Banda della Stelvio, famiglia rapinata durante un barbecue con gli amici: “Dopo gli arresti siamo riusciti a dormire per la prima volta”
Pochi giorni prima del colpo all’agriturismo di Alzano. La figlia di 9 anni dà l’allarme, il padre viene colpito con un pugno al volto. I ladri fuggono con gioielli e borse di lusso dopo aver svaligiato anche l’abitazione dei vicini
Ranica. “Mamma, mamma, ci sono due persone in giardino”. Parole che spezzano una tranquilla sera d’estate e trasformano una festa tra amici in un incubo. A pronunciarle è una bimba di appena 9 anni, mentre gioca con la sorellina e un’amica nel giardino di casa. Sono circa le 23 di sabato 4 luglio. Sotto la pergola i genitori stanno facendo un barbecue con gli amici. Un’occasione per mostrare loro la nuova abitazione. Nessuno immagina che, al piano superiore, due ladri si siano introdotti in casa.
I malviventi non si fanno alcuno scrupolo. “Le auto parcheggiate all’esterno, la musica, le luci accese, le voci provenienti dal giardino. Eravamo in una decina. Niente è servito a scoraggiarli – racconta Greta, la padrona di casa -. Sono persone aggressive, spregiudicate. Qualche minuto prima avevano ripulito la casa anche dei nostri vicini”, quella sera fuori a cena.
Il marito di Greta decide di controllare. Fa pochi passi e capisce subito che qualcosa non torna. Dal piano superiore arrivano rumori sospetti e alcune luci sono improvvisamente accese. È il segnale che qualcuno è dentro.
In pochi istanti la situazione precipita. Scoperti, i ladri cercano una via di fuga e si lanciano dal terrazzo con un salto di alcuni metri. È in quel momento che si trovano faccia a faccia con il proprietario di casa.
“Avevano il volto travisato, mio marito se li è ritrovati davanti – racconta Greta -. Gli hanno sferrato un pugno al volto, probabilmente con un oggetto contundente. Alcuni dei nostri amici lo hanno accompagnato al pronto soccorso. Ha perso un dente e ha riportato una lussazione della mandibola”.
I rapinatori riescono comunque a fuggire con gioielli e borse di lusso. “Non li ho nemmeno visti scappare – continua la donna -. È stato tutto velocissimo. Ho sentito soltanto lo stridio delle gomme e l’auto che si allontanava”.
A riprendere quella fuga sono le telecamere di videosorveglianza. Le immagini immortalano un’Alfa Romeo Stelvio nera. L’ipotesi è che sia la stessa finita al centro dell’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, perché comparsa sulla scena di una lunga serie di furti e rapine commessi tra il 4 e il 14 luglio tra Bergamo, Brescia, Cremona e Udine. Compresa la violenta rapina all’agriturismo Ca’ Fenile di Alzano. Proprio seguendo le tracce di quell’auto, all’alba di mercoledì gli investigatori hanno fatto irruzione nel covo della banda, a Orzinuovi.
Quella notte ha lasciato ferite che non si vedono. “Le bambine faticano a rimanere da sole negli ambienti domestici”, spiega Greta. Eppure, dopo settimane di paura, è arrivato un piccolo segnale di serenità. “Quando ho letto sui giornali dell’arresto della banda e ho riconosciuto quella Stelvio nera, ho capito che erano loro. Sarà un caso, ma quella è stata la prima notte in cui sono riuscita a dormire serenamente”. Tecnicamente si parla di quattro fermati portati in carcere, in attesa della convalida del gip. “Ringrazio tantissimo i carabinieri – conclude Greta -. Ora spero che anche la Giustizia faccia il suo corso”.





