Mozzanica saluta per l’ultima volta Daniel Pelucchi: “Non ha edificato solo case, ma relazioni”
L’artigiano viveva in paese con la moglie Stefania e i figli Alessandro e Alice. È morto il 25 giugno dopo essere stato trovato in arresto cardiocircolatorio in un cantiere a Cassina de’ Pecchi
Mozzanica. In centinaia, nel pomeriggio di mercoledì 8 luglio, hanno voluto dare l’ultimo saluto a Daniel Pelucchi, il 42enne morto il 25 giugno in un cantiere a Cassina de’ Pecchi, nel Milanese. I funerali dell’artigiano si sono svolti nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano Protomartire di Mozzanica, il paese dove viveva da circa una decina d’anni, dopo il matrimonio con la moglie Stefania, insieme ai figli.
Ad accogliere il feretro all’ingresso della chiesa, dei fiori bianchi e gialli. Presenti alle esequie circa 300 persone che si sono strette attorno alla moglie Stefania, ai figli Alessandro e Alice, ai genitori Antonio Pelucchi e Roberta Ubbiali e ai fratelli Fabio e Giada.

Durante l’omelia, monsignor Davide Pelucchi ha ricordato il legame di Daniel con la moglie, la famiglia e la comunità di Mozzanica. “Daniel e Stefania sono presenti nella stessa chiesa dove dieci anni fa hanno celebrato il loro matrimonio – ha detto – . Daniel non è più fisicamente con noi, ma la sua presenza vive nel ricordo e nell’affetto di tante persone. Ha edificato la sua vita su più livelli: quello del lavoro e quello delle relazioni. Ha costruito la sua famiglia con pazienza, cura, dedizione, dolcezza e fedeltà”.
Il sacerdote ha poi richiamato alcuni momenti della vita di coppia, costruita negli anni attraverso gesti quotidiani. “Hanno costruito il loro rapporto attraverso gesti quotidiani, come quel loro dirsi sempre ‘Ci sentiamo dopo’, un modo semplice per raccontare la volontà di esserci. Daniel vive con il Signore e conosce la nostra gratitudine. Non possiamo chiedere a Daniel di tornare da noi, ma possiamo sperare un giorno di avvicinarci a lui”.
A seguire è stato letto il ricordo del figlio Alessandro. “Papà, mi hai dato tanto. Abbiamo gioito, abbiamo pianto, abbiamo litigato, ma ci siamo sempre dati la forza per andare avanti. Da bambino ti chiedevo di giocare con me e tu eri sempre disponibile. Mi hai trasmesso anche la passione per l’Atalanta: per anni abbiamo guardato insieme le partite e il momento più bello è stato dopo la finale di Europa League, quando ci siamo abbracciati con le lacrime agli occhi”.
“In questi giorni – racconta – sento molto la tua mancanza. In questi sedici anni sei stato un padre straordinario. Ti ringrazio e ti auguro buon viaggio”.
A seguire, la lettura della preghiera del carabiniere dedicata alla “Virgo Fidelis”, patrona dell’Arma in memoria del trascorso di Daniel Pelucchi nell’associazione Carabinieri di Mozzanica. All’uscita dalla chiesa sono stati liberati in cielo dei palloncini bianchi. Il feretro è stato salutato con un lungo applauso.






