Romano, aggredito e travolto dall’auto: condannati due giovani di Bariano
Pene di oltre tre anni per il 21enne alla guida e il 19enne che era con lui. La vittima aveva riportato ferite giudicate guaribili in 20 giorni
Romano. Sono stati condannati per il tentato omicidio del giovane che, dopo essere stato picchiato, era stato anche sfiorato da un’auto durante l’aggressione avvenuta a Romano di Lombardia l’8 agosto dello scorso anno. Il giudice ha inflitto tre anni e dieci mesi a M.B., 21 anni, e tre anni e quattro mesi a O.S., 19 anni, entrambi residenti a Bariano. Per i due è arrivata anche la condanna al pagamento di una provvisionale da 6mila euro nei confronti della vittima.
La sentenza è arrivata con rito abbreviato. La Procura aveva chiesto una condanna a cinque anni, mentre la difesa aveva sostenuto che non ci fosse stata una reale volontà di uccidere e che la velocità dell’auto non fosse tale da provocare conseguenze mortali.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quella sera la situazione era degenerata dopo un incontro casuale tra i tre ragazzi. Tra loro, in passato, ci sarebbero stati vecchi contrasti legati a questioni personali. Dopo una discussione, la tensione sarebbe sfociata in una violenta aggressione.
Le immagini delle telecamere presenti nella zona hanno consentito ai carabinieri di Treviglio di ricostruire quanto accaduto. Nella sequenza si vedono i due giovani colpire la vittima utilizzando anche un oggetto simile a un tirapugni, un ombrello e un cartello stradale.
Dopo l’aggressione, il 21enne sarebbe salito alla guida dell’auto con il compagno a bordo e avrebbe indirizzato il veicolo verso il giovane, che nel tentativo di evitare l’impatto avrebbe fatto un salto finendo contro il parabrezza. Il ragazzo era poi stato soccorso e aveva riportato ferite giudicate guaribili in 20 giorni.
Dopo l’intervento dei carabinieri erano scattate le misure cautelari: inizialmente un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, poi aggravato con l’obbligo di dimora dopo il ricorso della Procura al Tribunale del Riesame. Ora, a quasi un anno dai fatti, è arrivata la condanna di primo grado.


