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Orio, nel piano di sviluppo anche un vertiporto per i droni e trasporto automatizzato verso parcheggi e Oriocenter
Il sistema di trasporto automatizzato già in funzione a Heathrow (foto https://www.ultraglobalprt.com)

Inizia ufficialmente lunedì 13 luglio il dibattito pubblico sul Piano di Sviluppo Aeroportuale 2029-2043 dello scalo bergamasco, con il primo evento nel quale saranno presentati agli stakeholders l’orizzonte di sviluppo dell’aeroporto, il progetto tecnico e le modalità di partecipazione: ecco alcune delle novità infrastrutturali più significative previste

Quarantanove interventi, per un investimento complessivo di 502 milioni di euro, che rivoluzioneranno l’aspetto dell’aeroporto di Orio al Serio nel giro di 17 anni: sono quelli che Sacbo, la società di gestione dello scalo bergamasco, ha inserito all’interno del Piano di Sviluppo 2029-2043, oggetto lunedì 13 luglio del primo incontro ufficiale con gli stakeholder nell’ambito della procedura di dibattito pubblico lanciata per la discussione del masterplan.

Un documento nel quale sono contenute le previsioni e la pianificazione dell’evoluzione che avrà l’aeroporto, partendo dall’analisi dello stato di fatto, del traffico registrato e dal contesto nel quale è inserito, immaginando sulla base di questi elementi e delle nuove frontiere in campo aeronautico come si potranno sviluppare infrastrutture, mobilità e impatti sul territorio.

Nel consistente pacchetto di opere immaginate nell’arco temporale coperto dal Psa, ben 158,1 milioni vengono destinati a interventi sulle infrastrutture di volo, spaziando dalla manutenzione straordinaria della pista a realizzazioni ben più avveniristiche, come un vertiporto dedicato alle operazioni di decollo e atterraggio di droni per il traffico merci o un sistema di trasporto automatizzato che colleghi il terminal con i parcheggi e perfino con Oriocenter.

Ma andiamo con ordine.

Il primo intervento è previsto nel 2031, con l’inizio di una serie di attività manutentive focalizzate sul mantenimento dell’efficienza della pista principale dello scalo (la 10/28) che proseguiranno poi nel 2034 e nel 2041, coerentemente con il ventennio di vita utile delle pavimentazioni, completamente riqualificate nel giugno del 2014.

Nel 2034 è previsto anche il completamento del piazzale sud-est, con la creazione di uno stand aggiuntivo per gli aerei, la modifica della viabilità perimetrale e una generale riorganizzazione dell’area, mentre nel 2037 il focus si sposta sul piazzale nord, che verrà esteso in direzione est con la creazione di nuovi stalli per gli aeromobili di aviazione generale. Prevista per il 2040, invece, la creazione di una nuova piazzola di de-icing nell’area nordest, al servizio degli aeromobili proveniente dal piazzale nord.

Scorrendo la lista, oltre all’ammodernamento e all’integrazione degli impianti, viene rispolverato anche un vecchio progetto che avrebbe dovuto essere realizzato nell’autunno 2020, quello per un letto di arresto (sistema Emas  – Engineered Materials Arrestor System) a fine pista 28, direzione prevalente di atterraggio, che ha come obiettivo quello di prevenire la cosiddetta “runway excursion”. Il nuovo orizzonte ipotizzato, ora, è quello del 2039 e consentirà all’aeroporto di Orio al Serio di dotarsi di un sistema capace di elevare i livelli di safety ben oltre gli standard normativi richiesti.

Già nel 2014 Sacbo aveva iniziato a pensare a questo tipo di dotazione, in occasione dei già citati lavori di rifacimento integrale della pista, ma a convincere definitivamente la società della bontà dell’intervento era stato l’incidente del 5 agosto 2016, quando un aereo cargo finì fuori pista in fase di atterraggio a causa di condizioni meteorologiche proibitive. Il Boeing 737-400 di Dhl sfondò la recinzione dello scalo, travolse alcune auto in sosta e terminò la propria corsa sull’ex statale Cremasca, fortunatamente pressoché deserta a quell’ora (le 4 del mattino). Un’escursione che la presenza di un letto d’arresto avrebbe sicuramente evitato in quanto pensato e progettato per frenare progressivamente gli aerei che dovessero finire fuori dalla pista asfaltata, fino a fermarli completamente causando lo sprofondamento delle ruote del carrello in strati di materiale a bassa densità.

Non meno importante è il raddoppio della taxiway nell’area di piazzale fronte terminal (2039), l’unica zona in cui l’uscita degli aeromobili dalle aree di parcheggio è consentita solamente con mezzi di traino: in questo modo sarà possibile vedere una contemporaneità di movimentazioni anche durante il rullaggio di altri aerei, senza la necessità di attendere il completamento della manovra.

Ma è guardando alle implementazioni di stampo innovativo che il Piano di Sviluppo Aeroportuale riserva le novità più accattivanti.

Compatibilmente con gli aspetti legati alla sostenibilità e in un’ottica di intermodalità, Sacbo ha previsto nel masterplan anche la realizzazione di un sistema di trasporto automatizzato (PRT – Personal Rapid Transit) per collegare i parcheggi multipiano “P4” e “P2” al terminal passeggeri. Un servizio attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, che viaggerà su sede dedicata con diverse fermate intermedie, per raggiungere tutte le aree di sosta e i punti di ingresso principali all’aerostazione. Un collegamento che nei pensieri della società di gestione potrebbe non fermarsi ai confini del sedime aeroportuale ma svilupparsi lungo due tronconi differenti: una successiva ipotesi di espansione, infatti, prevede di arrivare a ovestfino al parcheggio P3 e a sud fino a Oriocenter e all’albergo posti al di là dell’autostrada A4.

Un’esperienza simile a quella che è ormai un punto di forza dell’aeroporto londinese di Heathrow, dove una rete di 21 capsule elettriche senza conducente collega in pochi minuti un grande parcheggio al Terminal 5, viaggiando in sede protetta lungo un percorso di poco meno di 4 chilometri.

Traguardata al 2041 è invece la realizzazione di un vertiporto nell’area nord dell’aerostazione, 10.000 metri quadrati di superficie di atterraggio e un piccolo magazzino per la gestione del traffico merci gestito con i droni. L’Urban Air Mobility (UAM) e l’Advanced Air Mobility (AAM), viene spiegato nel Piano di Sviluppo Aeroportuale, rappresentano un’evoluzione rilevante nel sistema della mobilità contemporanea, introducendo nuovi paradigmi basati sull’utilizzo di aeromobili innovativi – elettrici o a bassissime emissioni – come i velivoli a decollo e atterraggio verticale (eVTOL). Grazie alla sua posizione baricentrica nel Nord Italia, Bergamo rappresenta un potenziale nodo strategico per lo sviluppo del settore su scala nazionale, elemento che ha spinto Sacbo a individuare uno spazio dedicato il più vicino possibile alle infrastrutture logistiche esistenti e alla viabilità land-side che agevola le operazioni di carico/scarico e distribuzione.