Bergamo
|e-Brt e code in via Paleocapa, le proposte di FdI: “Svolta libera verso via Simoncini, niente imbocco in via Autostrada”
La consigliera Ida Tentorio disegna una viabilità alternativa all’incrocio di via San Giorgio. La replica di Berlanda: “Soluzione poco realistica, così raddoppierebbe il traffico su via Quarenghi”
Bergamo. Le nuove corsie riservate all’e-Brt continuano a far discutere la politica cittadina: questa volta il focus non è sull’opera in sé, ma sulla tenuta di uno degli incroci viabilistici più delicati del tracciato. È il caso sollevato da Ida Tentorio, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, che ha dedicato un sopralluogo al “triangolo” formato da via Quarenghi, via San Giorgio e via Simoncini – uno dei nodi più critici della linea – e ha avanzato una serie di proposte per modificare l’attuale assetto della zona.
La consigliera di FdI si è recata sul posto e, anche con l’aiuto di Google Maps, ha analizzato i punti più sensibili del tracciato. “Si è sbagliato, o non si è fatto, lo studio viabilistico – sostiene -. Il calo del traffico forse ci sarà, ma non sarà utile: il traffico che si ingorga alla fine di via Paleocapa non viene da Dalmine, ma dalla città in direzione autostrada. Non abbiamo gli strumenti per verificare ogni soluzione alternativa, ma nessuno ne ha mai parlato: non ho mai sentito parlare di opere anche avveniristiche, con costi magari insostenibili, o di opzioni da studiare e pareri degli utenti di quelle strade”.
Per Tentorio, che mercoledì 8 luglio ha depositato un’interrogazione scritta rivolta alla giunta, i problemi derivano “dallo sconsiderato presupposto che tutto si potesse sistemare dipingendo qualche linea gialla sull’asfalto, riducendo il numero delle corsie per le auto ma mantenendo inalterate le opzioni di svolta ai semafori”.
Da giovedì 11 giugno in via Paleocapa le corsie riservate alle auto sono passate da tre a due: il corridoio di destra è ora dedicato ai bus elettrici, la svolta sotto il ponte verso l’autostrada è possibile solo dalla corsia di sinistra, mentre quella centrale resta per chi prosegue verso via San Giorgio. “Le opzioni di svolta restano tre e mezzo – osserva Tentorio -: via Simoncini, Autostrada e via San Giorgio, che però subito dopo si sdoppia su via Baschenis. L’ingorgo è assicurato. Lo stesso su via Simoncini, con tre ingressi (da via San Giorgio, via Paleocapa, via Autostrada) e una sola corsia bianca: le code sono inevitabili”.
Tra le proposte della consigliera, sfruttare “l’inutile triangolo verde, di erba maltagliata, all’inizio di via Simoncini” per ricavare una svolta continua a sinistra da via Paleocapa senza passare dal semaforo, eliminando poi del tutto la svolta verso via Autostrada. Il traffico verrebbe deviato prima, con obbligo di svolta in via Quarenghi in direzione Malpensata, così da indirizzarlo alle rotonde di via Carnovali e al futuro rondò di via Campagnola. “I tempi dei semafori dovrebbero chiaramente garantire un deflusso rapido – osserva -: varrebbe la pena studiarlo”.
Alle osservazioni di Tentorio replica l’assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo, Marco Berlanda. “È apprezzabile che la minoranza presenti proposte di revisione, così come il fatto che non venga contestato il principio dell’e-Brt – premette -. L’ipotesi di eliminare la svolta verso l’autostrada è però irrealistica: da due vie di uscita verso l’A4 si ridurrebbe a una sola. Potrebbe anche migliorare la fluidità dell’incrocio con via San Giorgio, dove verrebbe meno un ramo, ma raddoppierebbe il carico su via Quarenghi in uscita dalla città. In più via Quarenghi non è una via di grande scorrimento: temo non sia una soluzione adeguata e percorribile”.
Sui semafori in cui il tracciato dell’e-Brt incrocia la viabilità ordinaria, la consigliera propone che sia l’autobus stesso ad attivare il verde, “automaticamente o manualmente, per avere il passaggio libero quando arriva, senza legarsi ai tempi ‘normali’ e senza rallentarli oltre misura”.
Su questo fronte, Berlanda smentisce che si tratti di un ciclo fisso: “Quando il mezzo arriva in prossimità dell’incrocio, tramite un sistema tecnologico scatterà il verde in favore dell’e-Brt: non è un apparato legato alla tabella oraria delle corse, ma una modifica che si realizza istantaneamente in funzione dell’arrivo del bus. È lo stesso sistema oggi attivo per la Teb”.
Resta aperto anche il tema delle consegne: con le corsie riservate, corrieri e autotrasportatori rischiano di non avere spazio per accostare. Tentorio indica come possibile soluzione il doppio marciapiede inutilizzato alla fine di via Paleocapa, dove si potrebbe realizzare “una generosa piazzola di sosta, anche per camion e autobus”.
Infine rimane il nodo di via Simoncini, dove la corsia dell’e-Brt è affiancata da una sola corsia bianca: secondo la consigliera basterebbe eliminare il declivio del terrapieno – come già fatto in via Maglio del Lotto – per ricavarne una seconda. “Se questa soluzione fosse stata valutata tempestivamente, anziché limitarsi oggi ad attribuire i ritardi a Rfi, probabilmente sarebbe stato possibile ottenere maggiore spazio sia in via San Giorgio sia in via Bonomelli, forse senza costi aggiuntivi”, conclude Tentorio.
Anche sull’ipotesi di allargare via Simoncini intervenendo sul terrapieno, Berlanda esprime perplessità: “Le scarpate hanno una funzione di sicurezza e stabilità: portare via metri alla massicciata rischia causare crolli”.







