La polemica
|Reintegro dei medici no vax, Marinoni: “È indegno, offende i bergamaschi morti per il Covid”
Il presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo esprime il proprio disappunto per l’approvazione dell’emendamento sul reinserimento dei camici bianchi radiati a causa di “fatti non dolosi connessi alla pandemia”, ad esempio per la diffusione di teorie antiscientifiche sui vaccini
“È un provvedimento indegno, offensivo per i medici che sono morti in provincia di Bergamo a causa del Covid-19 e più in generale per tutti i bergamaschi che hanno perso la vita durante la pandemia. Si tratta di una decisione che non svilisce solamente gli Ordini e la professione, ma anche il senso dello Stato”. Così il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, esprime il proprio disappunto sul reintegro dei colleghi no vax che sta facendo parecchio discutere in queste ore.
Nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 luglio la Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati ha approvato un emendamento di Fratelli d’Italia al Ddl delega sulla riforma delle professioni sanitarie che apre alla reiscrizione all’Albo per i medici radiati a causa di “fatti non dolosi connessi alla pandemia”, ad esempio per la diffusione di teorie antiscientifiche sui vaccini.
Il testo, a prima firma Alice Buonguerrieri, ha immediatamente scatenato la reazione delle opposizioni e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, il cui presidente, dottor Filippo Anelli, ha affermato: “Siamo sconcertati, amareggiati e delusi”, definendo questa misura come “una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali” e “un affronto alle vittime e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”.
Anelli, inoltre, ha richiamato la natura eccezionale della sanzione: la radiazione è “l’extrema ratio, la sanzione che certifica che il sanitario si è voluto chiamare fuori dalla comunità professionale, decidendo di non seguire quei precetti che la comunità stessa, liberamente, sceglie di autoimporsi, e che costituiscono il Codice deontologico. Escludere un collega resta una ferita per tutta la comunità, ma è necessario per difendere i pazienti e l’onore stesso della Professione”.
Dello stesso avviso il dottor Marinoni, che esprime il proprio disappunto sottolineando che “è un provvedimento indegno, offensivo per i medici che sono morti in provincia di Bergamo a causa del Covid-19 e più in generale per tutti i bergamaschi che hanno perso la vita durante la pandemia. Si tratta di una decisione che non svilisce solamente gli Ordini e la professione, ma anche il senso dello Stato, perché le regole ci sono e vanno rispettate senza fare eccezioni o deroghe”.
“Fra l’altro – prosegue il presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo – l’emendamento è scritto male, perché non definisce le basi sulle quali debba avvenire il reintegro. Viene enunciato che i medici radiati possono presentare la domanda senza specificare con quali criteri vadano osservati. Oltre a tutto ciò, penso che questo provvedimento la dica lunga sulla situazione del nostro Paese: al di là di qualsiasi schieramento politico e delle dinamiche fra maggioranza e minoranza, indica che si va a racimolare consenso nei contesti marginali perché l’1% in più può fare la differenza. È un modo di agire che farebbe inorridire gli statisti che anche l’Italia ha avuto in passato. Il lato positivo è che a Bergamo non ci sono colleghi radiati per aver tenuto questo tipo di comportamenti”.
Per chiarezza, infine, il dottor Marinoni aggiunge: “Non stiamo parlando dei medici che durante la pandemia erano stati temporaneamente sospesi perché avevano deciso di non vaccinarsi, ma di colleghi che hanno ricevuto provvedimenti disciplinari come la radiazione nei casi più gravi per aver diffuso teorie antiscientifiche durante la pandemia. Gli Ordini avevano avviato ed eseguito procedure disciplinari nei loro confronti perché avevano messo in atto condotte contrarie al codice deontologico e reintegrarli è gravissimo”.


