’articolazione del pollice. Ad esempio, è consigliabile evitare, quando possibile, movimenti ripetitivi e sforzi eccessivi, utilizzare strumenti ergonomici nelle attività lavorative o domestiche e mantenere una buona funzionalità della mano attraverso esercizi specifici, quando indicati. Inoltre, intervenire precocemente ai primi sintomi, senza sottovalutare il dolore, permette spesso di rallentare l’evoluzione della patologia e di preservare più a lungo la funzionalità dell’articolazione.
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