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Tregua di un giorno, poi in Bergamasca torna il caldo record: “Ondate più frequenti la nuova normalità”

Da settimana prossima l’anticiclone africano si rafforza di nuovo tra città e provincia: “Il termometro supererà i 37° C in pianura. Le notti tropicali non sono un problema solo per anziani e bambini, peggiorano la qualità del sonno e riducono la capacità di concentrazione”

Bergamo. Il weekend porterà una tregua solo apparente, ma il grande caldo è pronto a tornare anche sulla Bergamasca. Da metà della prossima settimana il termometro tornerà a salire fino a 37 gradi in pianura, mentre l’umidità renderà il caldo ancora più difficile da sopportare: l’ennesima ondata di calore di un’estate rovente.

In provincia il fine settimana ormai alle porte sarà caratterizzato da un temporaneo peggioramento. Sabato sono attesi possibili temporali, soprattutto sulle Orobie e nelle valli, ma entro sera non si escludono sconfinamenti anche sulla pianura. “Considerato il calore accumulato nei giorni precedenti, i fenomeni potrebbero risultare anche intensi”, spiega il meteorologo di 3BMeteoEdoardo Ferrara.

La tregua, però, durerà poco. La cupola anticiclonica africana tornerà rapidamente a potenziarsi, investendo in pieno l’Italia che, per quanto possa sembrare paradossale viste le temperature registrate nelle ultime settimane, è rimasta ai margini della bolla di calore che a fine giugno ha colpito soprattutto Francia e Spagna. Da domenica inizierà infatti una nuova fase di caldo intenso che interesserà soprattutto il Centro-Sud, ma coinvolgerà anche il Nord.

“Da mercoledì 15 luglio sulla Bergamasca prevediamo temperature ben oltre la media, con punte fino a 37 gradi in pianura e intorno ai 35 gradi in città – illustra l’esperto -. Mancano ancora alcuni giorni, ma il rischio è che aumenti anche l’afa, facendo percepire temperature ancora più elevate”.

All’interno della provincia non mancheranno differenze. Nelle valli si potranno raggiungere comunque punte superiori ai 33 gradi, ma durante la notte le temperature minime tenderanno a scendere più facilmente rispetto alla pianura, garantendo un po’ di sollievo. Molto dipenderà anche dall’eventuale formazione di temporali di calore, che potrebbero portare una temporanea rinfrescata.

Sulla durata della nuova ondata di caldo, il meteorologo invita alla prudenza: “Al momento è difficile individuare una data precisa per un cambiamento. Possiamo dire che fino al 16-17 luglio il caldo dovrebbe essere intenso, mentre per il periodo successivo è ancora troppo presto per formulare previsioni affidabili”.

Inevitabile attendersi un ritorno delle notti tropicali, con temperature che anche nelle ore notturne difficilmente scenderanno sotto i 24-25 gradi. “Intorno alle 22 si potrebbero registrare ancora valori prossimi ai 30 gradi – spiega Ferrara -. Chiaramente il problema non sarà solo il picco di calore in sé, ma per quante ore consecutive le temperature resteranno sopra i 33-34°C nell’arco della giornata, esasperando la sensazione di disagio bioclimatico. Non è un problema soltanto per anziani e bambini: condizioni climatiche di questo genere, quando si protraggono nel tempo, incidono anche sugli adulti, peggiorando la qualità del sonno e riducendo la capacità di concentrazione”.

Secondo Ferrara, le ondate di calore sempre più frequenti sembrano ormai rappresentare una nuova normalità. “Sulle precipitazioni è più difficile sbilanciarsi, perché oggi piove in modo molto più irregolare – osserva -. Sul fronte del caldo, invece, tutto lascia pensare che queste situazioni siano destinate a ripetersi. Le configurazioni atmosferiche del passato non valgono più: oggi l’atmosfera parte da una temperatura di base più elevata e questo favorisce ondate di calore più frequenti e durature. Il Mediterraneo centro-occidentale rappresenta un vero e proprio hotspot climatico”.

Un’estate, quella del 2026, che sta mettendo a dura prova tutta l’Europa occidentale. I dati Copernicus hanno confermato un giugno da record nel Vecchio Continente e le ondate di calore – già quattro da maggio, una più intensa dell’altra – rischiano di non fare più notizia. “La Francia ha sperimentato per diversi giorni temperature fuori logica, con punte di 33-45 gradi – ricorda l’esperto -. In Germania, Repubblica Ceca e Polonia sono stati raggiunti anche i 40-41 gradi. Per l’Italia quella del 2003 resta ancora l’estate di riferimento per intensità del caldo, ma il 2026 si colloca subito dietro. Da maggio a oggi l’Europa ha già registrato quattro ondate di calore, una più intensa dell’altra. Ad agosto il quadro potrebbe anche cambiare, ma le proiezioni stagionali indicano che il resto dell’estate potrebbe proseguire con temperature superiori alla media e condizioni più secche del normale, soprattutto al Nord”.

Bertolaso: ospedali pronti ad affrontare i picchi d’accesso

Anche la rete sanitaria di Regione Lombardia si prepara ad affrontare la nuova ondata. La Direzione generale Welfare ha trasmesso a Ats, Asst, Irccs e Areu le indicazioni operative che prevedono l’attivazione di ‘Cold Spot’ collegati ai Pronto soccorso, il rafforzamento della disponibilità di posti letto ospedalieri, il monitoraggio quotidiano dei flussi di accesso e l’attivazione di ricoveri di sollievo nelle Rsa per le persone fragili. I Cold Spot, ospitati preferibilmente nelle Case di Comunità, offrono ambienti climatizzati, personale sanitario dedicato e una prima valutazione clinica per i pazienti con sintomi legati alle elevate temperature.

“Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali, ma una condizione con cui il sistema sanitario deve confrontarsi ogni estate – dichiara l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso -. Abbiamo definito un modello organizzativo che coinvolge l’intera rete sanitaria per evitare che situazioni affrontabili sul territorio si trasformino in accessi impropri ai Pronto soccorso. Abbiamo dato indicazione alle Ats di effettuare controlli puntuali sulla situazione, verificando costantemente l’andamento degli accessi, i livelli di pressione assistenziale e le eventuali criticità”.