La ricostruzione
|Quattordici colpi in dieci giorni, fermata la banda delle rapine: il blitz, gli spari e quei 100 mila euro in fiamme
Indagine lampo dei carabinieri: quattro in cella. Il gruppo ritenuto responsabile anche dell’assalto all’agriturismo di Alzano. Nel covo recuperati gioielli e arnesi da scasso
Quattordici colpi in dieci giorni. Una scia di furti e rapine che da Bergamo si allungava fino a Brescia, Cremona, Udine. Ora quella corsa si è fermata. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo ritengono di aver smantellato il gruppo responsabile anche dell’assalto all’agriturismo Ca’ Fenile di Alzano Lombardo: un padre di famiglia picchiato, moglie e figlie minacciate e costrette ad assistere.
Secondo gli investigatori, tra il 4 e il 14 luglio la banda avrebbe messo a segno quattro rapine in abitazione e una decina di furti. Sei gli episodi in Bergamasca: tre furti e tre rapine, compresa quella di Alzano. Un’attività criminale intensa, concentrata in pochissimi giorni e caratterizzata da continui spostamenti. Proprio seguendo quei movimenti, gli investigatori sono arrivati al covo del gruppo: un appartamento di Orzinuovi, nel Bresciano.
Il blitz da film
L’operazione è scattata all’alba di mercoledì 15 luglio. I militari del Nucleo Investigativo, affiancati dai colleghi dei Comandi provinciali di Bergamo e Brescia, hanno circondato l’abitazione ritenuta la base logistica della banda.
Le indagini, coordinate dal pm Antonio Mele, avevano ricostruito gli spostamenti di un’Alfa Romeo Stelvio con targhe clonate rubata in Francia. Sono arrivati fino al garage dell’immobile in via Merisi, dove il suv era stato nascosto.
Quando i carabinieri sono entrati in azione, uno dei componenti del gruppo ha tentato il tutto per tutto. Al volante del mezzo ha sfondato la basculante del garage e ha speronato più volte l’auto di servizio piazzata davanti all’uscita, cercando di aprirsi una via di fuga.
I militari sono intervenuti per bloccare il veicolo ed evitare che potesse travolgere uomini dell’Arma o altre persone. Sono stati esplosi nove colpi di avvertimento contro gli pneumatici del suv, riuscendo infine a fermarne la corsa. Le immagini della sparatoria, riprese da alcuni residenti, hanno rapidamente fatto il giro dei social.
Durante l’intervento un militare del Nucleo Investigativo di Bergamo è rimasto ferito al ginocchio sinistro da una scheggia. Per lui una prognosi di 17 giorni.
La refurtiva
Superati i momenti di maggiore tensione, i militari hanno fatto irruzione nell’appartamento collegato al garage. Cinque uomini di origini albanesi sono stati bloccati. Un sesto è invece riuscito a fuggire, lanciandosi dal balcone e dileguandosi dopo essere passato sui tettucci delle auto parcheggiate e aver scavalcato le recinzioni degli edifici vicini.
La perquisizione ha restituito il quadro dell’attività del gruppo. Nell’appartamento sono stati trovati 120 mila euro in contanti. Oltre 100 mila erano stati dati alle fiamme nel tentativo di cancellare ogni traccia.
Poi gioielli in oro, tra cui collane e braccialetti, numerosi orologi — molti dei quali risultati falsi —, accessori di lusso, borse, valigie e portafogli. Parte della refurtiva è stata subito ricondotta alla rapina di Alzano.
Nel covo erano custoditi anche ricetrasmittenti, sofisticati attrezzi da scasso, compresi strumenti per l’apertura delle casseforti, e abbigliamento tipico delle batterie specializzate nei furti in abitazione.
Quattro in cella
Al termine delle attività investigative, il pubblico ministero ha emesso quattro decreti di fermo nei confronti di cinque persone.
Tra i destinatari dei provvedimenti figurano M.V., classe 1999, senza fissa dimora; J.A., classe 1977, e B.E., classe 1990, entrambi residenti in provincia di Caserta; e M.K., classe 1998, residente a Brescia. S.B., classe 2005, indagato a piede libero, è stato scagionato dopo aver fornito un alibi, anche se gli investigatori ritengono possa essere coinvolto in altri episodi criminosi.
Gli uomini individuati nell’indagine sono tutti di origine albanese. Tre risultano irregolari sul territorio nazionale, la maggior parte ha precedenti specifici. L’indagine mira ad accertare l’intera attività di un commando che viaggiava al ritmo di oltre due colpi al giorno.
Il grazie del sindaco
“Si tratta di un risultato di grande rilievo, frutto di un’indagine rapida ed efficace. Anche il sistema comunale di videosorveglianza ha fornito un contributo determinante alle attività investigative, consentendo di acquisire fin da subito elementi utili agli accertamenti, con l’individuazione dell’auto e della targa rubata”.
Camillo Bertocchi, sindaco di Alzano Lombardo, esprime “un sincero ringraziamento ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica per la professionalità, la tempestività e il grande lavoro svolto. Ora ci aspettiamo che anche il percorso giudiziario sia all’altezza di questo risultato investigativo. Perché la paura nasce non solo dai delitti, ma anche dalla percezione dell’impunità. Rinnovo la mia piena vicinanza alla famiglia Rizzi, vittima di un fatto gravissimo che ha profondamente colpito tutta la nostra comunità”.





