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Un cuscino berlinese in piazzale Risorgimento per rallentare le auto: “Servono interventi concreti”
L'incontro pubblico di martedì sera alla Social Domus

Dopo il no del Ministero all’ipotesi in via Bonomini, il Comune valuta di posizionare il dissuasore di velocità sul lato di via Broseta. E nel frattempo studia un nuovo attraversamento pedonale nel punto dove due mesi fa è stato investito il piccolo Giulio

Bergamo. Il nuovo cuscino berlinese in via Bonomini, almeno per ora, non ci sarà. Il Comune aveva individuato la strada che scende da Borgo Canale verso piazzale Risorgimento come uno dei punti in cui testare il nuovo dissuasore di velocità, ma il Ministero delle Infrastrutture, che ne ha autorizzato l’utilizzo in città in via sperimentale, ha bocciato la proposta ritenendo che in quel tratto non sussistano le condizioni previste. Palazzo Frizzoni sta quindi valutando un’alternativa: installare il cuscino dall’altro lato del piazzale, dopo la svolta da via Broseta.

Lo ha annunciato l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda durante l’incontro pubblico organizzato martedì sera alla Social Domus con i residenti di Loreto per fare il punto sulla sicurezza stradale del quartiere. Tra i temi più sentiti, la velocità delle auto che scendono da Borgo Canale verso via Broseta. “Vengono giù come saette”, racconta una residente.

Sempre in piazzale Risorgimento, nel punto dove due mesi fa è stato investito il piccolo Giulio, il Comune sta studiando la realizzazione di un nuovo attraversamento pedonale. “Abbiamo elaborato una possibile soluzione – spiega Berlanda -, ma per renderla davvero sicura sarebbe necessario eliminare tre posti auto per lato, così da ampliare il cono visivo. L’amministrazione non ha ancora assunto una posizione ufficiale: chiediamo ai residenti di riflettere su questa possibilità”.

Il dibattito si accende con l’intervento di Riccardo Ceriani, titolare del supermercato Unes sul piazzale. “La metà dei miei clienti, decine se non centinaia di persone ogni giorno, attraversa proprio in quel punto – riferisce -. Ogni mese assistiamo a situazioni di pericolo. Serve un intervento deciso che costringa le auto a rallentare: la soluzione è un attraversamento pedonale protetto da dossi”.

Tra le proposte avanzate dai residenti per via Bonomini, c’è anche quella di un semaforo intelligente che diventi rosso quando un veicolo supera il limite di velocità. “È un dispositivo che il Ministero non ha ancora omologato – replica l’assessore -. Non è previsto dal Codice della strada e le amministrazioni che lo hanno installato si sono assunte dei rischi. Anche un semaforo temporizzato, pur potendo essere efficace, sarebbe un utilizzo improprio, perché la funzione principale dell’impianto è regolare il traffico”.

Nel frattempo sono in fase di installazione due speed check: uno all’incrocio tra via Bonomini e via Colombaia, l’altro lungo la discesa di via Broseta prima della sede della Croce Rossa. “Sono un ulteriore elemento di dissuasione – sottolinea Berlanda -. La zona 30 non può limitarsi a un numero dipinto sull’asfalto: deve tradursi in interventi concreti che inducano gli automobilisti a moderare la velocità”.

L’amministrazione è al lavoro anche sulla Ztl scolastica di via Sylva, dove nel raggio di poche decine di metri si trovano la primaria Rodari e la scuola dell’infanzia Aquilone. Una Ztl che, denunciano i residenti, viene troppo spesso ignorata dagli automobilisti. “Stiamo valutando una nuova cartellonistica per renderne più chiaro il funzionamento e un rafforzamento dei controlli”, spiega Berlanda.

Il Comitato genitori dell’istituto comprensivo Santa Lucia continua però a chiedere una barriera mobile, su modello di quella installata in via Fornoni. Un’ipotesi che l’assessore esclude. “In via Fornoni i residenti sono pochi e tutti hanno ricevuto un telecomando per accedere alle proprie abitazioni durante gli orari di chiusura. In via Sylva i residenti sono venti o trenta volte di più: le deroghe sarebbero così numerose da rendere inefficace la barriera”.

Lara Cucchi, componente del Comitato e madre di due bambini, racconta che all’ingresso degli alunni a scuola le capita di doversi fermare con la bici elettrica per bloccare il passaggio delle auto che violano la Ztl. “Abbiamo chiesto alla scuola di poter posizionare una transenna per garantire più sicurezza – spiega -. La Ztl di via Cadorna, dove si trova la primaria Diaz, si presterebbe invece meglio a una barriera mobile, perché le abitazioni sono molte meno”. “È al centro della nostra attenzione da tempo”, conferma Berlanda.

Nel frattempo sono partiti i lavori per mettere in sicurezza i 44 attraversamenti pedonali inseriti nel progetto esecutivo approvato a febbraio dalla giunta con un investimento da oltre 700 mila euro, finanziato per più di mezzo milione da fondi ministeriali e per circa 190 mila euro dalle casse comunali.

“A Loreto gli interventi interesseranno una ventina di attraversamenti – ricorda l’assessore ai Lavori pubblici Ferruccio Rota -. Non realizzeremo dossi ovunque, ma sono già iniziati i lavori agli attraversamenti di via Broseta all’incrocio con via Dunant e con via Gaffur. Nei prossimi giorni partirà anche l’intervento in via Diaz, dove sarà realizzata una piattaforma rialzata”. Tutti gli interventi dovranno essere completati entro luglio 2027.

Sul fronte dei controlli è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza Giacomo Angeloni, che ha ricordato come “quella coercitiva, fatta di controlli e sanzioni, sia una delle quattro gambe della sicurezza stradale”. Un settore nel quale, ammette, “si può fare di più, soprattutto per quanto riguarda la presenza degli agenti nei quartieri”.

In attesa che si completi la riorganizzazione del comando di via Coghetti, con il potenziamento dei quattro distaccamenti territoriali di Malpensata, Loreto, Città Alta e Lazzaretto, negli ultimi mesi l’unità mobile di quartiere della polizia locale ha effettuato 28 servizi tra San Paolo, Loreto, Longuelo e Santa Lucia. “Non sono numeri risolutivi – osserva Angeloni -, ma rappresentano una presenza che restituisce attenzione ai quartieri”.

Particolare attenzione è stata dedicata ai controlli sui monopattini, soprattutto lungo il passaggio del Filatoio e nei pressi della pista ciclopedonale verso Longuelo. “Dall’entrata in vigore delle nuove norme abbiamo elevato 62 sanzioni soltanto a Loreto”, riferisce Angeloni, richiamando le violazioni relative all’obbligo di casco, assicurazione e targa.