Rapina violenta in agriturismo, caccia alla banda della “Stelvio”: il Suv usato per altri dieci colpi
L’auto dei banditi sulla scena di parecchi raid messi a segno tra Bergamo, Brescia e Cremona. I carabinieri l’avevano intercettata, ma l’inseguimento non è andato a buon fine
Alzano Lombardo. Un’Alfa Romeo Stelvio nera che compare sulla scena di almeno una decina tra furti e rapine nelle province di Bergamo, Brescia e Cremona. È lo stesso Suv che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato dalla banda entrata in azione nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 luglio nell’abitazione di Massimo Rizzi, titolare dell’agriturismo Ca’ Fenile, dove un’intera famiglia è stata tenuta in ostaggio mentre i rapinatori mettevano a segno un colpo da circa 50 mila euro.
Il mezzo è stato intercettato da una pattuglia dei carabinieri in perlustrazione sul territorio. I militari hanno tentato di fermarlo, ma i banditi sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
Non è ancora chiaro se la Stelvio fosse stata rubata oppure noleggiata appositamente per compiere furti e rapine. Di certo, è uno dei modelli più utilizzati dalle bande specializzate, che hanno sviluppato tecniche per aggirare i sistemi elettronici di bordo e avviare il veicolo anche senza la chiave originale.
Secondo il racconto dell’imprenditore, intorno alle 2.30 tre uomini con il volto coperto si sono introdotti nell’abitazione passando da una finestra lasciata aperta a causa del caldo. Rizzi si è svegliato mentre veniva immobilizzato dai rapinatori, che gli chiedevano con insistenza dove fosse il denaro.
In casa erano presenti anche la moglie e le tre figlie. Le due più piccole, di 3 e 5 anni, dormivano nella loro stanza, mentre la moglie e la figlia maggiore si trovavano in un’altra camera. Richiamate dai rumori, sarebbero state bloccate dai malviventi e costrette ad assistere alla scena.
Nel corso dell’aggressione, la figlia maggiore sarebbe riuscita a liberarsi dalla presa di uno dei rapinatori e, vedendo il padre immobilizzato e aggredito dagli altri due, avrebbe abbracciato i banditi implorandoli di fermarsi. Un gesto disperato che, però, non avrebbe sortito alcun effetto: i malviventi l’avrebbero allontanata con la forza, continuando a chiedere denaro al 47enne.
Alla fine i rapinatori si sono impossessati di una catenina, di un orologio, della fede nuziale dell’uomo, dell’incasso del fine settimana dell’agriturismo e di due Rolex. Bottino stimato: circa 50 mila euro.
Prima di fuggire hanno rinchiuso Rizzi, la moglie e la figlia maggiore nel bagno, danneggiando anche parte dell’arredamento e i collegamenti dell’impianto di videosorveglianza, del telefono e della rete Wi-Fi. La famiglia è riuscita a chiedere aiuto solo grazie all’intervento di un ospite della struttura.
Rizzi ha riportato la frattura di due costole e altre lesioni. Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire gli spostamenti della banda, verificare gli eventuali collegamenti con gli altri colpi attribuiti al Suv e, ovviamente, identificare i responsabili.



