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Orio, Sinistra Italiana: “Prima stop ai voli notturni e rientro nei limiti di rumore, poi si discuta dell’espansione”

Il partito si ritrova a Colognola, tra gli aerei in decollo: nel mirino il nuovo piano di sviluppo di Sacbo

Bergamo. Il luogo e l’orario non sono una scelta casuale. L’orologio segna le 21,30, il parcheggio nel piazzale delle Scienze di Colognola è pieno delle auto dei residenti rincasati dopo una giornata lavorativa. Mentre gli esponenti di Sinistra Italiana  Bergamo illustrano la loro posizione sul futuro dell’aeroporto di Orio al Serio, gli aerei continuano a decollare sopra le loro teste con una frequenza di pochi minuti, diventando la dimostrazione concreta di ciò che denunciano.

L’iniziativa, ospitata mercoledì 8 luglio dall’ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista Paolo Scanzi, arriva all’indomani della presentazione in Consiglio regionale di un’interrogazione del consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra Onorio Rosati, che chiede il blocco del Piano di sviluppo aeroportuale 2029-2043 di Sacbo, lo stop ai voli notturni e l’introduzione di una tassa regionale sul rumore.

“Chiediamo un radicale cambio di rotta al Comune di Bergamo, che è azionista di Sacbo e non dovrebbe limitarsi a subire i piani della società, ma contribuire a determinarli – afferma il segretario provinciale di Sinistra Italiana, Alfredo Di Sirio -. C’è un punto che per noi non è negoziabile: prima di parlare di qualsiasi ipotesi di espansione bisogna fermare i voli notturni e riportare lo scalo entro i limiti di legge sul rumore”.

Nel mirino ci sono soprattutto i decolli programmati oltre le 23. “Non stiamo parlando soltanto dei ritardi dovuti al maltempo o a eventi eccezionali – precisa Di Sirio -, ma di voli schedulati. È una situazione che non dovrebbe verificarsi”.

Secondo Sinistra Italiana, l’attuale piano di sviluppo risulta incompatibile con la qualità della vita dei residenti. La formazione ricorda come nei quartieri di Colognola e Campagnola il livello medio annuo di rumore abbia superato per il secondo anno consecutivo la soglia dei 60 decibel prevista dalla normativa, mentre nei primi quattro mesi del 2026 si sono registrati in media dieci movimenti notturni ogni notte.

Per Di Sirio il problema non può essere risolto soltanto con il rinnovo della flotta. “Non bastano aeromobili più silenziosi o più efficienti dal punto di vista ambientale. Se aumenta drasticamente il numero dei voli giornalieri, il beneficio dei nuovi motori viene annullato dalla frequenza dei passaggi sopra le case. I profitti delle compagnie aeree non possono valere più della salute delle persone”.

Scanzi invita a evitare contrapposizioni tra sviluppo economico e residenti. “Non è una guerra tra poveri – osserva -. Bergamo è una città che attrae turismo e lavoro, ma è anche quella che ha ricevuto meno benefici rispetto ad altri territori interessati dall’aeroporto. Oltre alle scuole, riqualificate come opera di compensazione, ci sono migliaia di cittadini che convivono quotidianamente con il rumore”.

Scanzi chiama quindi in causa gli enti pubblici soci di Sacbo: “Chiediamo che sia il Comune sia la Provincia facciano sentire la propria voce. La Provincia è governata dal centrodestra ed è parte della società aeroportuale: ci aspettiamo una presa di posizione”.

Fausto Amorino, già assessore al Verde di Palazzo Frizzoni, invita però a guardare oltre il semplice rispetto della soglia media dei 60 decibel. “Quel limite rappresenta un riferimento normativo, ma non basta a descrivere il disagio reale – osserva -. Nei mesi estivi ciò che pesa sono i picchi di rumore: ogni due, tre o cinque minuti si registrano valori che arrivano a sfiorare i 90 decibel. I cittadini non percepiscono una media annuale, percepiscono il fastidio continuo provocato da questi picchi”.

Secondo Amorino, almeno 10 mila residenti vivono una situazione molto più gravosa di quanto raccontino i dati medi. “La riduzione dei voli notturni può rientrare in una normale programmazione dello scalo – sostiene -. Ci chiediamo perché sia necessario andare oltre le 23: sarebbe una garanzia minima per la qualità della vita”.

L’ex assessore richiama poi anche le prescrizioni contenute nel precedente piano aeroportuale. “Erano tredici – spiega -. Prima di discutere un nuovo sviluppo bisognerebbe dimostrare quali siano state realmente rispettate, a partire dall’indagine epidemiologica e dalle misure sul monitoraggio della qualità dell’aria”.

Per Elisabetta Maffioletti, coordinatrice cittadina di Sinistra Italiana e membro della segreteria regionale, il confronto riguarda prima di tutto la credibilità della politica. “Bisogna riportare i cittadini a credere che le istituzioni ascoltino ancora i loro bisogni – sottolinea -. Si parla di trasformare Bergamo in una grande città europea, ma città come Amsterdam e Barcellona stanno andando nella direzione opposta, limitando in modo significativo i voli notturni: è una scelta che riguarda direttamente la salute delle persone”.

Presente anche un’altra figura di riferimento del partito in provincia, Maurizio Morgano, che si occupa attivamente dell’organizzazione e della promozione di campagne politiche e dibattiti pubblici.

sinistra italiana voli notturniGli esponenti di Sinistra Italiana Bergamo. Da sinistra: Maurizio Morgano, Alfredo Di Sirio, Fausto Amorino ed Elisabetta Maffioletti

Nel mirino c’è infine l’incremento dei movimenti previsto dal piano di sviluppo di Sacbo, che passerebbe dagli attuali 298 a 367 voli giornalieri. Per Sinistra Italiana qualsiasi discussione sull’espansione dovrebbe essere rinviata fino a quando lo scalo non sarà rientrato nei limiti ambientali previsti dalla legge e saranno completati gli interventi di mitigazione già richiesti negli anni scorsi.