Treviglio ancora nella morsa dei miasmi: pressing del Comune per un nuovo tavolo tecnico
L’amministrazione comunale chiede alla Provincia interventi più incisivi dopo l’intensificarsi delle molestie olfattive. Aumentate segnalazioni dei cittadini e verifiche della Polizia Locale
Treviglio. La città torna a fare i conti con il problema delle molestie olfattive, che nelle ultime settimane si è nuovamente intensificato provocando un aumento delle segnalazioni da parte dei cittadini e dei controlli effettuati dalla polizia locale. L’amministrazione comunale torna così a sollecitare interventi più incisivi e chiede alla Provincia la convocazione di un nuovo tavolo tecnico.
Il fenomeno, già affrontato negli anni attraverso tavoli tecnici, sopralluoghi e verifiche che hanno portato a prescrizioni della Provincia e indicazioni da parte di Arpa, si è aggravatocon l’arrivo dell’estate. La polizia locale ha effettuato numerosi sopralluoghi e ispezioni, mentre il Comune ha raccolto le segnalazioni dei residenti e avviato nuove azioni formali.
L’incremento delle molestie olfattive, sia per estensione territoriale sia per intensità, è stato rappresentato alla Provincia anche dai Comuni di Calvenzano e Casirate, che si sono uniti a Treviglio nella richiesta di un nuovo confronto con l’ente competente per il rilascio dell’autorizzazione ambientale.
Il Comune ha inoltre trasmesso alla Provincia, attraverso l’Avvocatura civica, un’ulteriore comunicazione con la richiesta di intervenire in modo più perentorio nei confronti dell’azienda, attraverso l’adozione di prescrizioni più stringenti e un rafforzamento dei controlli sul rispetto delle prescrizioni vigenti, anche alla luce delle relazioni di servizio della polizia locale.
“Comprendo la rabbia dei cittadini perché siamo i primi a cogliere il disagio e a segnalare una situazione ormai insostenibile che condiziona la qualità della vita cittadina – dichiara il sindaco Juri Imeri -. Anche per questo nei prossimi giorni incontreremo Legambiente e il Comitato Tutela Ambiente, con i quali condividiamo l’importanza di azioni concrete e condivise, sulla base di un dialogo e un confronto costruttivi. Non giochiamo infatti allo scaricabarile con la Provincia e gli altri enti di cui rispettiamo l’operato, ma allo stesso tempo non possiamo più tollerare altre giornate di odori molesti: la situazione richiede azioni forti e tempestive”.
”Sul fronte aziendale – aggiunge – è evidente che vanno tutelati lavoratori e impresa, ma questo deve avvenire nel rispetto delle autorizzazioni concesse e del territorio in cui si opera. Confido quindi che alla luce degli ultimi sviluppi si proceda rapidamente a una condivisione di azioni a breve, medio e lungo termine che pongano definitivamente fine al problema”.
Al centro del confronto c’è anche la relazione chimico-olfattometrica ricevuta dal Comune mercoledì 8 luglio e predisposta dal Politecnico di Milano per conto dell’azienda. Il documento sarà analizzato dagli uffici comunali e dai consulenti dell’amministrazione, così come già avvenuto per il protocollo di gestione delle emissioni odorigene arrivato a fine maggio.
L’attività tecnica si affianca, quindi, al monitoraggio portato avanti attraverso la raccolta delle segnalazioni e le verifiche della polizia locale. A questa attività è seguita, nell’estate scorsa, anche un’azione sul piano penale.
“Alla Provincia – prosegue Imeri – abbiamo ribadito che non è possibile attendere l’installazione di un nuovo termocombustore: servono misure contingenti. Sulla scorta dei nostri approfondimenti – anche mercoledì 8 luglio il Nucleo Ambientale della polizia locale ha fatto un accesso allo stabilimento – e delle indicazioni fornite da Arpa, abbiamo sollecitato la Provincia non solo con relazioni tecniche, ma anche a mezzo della nostra Avvocatura civica”.
“Anche per questo – concude – abbiamo sollecitato un ulteriore tavolo tecnico di confronto, insistendo per l’attuazione di azioni perentorie. La Provincia ha accolto la nostra istanza e anche alla luce della relazione del Politecnico ha anticipato una convocazione nei prossimi giorni”.


