Autostrada Bergamo-Treviglio, il “no” dei Dem al progetto aggiornato: “È un’opera già vecchia e uno spreco di soldi pubblici”
Enti e opposizioni alzano le barricate contro l’interconnessione: tra rischi ambientali ignorati, minacce all’agricoltura e lo svincolo dell’autostrada A4 da demolire
Treviglio. La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per l’Interconnessione Autostradale Bergamo-Treviglio giunge a una fase di scontro frontale. Allo scadere dei termini per la presentazione delle contro-osservazioni, il territorio denuncia il fallimento delle integrazioni depositate da Autostrade Bergamasche e da Concessioni Autostradali Lombarde, bollate dai rappresentanti locali come risposte generiche che ignorano le criticità strutturali.
In prima linea nel denunciare le lacune del progetto aggiornato, la consigliera comunale e capogruppo del Partito Democratico, Matilde Tura, ha evidenziato come le modifiche finora apportate siano insufficienti: “Alcune mie osservazioni sono state recepite, attraverso modifiche significative al progetto. In particolare: eliminata la trincea a cielo aperto precedentemente prevista nel cuore della Valle del Lupo, realizzando invece il collegamento gallerie a livello delle rogge Vailata e Vignola. Questo – dice – consente una notevole riduzione dell’impatto ambientale e paesaggistico”.
Tuttavia, la consigliera avverte che “non è comunque complessivamente sufficiente: miglioramento parziale limitatamente a una porzione del territorio di Treviglio interessato”.
Le critiche si estendono, poi, alla violazione degli strumenti urbanistici locali, denunciando come il progetto sventri il terrazzo morfologico della Valle del Lupo, elemento protetto dal Piano di Governo del Territorio. Resterebbero irrisolti, a detta dei dem, il rischio di contaminazione da Cromo esavalente, il silenzio sul ripristino del sedime della storica Roggia Vignola del 1300 e l’impatto pesante dello svincolo Nord, percepito come una barriera insostenibile.

Parallelamente, il gruppo Boltiere Futura contesta, invece, l’inadeguatezza delle risposte ricevute: “Abbiamo verificato se ci fossero delle risposte coerenti con quanto richiesto, purtroppo abbiamo constatato che a richiesta puntuale sono state date risposte onnicomprensive e generiche che non attenuano le criticità osservate”.
Il gruppo sottolinea inoltre come il cantiere continui a insistere sul centro cittadino, “davanti all’ingresso del cimitero e nei pressi del quartiere residenziale di Rio Isolo”, ignorando, quindi, la circonvallazione Ovest già disponibile.
Il fronte del dissenso trova il suo culmine nelle analisi del Partito Democratico, che descrive l’opera come una soluzione del secolo scorso. Il gruppo consiliare denuncia lo spreco di risorse per la prevista demolizione del nuovo svincolo dell’autostrada A4, ultimato nel 2024, e avverte sul rischio idraulico: i terrapieni fungeranno da diga, minacciando campi e case presso il torrente Morletta.
La preoccupazione è accentuata dal temuto effetto imbuto sulla ex strada statale 525, dove la sovrapposizione con la nuova linea di trasporto pubblico a bus elettrici rapidi rischia di paralizzare la mobilità. “Insistere su un modello di espansione dell’asfalto significa ignorare le sfide della transizione ecologica”, affermano i Dem, proponendo di destinare i 146 milioni di euro stanziati dalla Regione Lombardia per “sbloccare il nodo viario di Verdello e raddoppiare la strada provinciale 42, anziché finanziare una nuova autostrada”.
A completare il clima di sfiducia si aggiungono i dubbi sulla regolarità procedurale: il comitato di Boltiere sottolinea infatti che, dopo la riduzione dei tempi per le contro-osservazioni, “ci rimane il dubbio della legittimità dei trenta giorni per la presentazione, in quanto lo stesso portale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in prima battuta aveva scritto 15 agosto mentre è stato poi ridotto di trenta giorni, pertanto al 15 luglio”. Un sospetto diffuso, quello di voler accelerare la pratica ignorando le istanze di chi vive e lavora sul territorio.


