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San Tomaso, il quartiere che chiede di non essere dimenticato: “Il futuro non può essere solo traffico”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Davide Zenoni (Amici San Tomaso): “Il timore è che non ci troviamo davanti a una fase di transizione, ma all’inizio di un lento declino”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Davide Zenoni, residente a San Tomaso, sulla sensazione di declino del quartiere.

Scrivo questa lettera a nome mio e, idealmente, delle tante persone che ogni giorno vivono, lavorano e investono il proprio tempo e il proprio futuro nel quartiere di San Tomaso-Caniana. Sento il dovere di dare voce a un sentimento sempre più diffuso tra i residenti: la sensazione di essere stati dimenticati. Da anni assistiamo a un progressivo peggioramento della qualità della vita, accompagnato da una percezione di scarsa attenzione verso il nostro quartiere.

Mentre il centro cittadino e altre zone di Bergamo hanno beneficiato di importanti interventi di riqualificazione urbana, San Tomaso-Caniana sembra essere rimasto privo di una visione strategica. L’arredo urbano è insufficiente, gli spazi pubblici necessitano di maggiore cura e gli investimenti appaiono limitati rispetto alle profonde trasformazioni che stanno interessando quest’area.

Opere e progetti di grande rilevanza, come l’e-Brt, lo sviluppo dell’Università, il raddoppio ferroviario e le modifiche alla viabilità, stanno cambiando il volto del quartiere. Tuttavia, non sembra essere stata valutata con sufficiente attenzione una delle principali conseguenze di queste trasformazioni: l’aumento costante del traffico automobilistico.

Le nostre strade sono ormai quotidianamente congestionate. I residenti convivono con code, rumore, inquinamento atmosferico e crescenti difficoltà negli spostamenti, oltre alla cronica carenza di parcheggi. A tutto questo si aggiunge il problema della sicurezza stradale, particolarmente evidente in alcuni punti critici, come l’incrocio tra via dei Caniana e via Moroni, dove l’attraversamento pedonale risulta spesso difficoltoso e potenzialmente pericoloso.

Per questo motivo ritengo che sia necessario iniziare a ragionare anche su interventi infrastrutturali di maggiore respiro. Una possibile soluzione potrebbe essere la realizzazione di una piazza sopraelevata nell’area dell’incrocio, consentendo al traffico di scorrere al di sotto e restituendo ai cittadini uno spazio pubblico sicuro e continuo di collegamento tra via dei Caniana, via Moroni e via Finazzi. Può sembrare un progetto ambizioso, ma è proprio con una visione lungimirante che si costruiscono i quartieri del futuro.

È difficile comprendere come possano essere autorizzati nuovi insediamenti e continue modifiche della viabilità senza prevedere, parallelamente, adeguate opere di compensazione: aree verdi, percorsi ciclopedonali realmente sicuri, mitigazione del traffico e interventi di mobilità sostenibile.

Le conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti: la progressiva chiusura dei negozi di vicinato, sostituiti da locali sfitti o attività temporanee; la scarsa manutenzione delle aree verdi e degli spazi comuni; una percezione crescente di insicurezza; la mancanza di nuovi luoghi di aggregazione sociale e culturale; una viabilità sempre più critica e incroci che richiedono interventi urgenti.

Il timore è che non ci troviamo davanti a una semplice fase di transizione, ma all’inizio di un lento declino. Senza una programmazione seria e interventi strutturali, San Tomaso-Caniana rischia di diventare un quartiere di solo passaggio, un dormitorio privo di identità, schiacciato dal traffico e progressivamente impoverito dal punto di vista sociale ed economico.

Un quartiere che perde qualità della vita non rappresenta una sconfitta soltanto per i suoi abitanti, ma per l’intera città. Bergamo cresce davvero solo se crescono tutti i suoi quartieri.

Per questo chiediamo all’amministrazione comunale un cambio di passo. Non bastano interventi episodici o promesse: serve un vero piano di riqualificazione che metta al centro la sicurezza, il commercio di prossimità, la qualità dello spazio pubblico, il verde urbano e una mobilità finalmente compatibile con la vita dei residenti.

Confidiamo che questa riflessione possa aprire un confronto serio e costruttivo sul futuro del nostro quartiere. San Tomaso-Caniana merita attenzione, progettualità e investimenti. Merita, soprattutto, un futuro.


Davide Zenoni
Amici di San Tomaso