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Rifiuti, il nuovo centro comunale apre a fine settembre: “Obiettivo 84% di raccolta differenziata”
Il piazzale del nuovo centro di raccolta

Conclusi nella nuova via Langer i lavori del primo polo di proprietà del Comune con centro del riuso: gestione ad Aprica fino a dicembre, in attesa dell’aggiudicazione della gara. L’impianto sarà iscritto alla Cer Sinergia grazie ai 280 pannelli installati sulla copertura

Bergamo. Nel 2025 la città ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata del 78,5%. “Mi piacerebbe arrivare all’84%, ma è un obiettivo sfidante: diventeremmo un capoluogo modello”, afferma l’assessora alla Transizione Ecologica Oriana Ruzzini. Per avvicinarsi a questo traguardo, la città potrà contare sulla prima struttura di proprietà comunale dedicata al conferimento dei rifiuti.

Si sono infatti conclusi i lavori, affidati a Carba Srl, del nuovo centro di raccolta e del centro del riuso in via Alexander Langer, nei pressi della Cremasca al confine con Azzano San Paolo e Orio al Serio. L’apertura al pubblico è prevista per la fine di settembre. Nei primi mesi di attività, fino alla scadenza del contratto a dicembre 2026, la gestione operativa sarà affidata ad Aprica. Dal gennaio 2027 subentrerà invece il nuovo gestore individuato tramite gara, che avrà il compito di attrezzare e gestire a regime le due aree: l’aggiudicazione del bando è già avvenuta, ma il Comune attende il completamento dell’iter amministrativo prima di rendere noto il nome dell’azienda.

Per la sindaca Elena Carnevali, il nuovo polo “non è una semplice piattaforma ecologica”: amplia l’offerta pubblica introducendo la prima struttura comunale e il centro del riuso, con l’obiettivo di “aumentare il recupero dei rifiuti e inserirli nel processo di economia circolare, con benefici non solo ambientali, ma anche economici”.

Mercoledì mattina, 15 luglio, i cancelli della struttura si sono aperti per ospitare un sopralluogo dedicato alla stampa. L’abbinata centro di raccolta e centro del riuso chiude la stagione dei progetti finanziati dal Pnrr aggiudicati dal Comune per quanto riguarda la differenziata, dopo i cestini autocompattanti, le ecoisole interrate e i nuovi contenitori RAEE già distribuiti in città. L’investimento complessivo per la struttura doppia è di 3,5 milioni di euro: 2 milioni dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, 1,5 milioni da Cassa Depositi e Prestiti.

Il polo occupa un’area di circa 4.900 metri quadrati, acquisita gratuitamente dal Comune nel 2024 nell’ambito dell’intervento di rigenerazione urbana relativa all’ex centro servizi dell’Agenzia delle Entrate. “È stato uno degli accordi urbanistici più complessi degli ultimi decenni, con due soggetti privati e tre amministrazioni comunali coinvolte – ricorda l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini -. L’operazione ha permesso di demolire quello che era a tutti gli effetti un ecomostro, frutto di una stagione di investimenti pubblici sbagliati”.

La piattaforma ecologica di proprietà di A2A in via Goltara, a Grumello del Piano, oggi principale punto di riferimento per i cittadini, resterà attiva: con alta probabilità verrà però ridimensionata negli orari per alleggerire la congestione dovuta agli attuali 85 mila accessi annui.

Il nuovo centro di raccolta si estende su una superficie di circa 2.800 metri quadrati. Su un lato del piazzale saranno collocati i compattatori per plastica, cartone, legno e rifiuti ingombranti, oltre alle postazioni dedicate a polistirolo, lampade, tessili e oli esausti (da cucina o motore). “I liquido in eccesso saranno raccolti tramite una griglia collegata a un pozzetto, controllato periodicamente dal futuro gestore”, spiega il direttore dei lavori Antonio Comincini. Sull’altro lato saranno invece posizionati i cassoni aperti, accessibili tramite una rampa carrabile che consentirà agli utenti di conferire i rifiuti dall’alto.

centro di raccolta centro del riusoGli spazi per il conferimento dall'alto e, a sinistra, la rampa dove procederanno le auto

Non solo cittadini privati, ma anche piccole attività economiche e produttive della città potranno utilizzare la struttura, “compatibilmente con i conferimenti assimilabili a quelli domestici”, precisa il Comune. Un limite specifico sul peso, che sarà verificato grazie a due bilance a piattaforma tramite la tara, sarà definito nel futuro accordo di gestione.

L’accesso sarà regolato da un sistema informatizzato. Nei prossimi mesi i cittadini riceveranno a casa una “ecocard personale”, che permetterà di entrare nel centro e di utilizzare anche le ecoisole interrate, anch’esse operative dalla fine di settembre.

Giorni e orari di apertura saranno definiti insieme al gestore. È prevista una stazione di conferimento esterna, utilizzabile anche di notte e la domenica. Le frazioni conferibili non sono ancora state definite, ma potrebbero essere le quattro principali: plastica, carta e cartone, vetro e organico.

Accanto al centro di raccolta è sorto il centro del riuso, uno spazio di oltre 560 metri quadrati dedicato alla raccolta e alla ridistribuzione di beni ancora utilizzabili. Il funzionamento sarà simile a quello di un negozio dell’usato: potranno essere conferiti mobili, biciclette, passeggini, giocattoli, piccoli elettrodomestici, libri, stoviglie e molti altri oggetti.

I beni saranno sottoposti a una prima selezione, con eventuali piccole rifiniture, pulizia ed etichettatura, per poi essere esposti in uno showroom interno dedicato agli oggetti di dimensioni ridotte e in un’area esterna per quelli più ingombranti. Sono previsti anche uno spazio didattico per laboratori con le scuole e una piattaforma digitale per consultare online gli oggetti disponibili.

centro di raccolta centro del riusoIl centro del riuso come appare oggi

Entrambi gli edifici sono dotati di impianti fotovoltaici: 280 pannelli installati sulle coperture, suddivisi in due impianti da 100 kW ciascuno, garantiranno l’autosufficienza energetica della struttura e una quota di energia in eccedenza. L’impianto sarà iscritto alla Cer Sinergia, a beneficio delle famiglie residenti tra Bergamo e Azzano San Paolo appartenenti alla stessa cabina primaria.

Oltre all’impianto fotovoltaico, sulla copertura del centro del riuso sono stati ricavati 129 metri quadrati di “tetto verde” con piante di sedum, una specie particolarmente adatte per giardini rocciosi e aiuole grazie alla sua capacità di prosperare in condizioni di scarsa fertilità. Il risultato è un vero e proprio piccolo habitat favorevoli alla microfauna e agli insetti impollinatori.

Un altro punto su cui l’amministrazione insiste è l’impatto ambientale nullo su suolo e falde acquifere, garantito dalla copertura delle tettoie. Le acque piovane che cadono sui tetti vengono convogliate in una rete di pozzetti perdenti che ne permette il rilascio graduale nel sottosuolo; quelle delle zone pavimentate transitano invece in due vasche di raccolta – la prima per i primi 5 millimetri di acqua, più inquinata, la seconda per l’acqua di seconda pioggia, che dopo un ulteriore trattamento viene anch’essa dispersa nei pozzi perdenti.