Borse di studio di Fondazione Pesenti e Intercultura: premiate Isabella e Greta
Le studentesse bergamasche Isabella e Greta sono state premiate dalle fondazioni Pesenti e Intercultura, pronte a passare il prossimo anno all’estero
Bergamo. Il merito riconosciuto e premiato. Isabella e Greta, due studentesse bergamasche, sono le vincitrici delle due borse di studio per un anno scolastico all’estero promosse da Fondazione Intercultura in collaborazione con Fondazione Pesenti Ets. La consegna del riconoscimento è avvenuta nella mattinata di giovedì 9 luglio sono state premiate al museo gres art 671. Grazie a questa opportunità, le giovani potranno frequentare un intero anno scolastico rispettivamente in Belgio fiammingo e Portogallo, partecipando a un programma di alto valore educativo. L’iniziativa, avviata nel 2017, ha già permesso a ben 33 giovani meritevoli del territorio l’opportunità di studiare nel mondo, di cui il 64% ragazze.
Il programma all’estero è finanziato dalle borse di studio e prevede l’accoglienza in famiglie selezionate, la frequenza di una scuola locale e la presenza di un gruppo di volontari che segue gli studenti durante la loro esperienza. Inoltre, i partecipanti riceveranno da Intercultura la certificazione delle competenze maturate in ogni fase del programma.
“Dal 2017 a oggi, grazie alla collaborazione con Fondazione Intercultura, abbiamo assegnato 33 borse di studio riservate alla provincia di Bergamo, contribuendo concretamente alla crescita personale e culturale di ragazze e ragazzi meritevoli – afferma Sergio Crippa, segretario generale di Fondazione Pesenti Ets. -. Crediamo fortemente che esperienze come queste siano fondamentali per costruire una generazione più consapevole, aperta al mondo e pronta ad affrontare le sfide globali con spirito critico e senso di responsabilità. ”
Crippa ha raccontato che, se nella prima fase di vita della Fondazione, dal 2004 al 2016, il focus era sulla sostenibilità, dal 2016 hanno concentrato i loro sforzi sui giovani, e in particolare sulla loro formazione e crescita culturale e di genere. Il segretario spiega: “Nei licei i ragazzi hanno più possibilità di fare esperienze all’estero, negli istituti tecnici invece, poichè l’obbiettivo ultimo è il lavoro, ciò è più difficile ed è per questo che abbiamo posto l’attenzione sui secondi. Siamo convinti che il talento sia molto più diffuso delle opportunità e che iniziative come questa possano contribuire a colmare questo divario, offrendo ai giovani strumenti concreti per esprimere appieno il proprio potenziale e diventare protagonisti consapevoli e attivi”.
Alla cerimonia di premiazione è intervenuta anche Mietta Denti Rodeschini, philanthropy advisor di Intercultura: “Sono stata borsista io stessa negli anni Sessanta, sono dell’idea che chi faccia un’esperienza del genere torni più fortificato per quello che succederà in futuro”.

Ha preso parola poi Dragana Klandarin, referente ufficio Raccolta fondi Intercultura, anche lei ex borsista: “Provo un sentimento di gratitudine molto alto perché ho potuto trasformare ciò in cui credo nel mio lavoro e così facendo posso dare qualcosa indietro. Investiamo in una generazione che vedrà l’impatto del cambiamento che l’esperienza all’estero rappresenta nel corso della sua vita”.
Le studentesse vincitrici sono:
- Isabella N., iscritta all’Istituto Scolastico “Mascheroni” di Bergamo che partirà per un programma annuale in Belgio fiammingo, dichiara “Quello che mi ha spinto ad iscrivermi al concorso di Intercultura è stato il desiderio di mettermi completamente alla prova, di crescere e di conoscere una cultura diversa dalla mia. Quando ho saputo di aver vinto inizialmente ero incredula, poi quando ho realizzato ho provato molta soddisfazione e gioia. Sia i miei professori che i miei compagni sono stati molto contenti per me e sono curiosi di sapere come andrà questa esperienza. Del Paese in cui andrò mi attira il fatto che, pur essendo in Europa, il Belgio fiammingo abbia una cultura, delle tradizioni e uno stile di vita diversi da quelli italiani. Sono anche curiosa di imparare il fiammingo, una lingua completamente differente dalla nostra. Da questa esperienza mi aspetto di crescere sia dal punto di vista personale che scolastico. Di conoscere nuove persone di nazionalità diverse, di scoprire una nuova lingua e cultura. Spero di tornare con una maggiore consapevolezza di me stessa, nuovi amici e tanti ricordi indimenticabili.” Prima di lei, la madre, e la sorella poi, avevano fatto la scelta di passare un anno in Russia e in Colombia rispettivamente.
- Greta V., iscritta all’Istituto Scolastico “Secco Suardo” di Bergamo che partirà per un programma annuale in Portogallo. “Ho deciso di iscrivermi al concorso di Intercultura perché sentivo il bisogno di vivere un’esperienza che mi portasse fuori dalla mia comfort zone, che mi permettesse di immergermi completamente in una cultura differente dalla mia e vivere un anno di scuola in modo diverso. Quando ho saputo di aver vinto è stata un’emozione indescrivibile, perché la felicità era immensa, ma allo stesso tempo il pensiero di lasciare tutto qui in Italia e lanciarsi verso qualcosa di così grande e ignoto, mi portava un po’ di timore. I miei professori fin da subito mi hanno sostenuto nella scelta di fare l’anno all’estero e si sono resi disponibili per aiutarmi. Anche i miei compagni erano entusiasti della scelta che ho preso ma comunque un po’ tristi perchè sia io sia una mia compagna non ci saremmo state in quarta. Il Portogallo è un Paese che mi attira per i suoi paesaggi stupendi, per la cultura accogliente che lo caratterizza e per la lingua bellissima che imparerò. Da quest’esperienza mi aspetto di conoscere meglio me stessa, di tornare ancora più indipendente e consapevole di come lo sono ora; spero di conoscere persone e posti che mi lascino qualcosa di indelebile e spero di tornare con un’idea più chiara sul mio futuro.”
Alla premiazione sono intervenuti anche Thomas T. e Sofia P., vincitori delle borse dell’anno scorso, raccontando la loro esperienza e incoraggiando le nuove borsiste.
Più di un viaggio: un percorso di Educazione Civica Internazionale
La borsa di studio rientra nel progetto “Internazionalizzazione della scuola e mobilità studentesca”, promosso dalla Fondazione Intercultura ets. Il progetto mira a promuovere una buona cultura dell’internazionalizzazione della scuola attraverso ricerca, formazione e borse di studio per la mobilità internazionale dei giovani. Internazionalizzare la scuola non significa solo imparare una lingua straniera: è un vero e proprio processo capace di sviluppare competenze di cittadinanza globale nell’intera comunità scolastica:
“In un momento storico segnato da incertezze e divisioni, promuovere l’educazione internazionale e al dialogo interculturale significa educare attivamente alla pace” ha dichiarato Mattia Baiutti, segretario generale di Fondazione Intercultura ets “Sostenere il nostro progetto significa, prima di tutto, investire nelle competenze dei giovani. Ma significa anche credere nel fondamentale lavoro di ricerca e formazione che dà solidità al valore educativo della mobilità studentesca”.
Le ricerche mostrano che, attraverso l’immersione autentica in una cultura diversa, gli studenti sviluppano il pensiero critico, comprendono più a fondo l’interdipendenza tra locale e globale e costruiscono relazioni che superano le differenze. Il progetto educativo di Intercultura accompagna i ragazzi prima, durante e dopo la permanenza all’estero, grazie al supporto dei volontari, trasformando l’esperienza in un vero set di competenze per la vita.
L’impatto dell’esperienza: i dati della ricerca Intercultura-Ipsos Doxa
L’impatto profondo di questo percorso è certificato dai numeri: l’indagine Ipsos realizzata per i 70 anni di Intercultura mostra infatti come l’esperienza all’estero rappresenti un pilastro nella formazione dei giovani, tanto che il 68% degli ex partecipanti la considera il fattore decisivo nella costruzione della propria identità. Oltre alla crescita interiore, i dati evidenziano un rafforzamento straordinario delle competenze trasversali: quasi la totalità degli studenti (97%) riscontra un netto miglioramento nelle proprie capacità relazionali, mentre l’89% sviluppa un’autonomia e una capacità decisionale che risulteranno fondamentali per affrontare con consapevolezza le sfide del futuro.



